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Plastica, Greenpeace: “la produzione potrebbe raddoppiare nei prossimi 10 anni”

Di tutta la plastica prodotta nella storia dell'uomo solo il 10% è stato correttamente riciclato

Nonostante i passi avanti fatti sul tema della plastica, entro il 2030-2035 la produzione di materie plastiche raddoppierà rispetto ai volumi del 2015, mentre entro il 2050 i volumi triplicheranno. Questo l’allarme lanciato dal rapportoPlastica: emergenza fuori controllo” realizzato da Greenpeace.

Più della metà della plastica mai creata dall’uomo è stata prodotta tra il 2000 e il 2015

La produzione di plastica ha raggiunto livelli altissimi negli ultimi decenni, basti pensare che più della metà della plastica mai creata dall’uomo è stata prodotta solamente tra il 2000 e il 2015. Nel 2019 e nel 2020 abbiamo prodotto circa 370 milioni di tonnellate di plastica all’anno1.

Un terzo della produzione avviene in Cina (32%), il 19% arriva dal Nord America (N.A.F.T.A.), il 17% dal resto dell’Asia, il 15% dall’Europa. Germania, Italia, Francia, Polonia, Spagna e Regno Unito da sole rappresentano quasi il 70% della domanda di plastica in Europa. Nel nostro continente (EU27+3) oltre il 40% della plastica viene utilizzata per il packaging dei prodotti commerciali e industriali, il 20,4% viene utilizzato per l’edilizia, l’8,8% dal settore automobilistico1.

Purtroppo circa il 40% della produzione mondiale è per plastica monouso: imballaggi e contenitori progettati per diventare in poco tempo un rifiuto difficile da riciclare, che contribuisce ad aggravare l’inquinamento “in modo preponderante”. L’abuso di plastica usa e getta – si legge nel rapporto – rappresenta un’evidente e intollerabile assurdità.

Secondo alcune stime2, di tutta la plastica prodotta nella storia umana, infatti, solo il 10% è stato correttamente riciclato, il resto è stato bruciato (14%) o è finito in discariche o disperso nell’ambiente. Nel 2020 in Europa sono stati raccolte 29 milioni di tonnellate di plastica usata, ma solo un terzo è stato effettivamente riciclato; il resto è finito in discariche o trasformato in energia1.

E in tutto questo la produzione potrebbe aumentare: i volumi potrebbero infatti raddoppiare entro il 2030-2035, per poi triplicare entro metà secolo, raggiungendo 1.100 milioni di tonnellate.

Senza un piano di riduzione nella produzione e consumo – si legge nel rapporto di Greenpeace -, la quantità di plastica immessa negli oceani è destinata ad aumentare vertiginosamente: dai circa 11 milioni di tonnellate annue attuali si passerebbe ai 29 previsti per il 2040, equivalente a 50 chili di rifiuti per metro quadro di costa in tutto il mondo.

Pacific Trash Vortex
Pacific Trash Vortex, l’isola di plastica del Pacifico. Fonte theoceancleanup.com

Ma non è tutto: negli ultimi anni è anche esploso il fenomeno dell’esportazione dei rifiuti. “Ogni giorno decine di tonnellate di rifiuti lasciano i porti delle principali nazioni occidentali per raggiungere Paesi del Sud del mondo. Un fenomeno che è esploso a seguito del bando cinese all’import di rifiuti in plastica introdotto nel 2018“.

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E oltre al problema dell’esportazione e dell’inquinamento ambientale, la produzione di plastica è legata anche al clima. Secondo le stime della British Plastics Federation3 fino al 99 % di tutta la plastica prodotta a livello mondiale deriva dalla trasformazione dei combustibili fossili (gas e petrolio), mentre solo una frazione irrisoria è prodotta a partire da materie prime rinnovabili. Secondo uno studio le emissioni legate all’intero ciclo di vita della plastica equivalgono a quelle di una nazione (0,86 Gt di CO2e), come Paesi al quinto o sesto posto della classifica mondiale dei principali emettitori di gas ad effetto serra.

«Malgrado finora si sia fallito nell’affrontare concretamente la crisi ambientale dovuta all’inquinamento da plastica, la recente risoluzione approvata dalle Nazioni Unite, che dovrebbe portare a un trattato globale legalmente vincolante per gestire i problemi legati all’intero ciclo di vita della plastica, è però un primo passo importante», dichiara il responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace Italia, Giuseppe Ungherese.

Nella risoluzione adottata, secondo Greenpeace, manca un impegno per ridurre la produzione a partire dalla frazione monouso, un richiamo alle oltre 10mila sostanze chimiche necessarie per la produzione e un occhio di riguardo rispetto ai problemi di giustizia sociale.

  1. Plastics Europe – Plastics The Facts 2021
  2. Geyer R. (2020) Production, use, and fate of synthetic polymers. In: Letcher, T.M. (ed.): Plastic waste and recycling, Academic Press, Cambridge, MA, 2019
  3. British Plastics Federation (2019) Oil Consumption
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Redazione giornalistica composta da esperti di clima e ambiente con competenze sviluppate negli anni, lavorando a stretto contatto con i meteorologi e i fisici in Meteo Expert (già conosciuto come Centro Epson Meteo dal 1995).

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