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Bel tempo o maltempo? Prima di tutto un elogio alla natura

Pensieri leggeri sul tempo e sui tempi moderni, le espressioni di uso comune e il punto di vista di un meteorologo

In una luminosa e fresca mattinata di Luglio, le acque profonde del lago di Como sono ancora increspate da un tivano vivace; “tivano” è il nome locale della brezza che di notte e nel primo mattino percorre il lago da nord a sud. Il cielo è azzurro e, quella che è da poco cominciata, sembra essere davvero una giornata di bel tempo.

Lago di Como, il paese in primo piano è Brienno. Foto di Lorenzo Danieli

Cielo sereno, o una copertura nuvolosa che lascia passare gran parte dei raggi solari, ventilazione debole e temperature gradevoli, sono elementi associati a una situazione di benessere psico-fisico che quasi tutti noi, senza esitazione, definiamo bel tempo; un inglese sarebbe certamente d’accordo e direbbe “fair weather”, un francese “belle journée”. Questo tipo di situazione meteorologica, è vero, è favorevole a molte attività umane, siano essere lavorative o di svago.

Famiglia di funghi della specie Amanita Muscaria. Non sempre ciò che è bello è anche buono. Fonte, unuomoincammino.blogspot

E’ piacevole addentrarsi in un bosco e godere della sua frescura, immergersi fra i suoi suoni ed i suoi odori. Nel sottobosco umido, a volte, può capitare di imbattersi nei frutti colorati e talora saporiti di un lungo e segreto lavorio sotterraneo, svolto silenziosamente e d’intesa (in simbiosi, è il termine scientificamente corretto) con le radici degli alberi.

La bellezza e l’esistenza stessa del bosco, così come quella di un lago e dei suoi verdi fianchi boscosi, è dovuta, tra le altre cause, alla pioggia, quel fenomeno meteorologico che l’uomo “moderno” inurbato definisce maltempo o brutto tempo.

Un tramonto lunare ripreso dai pendii della Grigna Settentrionale. Foto di Lorenzo Danieli

I raggi del sole sono bassi sull’orizzonte, l’aria è trasparente e sottile, una giornata breve cede il passo a una lunga notte di gelo: dove il suolo non è coperto di neve la terra diverrà dura come un sasso, aghi di ghiaccio si allungheranno nelle pozzanghere e nei piccoli corsi d’acqua. Nelle regioni temperate la vita animale e quella vegetale sono sincronizzate con l’alternarsi delle stagioni: il gelo è necessario come lo sono il sole ed il caldo. Molte piante, a causa del millenario processo di adattamento evolutivo, hanno bisogno del riposo invernale. Il gelo ucciderà una quantità di insetti e parassiti che altrimenti sopravvivrebbero fino a diventare infestanti; il caldo, quando arriverà, sarà indispensabile per la vita vegetativa e per la maturazione dei frutti, sia nell’ambiente selvatico, sia nelle campagne coltivate dall’uomo.

Un rovescio estivo. Fonte Pixabay

L’uomo “moderno”, specialmente nel mondo occidentale, combatte una sorta di guerra permanente con il tempo meteorologico: è una battaglia in cui egli gioca soprattutto in difesa e che è stata dichiarata unilateralmente. Bastano poche gocce di pioggia e immediatamente scatta la corsa a procurarsi un ombrello, neanche fossimo fatti di zucchero! Fin da bambini schiere di mamme premurose ci proteggono in tutti i modi possibili dai “colpi d’aria”, dalle gocce di pioggia e da altre simili temibili calamità. Da adulti passiamo la maggior parte del nostro tempo protetti da un involucro, che si tratti della nostra casa, dell’ufficio o dell’automobile, dove alla temperatura è consentito di variare entro un range ristrettissimo.

Vorrei concludere con un appello: dovremmo tutti abbandonare le espressioni “bel tempo” e “brutto tempo” per indicare il sole, la pioggia o la neve. La pioggia è bellissima quando penetra nella terra assetata e ravviva la campagna, i nostri orti e i nostri parchi dopo un periodo di siccità! La neve non serve solo alle piste da sci e non è solo un fastidio per gli automobilisti, ma rappresenta una fondamentale riserva d’acqua che si accumula in inverno sulle montagne. Il sole può essere una vera disgrazia se splende per mesi e mesi accompagnato da temperature tropicali seccando boschi e raccolti; l’avvicendarsi del caldo e del freddo sono indispensabili all’equilibrio naturale.

Nella lingua italiana non mancano i modi per definire il tempo meteorologico senza ricorrere ad aggettivi fuorvianti e fortemente soggettivi quali “bello” e “brutto”. Cielo sereno, tempo soleggiato, giornata piovosa, giornata ventosa, eccetera, espressioni inequivoche che possono metterci tutti d’accordo.

Lorenzo Danieli

Sono nato a Como nel 1971 e ancora oggi risiedo nei pressi del capoluogo lariano. Dopo la maturità scientifica ho studiato fisica all’Università degli Studi di Milano, dove mi sono laureato con una tesi di fisica dell’atmosfera. La passione per la meteorologia è nata quando ero un ragazzino e si è trasformata successivamente nella mia professione. Con il tempo sono andati crescendo in me l’interesse per la natura e per tutte le tematiche legate all’ambiente, fra le quali le cause e le conseguenze del cambiamento climatico.

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