Ogni 3 marzo, dal 2014, ricorre la Giornata Mondiale della Fauna Selvatica
Il tema di quest’anno “Piante medicinali e aromatiche: tutela della salute, del patrimonio e dei mezzi di sussistenza” per mettere in evidenza il ruolo cruciale di quelle medicinali e aromatiche per la salute umana
Ieri, 3 marzo, si è celebrata in tutto il mondo la Giornata Mondiale della Fauna Selvatica, istituita dalle Nazioni Unite per ricordare la firma della Convenzione CITES nel 1973, avvenuta a Washington per regolamentare il commercio internazionale di specie di fauna e flora selvatiche in pericolo, garantendo che non ne minacci la sopravvivenza. Entrata in vigore il 1° luglio 1975, è un accordo internazionale vincolante e focalizzato a tenere alta l’attenzione sulla biodiversità che sostiene la vita sul nostro Pianeta.

“Piante medicinali e aromatiche: tutela della salute, del patrimonio e dei mezzi di sussistenza”
La Giornata Mondiale della Fauna Selvatica è stata istituita il 20 dicembre 2013, quando l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, nella sua 68ª sessione, l’ha proclamata ufficialmente ogni 3 marzo; la prima celebrazione ufficiale è avvenuta quindi nel 2014.
Il tema di quest’anno “Piante medicinali e aromatiche: tutela della salute, del patrimonio e dei mezzi di sussistenza” ha spostato idealmente i riflettori non solo sugli animali ma anche sulle piante selvatiche che da millenni accompagnano l’umanità. Si è voluto mettere in evidenza il ruolo cruciale di quelle medicinali e aromatiche per la salute umana, patrimonio culturale e mezzo di sostentamento di molte comunità, sottolineando al contempo le minacce che affrontano.

Il 9% delle specie vegetali a rischio estinzione
Le piante dalle quali derivano principi attivi per circa il 25-50% dei farmaci moderni, rimedi tradizionali, cosmetici, profumi e alimenti, rappresentano un ponte tra salute umana e benessere degli ecosistemi. Eppure sono tra le risorse naturali più vulnerabili: si stima che circa il 9% delle specie vegetali utilizzate a scopo medicinale e aromatico sia minacciato di estinzione a causa di sovrasfruttamento, deforestazione, cambiamenti climatici e commercio illegale.

Numeri che fanno riflettere
La Giornata è stata un’occasione per ricordare alcuni numeri che fanno riflettere:
• oltre 50.000 specie selvatiche di animali e piante contribuiscono direttamente al sostentamento di miliardi di persone
• milioni di comunità rurali e indigene dipendono proprio dalle piante medicinali selvatiche per reddito, cultura e cura quotidiana
• la perdita di biodiversità vegetale non colpisce solo la natura: riduce anche la nostra capacità futura di scoprire nuovi farmaci e di affrontare crisi sanitarie
In un’epoca di crisi climatica e di degrado ambientale accelerato, proteggere la fauna e la flora selvatica non è più solo una questione etica o estetica: è una scelta di sostenibilità profonda e di autotutela della specie umana.

Oggi e domani tocca a noi decidere
Ognuno di noi può dare il suo contributo. Cosa possiamo fare concretamente?
• scegliere prodotti certificati (biologici, fair trade, con indicazioni di provenienza sostenibile)
• ridurre il consumo superfluo di risorse che richiedono grandi superfici di terra
• supportare le aree protette e i progetti di conservazione in-situ ed ex-situ
• informarsi e informare: la consapevolezza è il primo passo contro il saccheggio silenzioso della biodiversità
La natura non ci sta chiedendo di salvarla per altruismo: ce lo sta chiedendo perché la nostra salute, il nostro patrimonio culturale e la nostra economia dipendono da lei. Ieri è stata la sua giornata. Oggi e domani tocca a noi decidere se sarà solo una ricorrenza o l’inizio di un cambio di rotta più deciso verso stili di vita e sistemi economici davvero sostenibili.