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Il Festival delle Foreste di Bergamo: un impegno cinematografico per l’ambiente

Una celebrazione culturale che pone la sostenibilità non come un’astrazione ma un impegno quotidiano, radicato nella terra e proiettato sugli schermi

In un’epoca segnata da crisi climatiche e deforestazione globale, il Festival delle Foreste emerge come un faro di consapevolezza e azione. Giunto all’ottava edizione, questo evento internazionale dedicato ai “polmoni verdi della terra” si sta svolgendo a Bergamo; è iniziato il 13 e durerà fino al 28 novembre, intrecciando il potere evocativo del cinema con pratiche concrete di tutela ambientale. Organizzato dall’Associazione Montagna Italia in collaborazione con il Comune di Bergamo e un’ampia rete di partner istituzionali, non è solo una celebrazione culturale ma un catalizzatore per la sostenibilità, promuovendo la gestione responsabile delle foreste e il loro ruolo cruciale nella mitigazione del cambiamento climatico.

 

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Radici verdi in una città di montagna

Nato nel 2018, il Festival delle Foreste ha l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico sulle sfide ambientali attraverso il linguaggio universale del cinema, della fotografia e della poesia. Bergamo, circondata dai Colli e dal Parco dei Colli di Bergamo, si presta naturalmente a questo ruolo: le foreste lombarde coprono oltre 618.000 ettari, pari al 26% del territorio regionale, con un incremento del 45% nell’ultimo secolo. Questo patrimonio naturale assorbe ben 103,4 milioni di tonnellate di CO₂, fungendo da barriera contro l’inquinamento e i rischi idrogeologici. La gestione sostenibile di questi ecosistemi, certificata da enti come PEFC Italia che copre l’8% delle foreste nazionali, è al centro della manifestazione: si enfatizza l’utilizzo multifunzionale del legno e delle risorse forestali per favorire la bioeconomia circolare, la biodiversità e lo sviluppo rurale.

Giuseppe Canducci, Presidente del Dipartimento Ambiente di Anci Lombardia, sottolinea come il festival porti le foreste in città, integrando turismo culturale e valorizzazione ambientale. Attraverso laboratori su smart city e formazione per amministratori locali, l’evento supporta i piccoli Comuni nel custodire questo tesoro verde, promuovendo pratiche come la forestazione urbana per ridurre le isole di calore, filtrare polveri sottili e gestire il deflusso delle acque piovane. Oriana Ruzzini, Assessora alla Transizione Ecologica del Comune di Bergamo, lo descrive come un’opportunità per approfondire e sensibilizzare con proiezioni di film provenienti da tutto il mondo che esplorano temi come la resilienza ecologica e la lotta alla deforestazione.

Festival delle Foreste

Un programma ricco di azioni sostenibili

L’edizione 2025 intitolata “I polmoni verdi della terra”, si articola in un calendario fitto di attività che vanno al di là dello schermo. Oltre alle proiezioni di lungometraggi, cortometraggi e documentari con una cineteca internazionale accessibile anche alle scuole per dibattiti e workshop, il festival include convegni tematici come “Piazze verdi – dialoghi sul clima e sullo spazio urbano” dove esperti discutono di foreste urbane e strategie contro la crisi climatica. Un focus particolare è dedicato alle piantumazioni: il 17 novembre, al Parco della Trucca, sono stati messi a dimora 120 piante forestali e 21 nuovi alberi grazie a un intervento di ERSAF, Ente Regionale Servizi Agricoltura Foreste Lombardia, in collaborazione con il Comune, un gesto simbolico che rafforza la resilienza urbana contro i cambiamenti climatici. Altre iniziative includono la cerimonia “Innesti” il 21 novembre, passeggiate guidate nelle foreste urbane organizzate da Legambiente e Associazione Nume del Bosco, e performance artistiche che uniscono musica e natura. Il concorso poetico e cinematografico invita artisti e cittadini a riflettere sulla conservazione del paesaggio, mentre il Premio FORESTE 2025 riconosce figure che si distinguono nella cura del verde.

Tra i momenti clou, il Premio Speciale Televisivo assegnato a Presa Diretta per il reportage “Medellín, la rivoluzione verde” proiettato all’Auditorium di Piazza della Libertà. Questo documentario, condotto da Riccardo Iacona, illustra come la riforestazione possa trasformare città intere, offrendo un modello replicabile per Bergamo e oltre. Partner come SISEF (Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale), WWF e Fondazione Cariplo garantiscono un approccio scientifico, con enfasi sulla Carta delle Foreste lombarda del 2020 che promuove servizi ecosistemici, strategie climatiche e coinvolgimento comunitario.

Impatti duraturi: dalla sensibilizzazione all’azione concreta

Il festival non si limita a ispirare: genera impatti tangibili. In Lombardia le foreste supportano green jobs, imprese boschive e consorzi locali, contrastando lo spopolamento montano e favorendo la ripresa economica post-pandemia attraverso la bioeconomia. A livello globale richiama l’attenzione su disastri come la tempesta Vaia o gli incendi in Amazzonia, usando l’arte per preservare questi ecosistemi per le generazioni future.

 

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Bergamo con le sue “CamminaForeste Urbane” e le messe a dimora durante la Festa dell’Albero, diventa un laboratorio vivente di transizione ecologica, allineandosi agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Come ha affermato Roberto Gualdi, direttore artistico: “La cultura è lo strumento per tutelare l’ambiente. Attraverso mostre fotografiche su boschi urbani e dibattiti sulla filiera bosco-legno sostenibile, il festival rafforza la connessione tra cittadini e natura“.

Festival delle Foreste, PH Vittorio Brambilla

Con oltre due settimane di eventi gratuiti o a basso costo, accessibili in presenza e streaming, questa iniziativa riesce a raggiungere un pubblico ampio, da studenti ad amministratori, seminando semi di cambiamento. In un mondo che perde foreste al ritmo di 10 milioni di ettari l’anno, il Festival delle Foreste di Bergamo dimostra che la sostenibilità non è un’astrazione ma un impegno quotidiano, radicato nella terra e proiettato sugli schermi.

Stefania Andriola

Lavoro in redazione da febbraio 2010. Mi piace definirmi “giornalista, scrittrice e viaggiatrice”. Adoro viaggiare, conoscere culture diverse; amo correre, andare in bicicletta, fare lunghe passeggiate ma anche leggere un buon libro. Al mattino mi sveglio sempre con un’idea: cercare di aggiungere ogni giorno un paragrafo nuovo e interessante al libro della mia vita e i viaggi riempiono le pagine che maggiormente amo. La meteorologia per me non è solo una scienza ma è una passione e un modo per ricordarmi quanto siamo impotenti di fronte alle forze della natura. Non possiamo chiudere gli occhi e dobbiamo pensare a dare il nostro contributo per salvaguardare il Pianeta. Bastano piccoli gesti.

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