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Ghiacciaio Planpincieux: cessa l’allerta

Dopo "il rientro nei parametri di rischio", riapre la Val Ferret ma la situazione dei ghiacciai alpini rimane preoccupante

Il ghiacciaio di Planpincieux fa meno paura. Prima il “rientro nei parametri di rischio” poi la riapertura poche ore fa della Val Ferret. Il sindaco di Courmayeur Stefano Miserocchi ha revocato la precedente ordinanza di chiusura, alla luce dell’ultimo bollettino sul rischio crollo del ghiacciaio emesso dalla Fondazione Montagna Sicura.

In una nota, il sindaco di Courmayeur ha ringraziato i tecnici dell’Amministrazione regionale, di Fondazione Montagna Sicura, la Protezione Civile, tutte le forze dell’Ordine, il personale del Comune e i volontari per la collaborazione e l’intensa attività svolta in questi giorni di allarme.

Le azioni preventive di Protezione Civile attuate- afferma il primo cittadino- si sono rese necessarie per garantire l’incolumità e la sicurezza delle persone e degli ospiti di Courmayeur. L’evacuazione si è resa quindi necessaria e indifferibile poiché, nel quadro di rischio glaciologico paventato, le azioni di protezione civile sono impostate sulla previsione di rischio maggiore e quindi sull’eventuale rischio di caduta della porzione di ghiacciaio di 500mila metri cubi.

Ghiacciai “sentinelle” del cambiamento climatico

La fusione dei ghiacciai delle Alpi è uno degli effetti drammatici della crisi climatica in atto ed è determinata sia dall’aumento della temperatura dell’aria che dalla diminuzione delle precipitazioni nevose. Entro la fine del secolo il 90 per cento dei ghiacciai alpini potrebbe scomparire.
Secondo l’ultimo bollettino sullo stato di saluto dei ghiacciai italiani del 2018, realizzato dal Comitato Glaciologico Italiano, sotto gli auspici dell’Associazione Italiana di Geografia Fisica e Geomorfologia e del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), la situazione resta preoccupante su tutto l’arco alpino.

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Redazione

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