Togliere anziché aggiungere: la rigenerazione urbana è il “depaving”
Superfici permeabili, alberi e arbusti dove c’era cemento: a Parma il primo intervento di depaving in area urbana nato da un’idea del Consorzio Forestale KilometroVerdeParma
Superfici permeabili, alberi e arbusti dove c’era cemento: a Parma il primo intervento di “depaving”in area urbana, nato da un’idea del Consorzio Forestale KilometroVerdeParma in collaborazione con il Comune della città. Un investimento per contrastare le isole di calore e restituire agli abitanti uno spazio più vivibile.
Il verde per contrastare le “isole di calore”
Le persone che vivono in città sono quelle a patire temperature sempre più estreme a causa della crescente espansione dei centri urbani, della rimozione delle aree verdi per far posto a nuovi edifici e all’aumento della popolazione. Le città diventano così “isole di calore”, luoghi in cui il surriscaldamento urbano determina un vero e proprio microclima distinto, con temperature più elevate, anche di oltre 5 gradi rispetto alle zone rurali circostanti.

Asfalto, cemento ed edifici trattengono molto più calore rispetto al terreno o all’aria, ostacolando inoltre il naturale flusso del vento. Lo sviluppo di centri abitati attraverso la creazione di infrastrutture urbanistiche che comporta spesso l’eliminazione delle aree verdi, la scarsità di vegetazione urbana e le grandi quantità di emissioni di gas inquinanti generate dalle attività antropiche contribuiscono all’innalzamento della temperatura nei centri urbani. Le alte temperature favoriscono anche la formazione di inquinanti atmosferici peggiorando la qualità dell’aria.

Togliere anziché aggiungere: la rigenerazione urbana è “depaving”
Una delle risposte alle sfide dei cambiamenti climatici è il “depaving”, ovvero la deimpermeabilizzazione degli spazi urbani. Una strategia che prevede la rimozione di strati di asfalto e cemento da aree come strade, parcheggi e piazze, per riportare alla luce il suolo sottostante. Alberi, superfici erbose e suolo permeabile generano benefici concreti: riducono il calore, favoriscono il drenaggio delle acque e contribuiscono alla creazione di rifugi climatici, luoghi capaci di offrire protezione durante le ondate di calore.

A Parma l’asfalto lascia spazio alla natura, con il primo progetto di deimpermeabilizzazione in area urbana. Nato da un’idea del Consorzio Forestale KilometroVerdeParma in collaborazione con il Comune, l’intervento di rigenerazione urbana interessa Piazzale Borri, in pieno centro storico.

Il progetto prevede la messa a dimora di 122 alberi, arbusti e piante erbacee. Il cantiere, avviato il 4 maggio, si concluderà entro la fine del 2026. È sostenuto da Fondazione Cariparma e dai soci Chiesi Farmaceutici, Davines Group, Molino Grassi, Ara Group e Gea Fun, ed è nato da un processo partecipato che ha coinvolto residenti, scuole, associazioni e commercianti della zona.

“Parma sta diventando un laboratorio concreto di rigenerazione urbana. Interventi come quello di Piazzale Borri dimostrano che è possibile restituire qualità agli spazi pubblici lavorando insieme: Comune, imprese e città con la natura come alleata” ha dichiarato Michele Guerra, sindaco di Parma.

“Significa riconoscere gli alberi come parte integrante della città, veri e propri abitanti dello spazio urbano. Non sono un elemento decorativo, ma parte di un sistema vivo in cui natura e persone possono cooperare. Ripensare i nostri spazi significa costruire un nuovo equilibrio, dove gli alberi non siano semplicemente presenti, ma partecipino alla qualità dei luoghi che abitiamo” queste le parole di Maria Paola Chiesi, presidente del Consorzio.

La storia di KilometroVerdeParma
Il progetto si inserisce nel percorso più ampio di KilometroVerdeParma; fondato il 6 maggio 2020 con l’ambizione di rendere il territorio parmense “più sano, più pulito e più biodiverso”, negli anni ha dato forma a un percorso strutturato di forestazione e rigenerazione ambientale, costruendo nel tempo un modello fondato su visione strategica, metodo scientifico e collaborazione stabile tra aziende socie, organizzazioni no profit, istituzioni e cittadinanza. La forestazione viene così interpretata come infrastruttura verde viva, capace di incidere positivamente sulla qualità dell’ambiente e sulla quotidianità delle persone.

Dalla fondazione ha messo a dimora decine di migliaia di alberi e arbusti, creando boschi permanenti diffusi sul territorio parmense: veri e propri polmoni verdi che assorbono CO₂, catturano inquinanti, regolano la temperatura urbana riducendo l’effetto isola di calore, favoriscono l’infiltrazione dell’acqua piovana e contrastano l’erosione del suolo. I benefici sono misurati: uno studio di Vsafe (spin-off Università Cattolica) ha stimato tra 3 e 13 milioni di euro di benefici ecosistemici nei prossimi trent’anni per gli interventi già realizzati lungo la Tangenziale San Leonardo.