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Avremo un trattato globale sulla plastica: per l’ambiente è l’accordo più importante dai tempi di Parigi

Dopo oltre una settimana di negoziati è arrivato un accordo di portata storica: iniziano i lavori per un trattato giuridicamente vincolante sulla plastica

Il mondo si prepara a dotarsi di un trattato sulla plastica, e da molti esperti è stato definito come l’accordo più importante dai tempi di Parigi.

La decisione è stata presa all’unanimità dall’Assemblea delle Nazioni Unite per l’Ambiente, i cui delegati hanno trovato un accordo per elaborare un trattato giuridicamente vincolante per porre fine all’inquinamento da plastica. Il modello di riferimento è stato il Protocollo di Montreal del 1989, che è riuscito a portare all’eliminazione delle sostanze che riducono lo stato di ozono nell’atmosfera.

Un lieto fine quasi inaspettato

Gli Stati membri delle Nazioni Unite si sono riuniti a Nairobi per limitare l’inquinamento da plastica con un trattato, ma alcuni osservatori temevano che il risultato rischiasse di spingere solo verso un maggiore riciclo invece di influire sull’intero ciclo di vita di questo materiale. 

La risoluzione adottata ieri dalle Nazioni Unite delinea invece lo sviluppo di un «trattato solido», commenta il WWF, «che prevede regole e obblighi globali per tutto il ciclo di vita della plastica, responsabilizzando le nazioni, le aziende e la società nell’eliminazione dell’inquinamento di plastica dai nostri ambienti».

Giuseppe Ungherese, responsabile della Campagna Inquinamento di Greenpeace Italia, dichiara: «Oggi i leader globali seduti al tavolo dei negoziati di Nairobi hanno ascoltato le voci di milioni di persone che in tutto il mondo chiedono di porre fine alla crisi ambientale dovuta all’inquinamento da plastica. La risoluzione adottata oggi riconosce che l’intero ciclo di vita della plastica, dall’estrazione dei combustibili fossili necessari a produrla fino allo smaltimento, crea impatti notevoli per le persone e per il pianeta. Questo è un grande passo avanti che manterrà elevata la pressione sulle aziende dei combustibili fossili e sulle multinazionali che impiegano enormi quantità di imballaggi usa e getta, affinché riducano subito il loro impatto ambientale e trasformino radicalmente i loro modelli di business in favore di soluzioni basate sullo sfuso e sulla ricarica».

«Questo è un momento storico», ha detto ai delegati a Nairobi Inger Andersen, direttrice esecutiva del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente. Dopo più di una settimana di lavori, l’accordo è stato salutato con un’ovazione:

Trattato sulla plastica, cosa succede adesso

La risoluzione adottata dalle Nazioni Unite ha tracciato la rotta per la stesura del trattato sulla plastica, ma strada è ancora tutta da percorrere: al momento è stato istituito un Comitato Intergovernativo di Negoziazione che inizierà a lavorare nel 2022 con l’obiettivo di completare una bozza di accordo globale giuridicamente vincolante entro la fine del 2024.

Secondo i documenti emersi dai negoziati di Nairobi, il trattato dovrà presentare diverse alternative per affrontare l’intero ciclo di vita della plastica e la progettazione di prodotti e materiali riciclabili e riutilizzabili, sottolineando la necessità di una maggiore collaborazione internazionale per facilitare l’accesso alla tecnologia, il rafforzamento delle capacità e la cooperazione scientifica e tecnica.
Entro la fine del 2022 il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP) convocherà un forum aperto a tutte le parti interessate in concomitanza con la prima sessione del Comitato Intergovernativo per condividere conoscenze e migliori pratiche in diverse parti del mondo. «Faciliterà le discussioni aperte e assicurerà che siano informati dalla scienza – sottolinea l’agenzia ONU in una nota -, riferendo sui progressi nel corso dei prossimi due anni». Nel 2024, infine, al termine dei lavori del Comitato l’UNEP convocherà una conferenza diplomatica per adottarne l’esito e aprirlo alle firme.

Attualmente assistiamo al «trionfo del pianeta Terra sulla plastica monouso», ha detto Inger Andersen, sottolineando che quello raggiunto a Nairobi «è l’accordo ambientale multilaterale più significativo dall’accordo di Parigi. È una polizza assicurativa per questa generazione e per quelle future».
La direttrice esecutiva del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente ha voluto rimarcare tuttavia che i due anni di lavoro del Comitato Intergovernativo di Negoziazione non concederanno «una pausa di due anni a nessuno dei portatori di interesse», avvertendo che «parallelamente ai negoziati su un accordo internazionale vincolante, l’UNEP lavorerà con qualsiasi governo e impresa disposti lungo la catena del valore per allontanarsi dalla plastica monouso, nonché per mobilitare finanziamenti privati ​​e rimuovere gli ostacoli agli investimenti nella ricerca e in un nuovo economia circolare».

Anche in Italia le principali organizzazioni ambientaliste hanno accolto con grande favore la notizia dell’accordo, e sottolineano l’urgenza di agire in fretta per contrastare l’emergenza dell’inquinamento da plastica. «I leader mondiali devono ora mostrare ancora più determinazione nello sviluppo e nell’attuazione di un Trattato che affronti la nostra attuale crisi da inquinamento da plastica e consenta un’efficace transizione verso un’economia circolare della plastica», commenta il WWF: ora serviranno «standard e obiettivi globali chiari e forti che creino condizioni capaci di incentivare le nazioni a rispettare regole e regolamenti comuni, penalizzando allo stesso tempo prodotti e pratiche dannose».

In un focus sulla situazione italiana il WWF ha sottolineato come il nostro Paese sia stato tra i primi paesi in Europa a contrastare l’inquinamento da plastica con misure come lo stop all’utilizzo di sacchetti di plastica per la spesa dal gennaio 2011 e per gli alimenti nel 2018, con il divieto dell’uso di bastoncini di plastica e ovatta per usi igienici nel 2019 e quello di microplastiche nella cosmesi da risciacquo nel 2020. Negli ultimi due anni però, denuncia il WWF, «ci sono stati preoccupanti segnali in controtendenza come rilevate anche dalle contestazioni della Commissione Europea sulle deroghe contenute nella normativa di recepimento nel nostro Paese della Direttiva Sup, sulla plastica monouso (D.Lgs. n. 196/2021), nella Manovra 2022 che ha visto rimandata ancora di un anno la decorrenza della plastic tax (introdotta con la legge di bilancio 2020)».

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Valeria Capettini

Nata a Milano nel 1991, mi sono laureata in Lettere per poi conseguire una laurea magistrale in Comunicazione. Dal 2021 sono iscritta all'Albo dei Giornalisti della Lombardia. Nel 2016 sono entrata a far parte della squadra di Meteo Expert: un'esperienza che mi ha insegnato tanto e mi ha permesso di avvicinarmi al mondo della climatologia lavorando fianco a fianco con alcuni dei maggiori esperti italiani in questo settore. La crisi climatica avanza, con conseguenze estremamente gravi sull’economia, sulla sicurezza e sulla vita stessa di un numero sempre maggiore di persone. Un'informazione corretta, approfondita e affidabile è più che mai necessaria.

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