ItaliaMeteoPrimo Piano

Maltempo 2-3 novembre 2019: tutti i dati

Ingenti quantitativi di pioggia caduti in molte regioni d'Italia nel giro 36-48 ore

Come da previsioni, il ponte di Ognissanti appena terminato è stato segnato da una pesante ondata di maltempo sull’Italia: ci siamo infatti appena lasciati alle spalle un fine settimana molto turbolento, in molti casi critico, a seguito degli ingenti quantitativi di pioggia caduti nel giro 36-48 ore. Nei casi più lievi solo piccoli smottamenti e qualche allagamento, nei casi più gravi frane, esondazioni di corsi d’acqua e conseguenti alluvioni ed evacuazioni. Un inizio di settimana di conseguenza difficile, con le scuole rimaste chiuse in alcuni Comuni, nel giorno in cui si ricorda la terribile alluvione di Firenze di 53 anni fa (era il 4 novembre del 1966).

Mappa delle precipitazioni domenica 3 novembre. Arpal

Numerose le regioni colpite tra sabato e domenica scorsi, per alcune di queste i dati riportati di seguito sono riferiti alla sola giornata di domenica, essendo stata tra le due la peggiore in termini di violenza e durata dei fenomeni.
Conti alla mano, sulla base delle stazioni meteorologiche a nostra disposizione e delle informazioni di appassionati e non, questi sono gli accumuli complessivi di precipitazione registrati nell’intera fase perturbata:

  • tra 250 e 300 mm sulla LIGURIA DI LEVANTE, la zona d’Italia in assoluto più colpita (fino a 300 mm a Bagone, nella zona di Sestri Levante, con esondazione di alcuni torrenti, );
  • tra 200 e 250 mm in FRIULI VENEZIA GIULIA (particolarmente colpita l’area alpina e prealpina;
  • tra 150 e 200 mm sulla TOSCANA SETTENTRIONALE, in particolare tra le province di Massa, Lucca, Pisa (i picchi maggiori a ridosso dell’Appennino nord-occidentale, al Passo del Brattello a Pontremoli sono caduti quasi 220 mm);
  • tra 120 e 150 mm nel SUDOVEST DELL’EMILIA, al confine con Liguria e Toscana, nel NORD E ESTREMO SUD DELLA CAMPANIA (particolarmente colpite le province di Caserta, Avellino e Salerno, con esondazione locale di piccoli torrenti o fiumi, tra cui il Sarno), nel SUD DEL LAZIO (particolarmente colpite la province di Latina e Frosinone, fino a 140 mm a Formia, mentre sulla capitale si contano circa 50 mm di pioggia, con allagamenti e alberi abbattuti per il forte vento);
  • tra 80 e 120 mm nei SETTORI PIU’ OCCIDENTALI DI MOLISE e ABRUZZO, al confine con il Lazio (picchi di 130 mm in provincia di Isernia), nell’ESTREMO SUD DELL’UMBRIA, al confine con il Lazio (al confine tra le province di Terni e Rieti), nel NORD ED EST DELLA LOMBARDIA (particolarmente colpito il Bergamasco e la fascia prealpina orobica, con un picco di ben 170 mm a Colere), nel NORD DEL VENETO e in TRENTINO ALTO ADIGE (124 mm caduti a Tiarno di Sopra, provincia di Trento);
  • tra 60 e 80 mm in SARDEGNA (i picchi maggiori nelle aree interne del Sassarese, del Nuorese e del Cagliaritano).

Oltre alle piogge copiose e abbondanti, da segnalare anche i venti molto forti che hanno spazzato tutta l’Italia centro-meridionale, soprattutto nella giornata di domenica, con raffiche fino a burrascose, che in qualche caso hanno sfiorato i 100 Km/h a quote di pianura o al livello del mare, provocando diverse mareggiate lungo tutto il litorale tirrenico dalla Liguria orientale fino alla Campania e sulla Sardegna occidentale e con onde in mare aperto alte fino a 4-5 metri. Non solo molti alberi abbattuti: a Lavagna, nel Tigullio, alcune case sono state scoperchiate a causa di una tromba d’aria.

La notizia positiva è che sulle Alpi, nel frattempo, è tornata la neve: a quote generalmente elevate, mediamente sopra i 1700-1800 metri, ma in alcuni casi, grazie alla violenza delle precipitazioni, il limite è riuscito ad abbassarsi fino a quote attorno o poco sotto i 1500 metri. In Piemonte i fiocchi sono scesi fino a 1300 metri, imbiancando località come Bardonecchia,mentre ai 2000 metri del Sestriere il manto ha raggiunto i 20 cm. Fino a 30 cm la neve fresca in Valle d’Aosta verso la zona del Monte bianco oltre i 2000 metri, ma una spruzzata è arrivata fino ai 1500 metri di Cogne. Sulle Alpi lombarde il limite si è mantenuto attorno ai 1800 metri, ma nella mattinata di domenica i fiocchi hanno fatto la loro comparsa fino a Madonna di Campiglio. Tra il Tonale, le Dolomiti del Brenta e la val d’Ultimo i fenomeni intensi ha fatto scendere la quota neve fino ai 1500 metri.
In queste ore osserviamo una breve tregua, in attesa di una nuova ondata di maltempo in arrivo domani. E altre perturbazioni già si preparano ad investire l’Italia nella seconda parte della settimana.

Tags

Rosario Cutuli

Rino Cutuli è laureato in Scienze Ambientali e si è specializzato in Meteorologia Applicata. Da febbraio 2005 lavora come Meteorologo presso il Centro Epson Meteo di Milano. Nel settembre del 2011 pubblica il suo primo libro dal titolo "Rosso di sera..." dedicato ai proverbi e modi di dire sul tempo, inserito nella collana meteo Alpha Test. Nel giugno del 2013 consegue l’attestato di competenza “Meteorologo Aeronautico”, rilasciato da ENAC secondo la normativa WMO vigente. Da settembre 2014 insegna Meteorologia presso l'Istituto Tecnico Aeronautico A. Locatelli di Bergamo. Nel febbraio del 2017, infine, consegue la qualifica di Meteorologo professionista.

Articoli correlati