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Il costo nascosto della carne: ogni anno spendiamo quasi 37 miliardi per i danni a salute e ambiente

Per la prima volta una ricerca ha quantificato le spese che ogni anno dobbiamo affrontare, in Italia, per i danni ambientali e sanitari provocati dalla carne

Il costo della carne va molto oltre a quello che sosteniamo alla cassa, nel momento dell’acquisto: la conferma arriva da uno studio indipendente realizzato per la Lega Anti Vivisezione da Demetra, società di consulenza che si occupa della ricerca scientifica sulla sostenibilità.

Presentati in esclusiva da Il Fatto Quotidiano, i risultati della ricerca sono davvero eloquenti: calcolando il costo nascosto che deriva dai danni ad ambiente e salute, in media la collettività spende quasi 37 miliardi di euro all’anno per la carne. In particolare, spendiamo in media 605 euro a testa ogni anno, in un range che va dai 316 ai 1.530 euro per gli italiani, che si stima consumino mediamente 128 grammi di carne al giorno. Il 52% di questa spesa copre il costo relativo alle spese sanitarie, mentre il 48 per cento è relativo ai danni ambientali della carne.

Per darci un’idea della cifra di cui si parla, Il Fatto Quotidiano sottolinea che la spesa equivale all’insieme di tre imposte attive in Italia: «quella sull’energia elettrica e gli oneri di sistema (14,4 miliardi di euro nel 2017), l’addizionale regionale Irpef (11,8 miliardi), l’imposta sui tabacchi (10,5 miliardi)».
«Equivale all’incirca all’ammontare delle risorse annuali che avremo dal Recovery Plan, ossia quei 200 miliardi in sei anni», ha riferito al Fatto Roberto Bennati, direttore generale della Lega Anti Vivisezione, che ha sottolineato la necessità di una «transizione alimentare, che veda ridursi drasticamente e rapidamente il consumo di proteine animali in favore di quelle vegetali».
Una linea di pensiero che sembra trovare d’accordo anche il ministro della Transizione Ecologica, che recentemente ha rilasciato delle dichiarazioni in cui ha evidenziato i benefici che deriverebbero dalla riduzione del consumo di carne sottolineando quando il suo costo sia elevato, per la salute e per l’ambiente. Ne abbiamo parlato a questo link.

Il costo “nascosto” che ognuno di noi si ritrova a sostenere è dovuto soprattutto al consumo della carne di maiale lavorata, da cui deriva il 54 per cento della spesa: ci costa 19,7 miliardi di euro all’anno, 14,4 dei quali sono legati agli elevati impatti sanitari.
Sul podio anche la carne di bovino, legata al 31% della spesa: in questo caso a essere particolarmente elevato è l’impatto ambientale degli allevamenti, che ha un costo di 8 miliardi all’anno degli 11,5 legati in totale al consumo della carne di bovino. Come ha spiegato a ilfattoquotidiano.it l’ingegnere ambientale Guido Scaccabarozzi, ricercatore di Demetra e tra gli autori del rapporto, «sicuramente le emissioni di metano legate ai bovini vanno a incidere in odo fondamentale sui cambiamenti climatici».

Come riporta Il Fatto Quotidiano secondo la Commissione UE il ciclo di vita della carne ha un impatto ambientale che riguarda anche altri fenomeni, come la riduzione dello strato di ozono, l’acidificazione terrestre, l’eutrofizzazione delle acque (che comporta modifiche del loro equilibrio ecologico), la tossicità umana, la formazione di smog fotochimico e di particolato, l’eco-tossicità, la radiazione ionizzante, l’occupazione del suolo e il consumo di acqua. Il costo è elevato soprattutto per la carne di bovino: si stima che la società subisca danni per 1,35 euro per ogni 100 grammi. La carne di maiale comporta una spesa di 49 centesimi all’etto (si sale a 51 per quella lavorata), e quella di pollo costa 47 centesimi ogni 100 grammi. Per farci un’idea, la produzione di piselli ha un costo ambientale di appena 4,2 centesimi ogni cento grammi.
Impressionanti anche i costi sanitari, soprattutto quella lavorata a cui si deve quasi il 90% dell’impatto. Tra le conseguenze per la nostra salute ci sono ictus, diabete e il carcinoma del colon-retto.

Oggi (mercoledì 17 marzo) alle 17.00 lo studio verrà presentato durante l’evento diretta “#CARISSIMACARNE, L’insostenibile impatto della carne in Italia”, sulla pagina Facebook del Fattoquotidiano.it 

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Valeria Capettini

Nata a Milano nel 1991, mi sono laureata in Lettere moderne per poi conseguire una laurea magistrale in Comunicazione. Sono iscritta all'Albo dei Giornalisti della Lombardia. Nel 2016 sono entrata a far parte della squadra di Meteo Expert, allora conosciuto come Centro Epson Meteo: un'esperienza che mi ha insegnato tanto e mi ha permesso di avvicinarmi al mondo della climatologia lavorando fianco a fianco con alcuni dei maggiori esperti italiani in questo settore.

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