Dal tetto all’energia: AQua Vera spegne la rete e accende 1 MW di sole in Sicilia
L’obiettivo prioritario è favorire la produzione di energia rinnovabile senza sottrarre terreno agricolo, trasformando superfici già costruite in generatori di energia pulita
Exalto, una società di ingegneria e consulenza italiana specializzata nella transizione energetica, nell’efficienza e nello sviluppo delle fonti rinnovabili, ha completato per AQua Vera un nuovo impianto fotovoltaico da 536 kWp sulle coperture dello stabilimento di Santo Stefano Quisquina, in Sicilia. L’intervento, cofinanziato dal bando Parco Agrisolare, chiude la seconda fase di un progetto avviato in precedenza e porta la potenza complessiva installata a 1.035 kWp, valorizzando integralmente le superfici già edificate del sito produttivo. Il primo intervento, da 499 kWp e realizzato sempre da Exalto con lo stesso strumento di finanziamento, aveva coperto circa la metà delle coperture disponibili. Con questa seconda tranche l’azienda agroindustriale dispone ora di un asset energetico completo sulle superfici impermeabilizzate esistenti, senza alcun nuovo consumo di suolo.
Un modello di sostenibilità concreta per l’agroindustria
L’operazione consente ad AQua Vera di incrementare sensibilmente la quota di energia elettrica prodotta in loco da fonte rinnovabile, riducendo i prelievi dalla rete e le relative emissioni di CO₂ associate ai consumi elettrici. Nel settore delle acque minerali, dove i processi di pompaggio, trattamento, imbottigliamento e refrigerazione sono particolarmente energivori, l’autoconsumo da fotovoltaico rappresenta uno strumento diretto di decarbonizzazione e di stabilizzazione dei costi energetici.

Il progetto si inserisce pienamente nelle finalità della misura Parco Agrisolare (PNRR – M2C1), destinata a sostenere impianti fotovoltaici sulle coperture di edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale. L’obiettivo prioritario è favorire la produzione di energia rinnovabile senza sottrarre terreno agricolo, trasformando superfici già costruite in generatori di energia pulita. Nella recente finestra 2026 della Facility Parco Agrisolare sono stati assegnati circa 770 milioni di euro a oltre 7.400 progetti per una potenza complessiva di circa 505 MW, a conferma della forte domanda di questo modello di intervento.
Un passo concreto nel percorso di sostenibilità
Exalto, attiva da anni nella progettazione e realizzazione di impianti fotovoltaici per imprese e comunità energetiche, conferma con questo intervento il ruolo del solare su copertura come strumento immediato e scalabile per integrare le rinnovabili nei processi produttivi. Mario Gamberale di Exalto sottolinea il valore sistemico dell’approccio: “Con questo secondo intervento completiamo un progetto avviato con AQua Vera attraverso il bando Parco Agrisolare e portiamo a pieno utilizzo energetico le coperture dello stabilimento. È un modello di intervento che consente alle imprese di trasformare superfici già costruite in asset energetici, riducendo nel tempo l’esposizione ai costi dell’elettricità e l’impatto ambientale dei processi produttivi“. Per AQua Vera il completamento del sistema da oltre 1 MW rappresenta un tassello tangibile di un percorso di sostenibilità che unisce efficienza operativa, riduzione dell’impatto ambientale e valorizzazione del territorio siciliano. “Con il completamento del fotovoltaico su tutte le coperture del nostro stabilimento di Santo Stefano Quisquina facciamo un passo concreto nel nostro percorso di sostenibilità. Ringraziamo Exalto, che ci ha accompagnato in entrambe le fasi del progetto” queste le parole di Fabrizio Quagliuolo, Presidente Esecutivo di AQua Vera.
Visualizza questo post su Instagram
Perché il fotovoltaico su copertura è una leva strategica di sostenibilità
In un territorio come la Sicilia, caratterizzato da un elevato irraggiamento solare, l’installazione di impianti sulle coperture industriali e agroindustriali combina diversi vantaggi ambientali ed economici:
• Zero consumo di suolo: evita il conflitto tra produzione energetica e uso agricolo o naturalistico del territorio, tema particolarmente sensibile in un’isola con elevata pressione sulle risorse pedologiche e paesaggistiche
• Riduzione delle emissioni: l’energia prodotta localmente sostituisce quota parte di elettricità dalla rete, diminuendo l’impronta carbonica del ciclo produttivo
• Resilienza economica: l’autoconsumo attenua la volatilità dei prezzi dell’energia, migliorando la competitività di imprese che operano in filiere ad alta intensità energetica
• Valorizzazione del patrimonio esistente: le coperture di stabilimenti e fabbricati produttivi, spesso ampi e orientati, diventano infrastrutture energetiche senza necessità di nuove aree impermeabilizzate

Più energia pulita, meno emissioni e superfici trasformate in risorse
In un contesto in cui la transizione energetica del settore agroindustriale passa sempre più dalla produzione distribuita e dal rispetto del suolo, il caso di Santo Stefano Quisquina mostra come incentivi pubblici mirati, competenze tecniche e volontà aziendale possano convergere in risultati misurabili: più energia pulita, meno emissioni e superfici già edificate trasformate in risorse.

