ItaliaTerritorio

L’Aquila in ginocchio davanti al vasto incendio

Coldiretti: "La mano dei piromani nel 60% dei roghi". L'associazione dei coltivatori spiega l'origine della maggior parte degli incendi nel nostro Paese

La gente, in allarme, si è riversata sulle strade. La paura era paralizzante. L’Aquila in ginocchio davanti al vasto incendio. Il rogo, di origine ormai certamente dolosa, sviluppatosi nei giorni scorsi, sta raggiungendo il centro abitato. Il vento lo spinge verso le case del capoluogo abruzzese. Il fatto che l’incendio abbia un’origine dolosa lo dimostrano i molti inneschi che sono stati trovati. Parliamo di un rogo dalle dimensioni tali da riuscire a devastare in ogni metro quadrato la montagna che si trova di fronte al quartiere di Pettino. Attualmente, il rogo è fuori da ogni possibile controllo. Molti i cittadini che hanno dato la propria disponibilità a sostenere le operazioni di contenimento dell’incendio: purtroppo, però, questo si è rivelato un problema dal punto di vista organizzativo. Le attività di spegnimento dei fuochi sono riprese stamattina alle 6. Impegnati, con canadair ed elicotteri, circa 300 uomini. Ai vigili del fuoco si aggiungono protezione civile, volontari, esercito, forze dell’ordine e polizia locale.

L’Aquila in ginocchio davanti al vasto incendio. Il rogo divampa ormai da cinque giorni. Richiesto lo stato di emergenza

I primi focolai si sono sviluppati giovedì 30 luglio, nel pomeriggio. Le zone maggiormente colpite risultano quelle del quartiere Pettino e Cansatessa, nonché la frazione di Arischia. Anche in Sardegna, in queste ore, divampano le fiamme. Il Comune de L’Aquila ha chiesto la dichiarazione dello stato di emergenza alla presidenza del Consiglio dei ministri. Richiesto anche carburante per gli aerei che sorvolano la zona da parte del sindaco Pier Luigi Biondi, che si è rivolto direttamente al dipartimento di Protezione Civile nazionale. “Nel corso della giornata – dice il sindaco – sono stati censiti i residenti delle zone interessate dal perimetro del fuoco. Si tratta di 1800 residenti, ma di questi solo una novantina sono nelle case più vicine al fronte delle fiamme”. Sono circa 30 le famiglie evacuate dalle proprie abitazioni. Da ogni angolo della città è possibile vedere l’incendio. Fumo e odore acre fanno il resto. Il timore è che, nonostante le linee tagliafuoco, il rogo possa raggiungere le zone di Madonna Fore e San Giuliano. Parliamo delle stesse zone che, nel 2007, furono devastate da un altro, terribile incendio.

Coldiretti: “La mano dei piromani nel 60% dei roghi”. L’associazione dei coltivatori spiega l’origine della maggior parte degli incendi nel nostro Paese

Il 60% degli incendi è di origine dolosa e per far rinascere i boschi ridotti in cenere dal fuoco ci vorranno almeno 15 anni con danni all’ambiente, all’economia, al lavoro e al turismo“. E’ quanto spiega la Coldiretti in relazione ai violenti incendio che stanno devastano in Italia con centinaia di ettari di foreste, macchia mediterranea e parchi naturali distrutti dall’Abruzzo alla Sardegna, dalla Puglia alla Sicilia con conseguenze drammatiche in termini ambientali ed economici. “Una situazione angosciante che l’Italia è costretta ad affrontare perché è mancata l’opera di prevenzione, sorveglianza e soprattutto di educazione ambientale sul valore inestimabile di un patrimonio determinate per la biodiversità e per la stabilità idrogeologica del territorio Nelle foreste bruciate – sottolinea Coldiretti – saranno impedite anche tutte le attività umane tradizionali del bosco come la raccolta della legna, dei tartufi e dei piccoli frutti, ma anche quelle di natura hobbistica come i funghi che coinvolgono decine di migliaia di appassionati”.

Secondo Coldiretti, nel 2020 i piromani sono stati aiutati dal caldo africano e dalla siccità. Ad aggravare la situazione, i cambiamenti climatici

“Il caldo africano e la siccità aiutano i piromani in un 2020 che si classifica come il secondo semestre più torrido dal 1800 con temperature superiori di 1,1 gradi rispetto alla media per un paese come l’Italia dove più di 1/3 della superficie nazionale è coperta da boschi per un totale di 10,9 milioni di ettari. E se da una parte – continua la Coldiretti – la pioggia è utile per abbassare il rischio di diffusione dei roghi, dall’altra è però necessario che cada in maniera costante e non troppo intensa, mentre i forti temporali, soprattutto con precipitazioni violente, provocano danni alla tenuta dei suoli con frane e smottamenti come con l’ultima ondata di maltempo che ha colpito il nord Italia. Siamo di fronte – conclude la Coldiretti – alle evidenti conseguenze dei cambiamenti climatici che compromettono anche le coltivazioni nei campi con costi per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne”.

Tags

Anna Maria Girelli Consolaro

Giornalista e conduttrice televisiva, Anna Maria dal febbraio 2010 lavora per Meteo Expert (già conosciuto come Centro Epson Meteo dal 1995). Sin dall’infanzia è profondamente interessata e attratta da tutto quel che riguarda la natura e l’ambiente. Per questo, tra le sue grandi passioni, ci sono gli sport all’aria aperta e i viaggi. La sua attività giornalistica è sempre stata dedicata al settore delle eccellenze italiane e, su questo tema, ha condotto oltre 20 trasmissioni televisive, di cui è stata anche autrice. Moderatrice di convegni e conduttrice di eventi, per circa dieci anni Anna Maria ha scritto sulle pagine venete del Corriere della Sera.

Articoli correlati