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Novembre 2025 è stato per l’Italia il secondo più fresco degli ultimi 12 anni. I dati Copernicus

Con una temperatura media nazionale prossima al valore climatico e il 26% di pioggia in meno del normale, novembre ha chiuso il sipario su una stagione autunnale caratterizzata da notevoli contrasti termici e pluviometrici. Ecco cosa raccontano i dati mensili storici della rianalisi climatica ERA5 di Copernicus.

La temperatura media globale dell’autunno boreale 2025 è stata la terza più alta mai registrata, mentre l’Europa ha sperimentato la quarta stagione autunnale più calda della sua serie storica. Novembre 2025 è stato il quinto mese di novembre più caldo a livello europeo, con temperature dell’aria più elevate rispetto alla media 1991-2020 nel settore orientale del continente e temperature inferiori alla media nella Svezia settentrionale, in Finlandia, in Islanda, nella Germania meridionale e in alcune parti dell’Italia settentrionale.

Come si inserisce il nostro Paese in questo contesto? Dopo un mese di settembre tra i più caldi degli ultimi 76 anni e un ottobre fresco preceduto da 28 mesi consecutivi di caldo anomalo, novembre 2025 ha chiuso il diciassettesimo autunno italiano più caldo dalla metà del secolo scorso con il rapido passaggio da una fase decisamente mite a una fase fredda, movimentata da irruzioni di masse d’aria di origine artica e polare. ll 2025 sembra così avviato a mantenere il quarto posto del ranking degli anni più caldi della serie storica nazionale, dietro al 2023, al 2022 e all’anno record 2024.

Questo, ed altro, è ciò che emerge dall’analisi dei dati storici del solo territorio italiano prodotti da ERA5 ed ERA-Land, la rianalisi climatica sviluppata dal Copernicus Climate Change Service (C3S) del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine (ECMWF), disponibile attraverso il Climate Data Store di Copernicus.

Temperatura dell’aria a 2 metri dal suolo: anomalia -0,03°C

Secondo i dati ERA5-Land di Copernicus, la temperatura media dell’aria registrata a due metri dal suolo nel mese di novembre è stata di 7,62°C a livello nazionale, la seconda più bassa degli ultimi 12 anni dopo quella registrata nel 2017 (6,92°C) e, con un’anomalia di -0,03°C, in linea con la media 1991-2020.

Il quadro di apparente “normalità” è il risultato del rapido passaggio di testimone tra la fase decisamente mite che ha accompagnato la prima parte del mese e la fase a tratti invernale successiva. Nella prima metà di novembre, soprattutto in occasione della cosiddetta “Estate di San Martino”, hanno infatti prevalso condizioni di stabilità atmosferica, temperature oltre la media, marcata inversione termica e deterioramento della qualità dell’aria in pianura al Nord, nebbie in Valpadana e nelle valli del Centro Sud. L’ultima decade del mese ha invece visto diverse irruzioni di masse d’aria di origine artica e polare, responsabili del clima freddo in gran parte dell’Italia e delle abbondanti nevicate che hanno imbiancato il Paese anche a quote basse, dando ufficialmente il via alla stagione di accumulo nivale 2025/2026 (fonte Fondazione CIMA).

Anomalie della temperatura media dell’aria a 2 metri dalla superficie (°C) rispetto al trentennio 1991-2020, per il territorio italiano (solo terraferma), per ogni mese di novembre ed autunno meteorologico dal 1950 al 2025, e linea di tendenza. Dati ERA5-Land. Crediti C3S/ECMWF. Elaborazioni Meteo Expert.

Dopo un mese di settembre decisamente caldo, un ottobre fresco e un novembre in media, l’autunno meteorologico 2025 si è così chiuso con un’anomalia termica di +0,32°C, che lo pone al diciassettesimo posto del ranking delle stagioni autunnali più calde dal 1950, ben distante sia dal record del caldissimo autunno del 2023 (+2,32°C), sia dal record del gelido autunno del 1974 (-2,49°C). Nel complesso, in 76 anni la temperatura media autunnale ha subito un incremento statisticamente significativo di 1,63°C: una variazione molto importante, anche se inferiore rispetto a quella delle altre stagioni.
La distribuzione delle anomalie sul territorio italiano nel mese di novembre evidenzia valori leggermente negativi in quasi tutto il Nord, specie in Pianura Padana, complice anche l’inversione termica, e valori leggermente positivi nel resto della penisola e in Sardegna. Quest’ultima, al pari delle Alpi occidentali e della Basilicata, ha registrato l’anomalia termica più marcata su base stagionale, sperimentando, con un’anomalia di +0,72°C, il settimo autunno più caldo della sua serie storica.

Anomalia della temperatura media dell’aria a 2 metri dalla superficie (°C) per novembre ed autunno meteorologico 2025 rispetto alla media mensile e stagionale del trentennio di riferimento 1991-2020. Dati ERA5-Land. Crediti C3S/ECMWF. Elaborazioni Meteo Expert.

Ad un mese dalla fine dell’anno, dove è posizionato il 2025 rispetto a tutti gli altri anni dal punto di vista termico? Con un’anomalia gennaio – novembre di +1,11°C, l’anno in corso si trova ora al quarto posto della classifica degli anni più caldi dal 1950, preceduto dal 2023 (anomalia gennaio-novembre +1,19°C), dal 2022 (+1,29°C) e dal 2024 (+1,59°C). Malgrado la spinta della prima parte dell’estate, in particolare del mese di giugno, con le temperature medie registrate in ottobre e novembre il 2025 ha dunque perso due posizioni.

Anomalie progressive della temperatura media dell’aria a 2 metri dalla superficie (°C) rispetto alla media progressiva del trentennio 1991-2020, calcolate per il territorio italiano (solo terraferma) e per tutti i mesi dell’anno dal 1950 ad oggi. Esempio: il dato di novembre corrisponde all’anomalia degli 11 mesi gennaio – novembre. Dati ERA5-Land. Crediti C3S/ECMWF. Elaborazioni Meteo Expert.

 

Altezza dello zero termico: anomalie fino a -200 m

Per conoscere la situazione termica in quota, come di consueto possiamo affidarci all’analisi dell’altezza dello zero termico, cioè l’altezza sul livello del mare alla quale la temperatura dell’aria raggiunge il valore di 0°C. I dati di novembre prodotti dalla rianalisi ERA5 di Copernicus evidenziano una situazione ben diversa rispetto a quella del mese precedente e un po’ più in linea con quanto osservato all’inizio della stagione: anomalie positive in tutto il territorio. In particolare, lo scorso novembre lo zero termico ha raggiunto una quota media di oltre 100 metri superiore alla norma in gran parte dell’Arco Alpino, soprattutto sul settore orientale. Nella prima parte del mese, le regioni alpine hanno sperimentato gelate notturne nei fondovalle, ma temperature in quota degne della tarda primavera o addirittura dell’estate, con zero termico posizionato tra 3000 e 4000 metri e ghiacciai in sofferenza. Gli impulsi di aria fredda dell’ultima decade di novembre hanno abbassato drasticamente la quota dello zero termico e portato massa vitale ai ghiacciai anche a quote relativamente basse, ma non sono stati evidentemente sufficienti per compensare i valori “folli” di inizio mese.

Anomalia dell’altezza dello zero termico (metri) di novembre e autunno meteorologico 2025 rispetto alla media mensile e stagionale 1991-2020. Dati ERA5. Crediti C3S/ECMWF. Elaborazioni Meteo Expert.

L’autunno meteorologico 2025 si è dunque chiuso con anomalie positive in tutto il Paese e zero termico sulle Alpi ad una quota media stagionale intorno a 2900 metri. Non si tratta di valori eccezionali, il mese di ottobre ha spinto con forza lo zero termico verso il basso, ma anche questa volta il caldo ha avuto la meglio.

Temperatura del mare: anomalia +0,82°C

Secondo i dati della rianalisi climatica ERA5 di Copernicus, la temperatura media delle acque superficiali dei mari che bagnano le coste italiane, compresi fra 36-47°N e 6-20°E, in novembre è stata di 19,6°C: 0,82°C in più rispetto alla media del trentennio 1991-2020. Si tratta di un’anomalia piuttosto elevata per il periodo, che rende il mese di novembre 2025 il sesto più caldo della serie storica, distanziato di 7 decimi di grado dal record del 2024.
L’anomalia dell’intera stagione meteorologica è stata di poco superiore a quella di novembre: con +0,84°C, l’autunno 2025 ha guadagnato il quinto posto del ranking delle stagioni autunnali più calde per il mare degli ultimi 76 anni, preceduto dall’autunno del 2019 e dalle stagioni del 2024, del 2022 e del 2023 (record con +1,28°C) .

Anomalie della temperatura dello strato superficiale del mare (°C) rispetto al trentennio 1991-2020 per il dominio 36-47°N e 6-20°E, per ogni mese di novembre ed autunno meteorologico dal 1950 al 2025, e linea di tendenza. Dati ERA5. Crediti C3S/ECMWF. Elaborazioni Meteo Expert.

Dal 1950 ad oggi, la temperatura media autunnale delle acque superficiali dei mari che circondano l’Italia ha subìto un incremento statisticamente significativo di 1,20°C: un trend più accentuato di quello delle altre stagioni, se escludiamo l’estate, traducibile in un più rapido accumulo di energia negli anni, a favore di eventi meteorologici sempre più intensi.
In novembre e nell’intera stagione autunnale, i bacini più occidentali hanno accumulato, come quasi sempre accade, un maggiore surplus di calore rispetto agli altri mari, presentando anomalie in alcuni punti superiori a +1,5°C. La temperatura delle acque superficiali dell’Adriatico e dell’Alto Ionio si è invece mantenuta prossima ai valori climatici o leggermente al di sopra.

Anomalia della temperatura dello strato superficiale del mare (°C) per novembre ed autunno meteorologico 2025 rispetto alla media mensile e stagionale del trentennio di riferimento 1991-2020. Dati ERA5. Crediti C3S/ECMWF. Elaborazioni Meteo Expert.

Se calcoliamo l’anomalia della temperatura del mare da gennaio a novembre 2025 e la confrontiamo con l’anomalia gennaio-novembre di tutti gli altri anni a partire dal 1950, con +1,11°C troviamo il 2025 ancora al secondo posto della classifica degli anni più caldi, preceduto dal 2024 (anomalia record +1,19°C) e seguito dal 2022 (+0,95°C) e dal 2023 (+0,91°C).

Anomalie medie progressive della temperatura dello strato superficiale del mare (°C) rispetto alla media progressiva del trentennio 1991-2020, calcolate per l’area 36-47°N e 6-20°E e per tutti i mesi dell’anno dal 1950 ad oggi. Esempio: il dato di novembre corrisponde all’anomalia degli 11 mesi gennaio – novembre. Dati ERA5. Crediti C3S/ECMWF. Elaborazioni Meteo Expert.

 

Precipitazioni: anomalia -26%

Secondo i dati ERA5-Land di Copernicus, in novembre è caduto sull’Italia un quantitativo medio di precipitazione di 91 mm, il 25,8% in meno rispetto al dato di riferimento del trentennio 1991-2020, nonché anomalia negativa per il quarto anno consecutivo in questo mese. Non si tratta di un deficit eccezionale, i tre anni precedenti sono stati molto più secchi, soprattutto il 2024, ma l’ultimo mese dell’autunno meteorologico 2025 è comunque stato il ventisettesimo più secco dalla metà del secolo scorso.
Anche l’intera stagione meteorologica si è chiusa con il segno meno: un deficit complessivo del 17,5% che pone l’autunno 2025 al ventiduesimo posto del ranking delle stagioni autunnali più secche della serie storica.

Anomalie delle precipitazioni (%) rispetto al trentennio 1991-2020, per il territorio italiano (solo terraferma), per ogni mese di novembre ed autunno meteorologico dal 1950 al 2025. Dati ERA5-Land. Crediti C3S/ECMWF. Elaborazioni Meteo Expert.

Come per il mese di ottobre, anche l’anomalia marcatamente negativa di novembre è il risultato di una situazione opposta a quella a cui le precedenti stagioni ci hanno abituati. E’ infatti frutto del difetto di precipitazione registrato in tutto il Nord, in Toscana, nel Lazio, in Sardegna, in gran parte della Sicilia e nella Calabria Ionica e del surplus sulle regioni del Medio Adriatico, su gran parte della Puglia e lungo il versante del Basso Tirreno, i settori maggiormente esposti all’azione delle 11 perturbazioni che hanno colpito l’Italia, tra cui la tempesta Adel a fine mese.
L’autunno 2025 si è così chiuso con un lieve eccesso di precipitazione lungo gran parte del versante adriatico e in Campania e un difetto su quasi tutto il resto dell’Italia, soprattutto al Nordovest e nelle Isole.

Anomalie delle precipitazioni (%) rispetto al trentennio 1991-2020, per il territorio italiano (solo terraferma), per ogni mese di novembre ed autunno meteorologico dal 1950 al 2025. Dati ERA5-Land. Crediti C3S/ECMWF. Elaborazioni Meteo Expert.

Se confrontiamo le anomalie pluviometriche del periodo gennaio-novembre dal 1950 ad oggi, scopriamo che, ormai giunti quasi al termine dell’anno solare, il dato del 2025 continua a mantenersi positivo (+7,5%) e del tutto paragonabile a quello del 2024, mentre i due anni precedenti restano ovviamente i più secchi mai sperimentati dall’Italia, in particolare il 2023 con l’anomalia pluviometrica gennaio-novembre di -46%.

Anomalie progressive delle precipitazioni (%) rispetto alla media progressiva del trentennio 1991-2020, calcolate per il territorio italiano (solo terraferma) per tutti i mesi dell’anno dal 1950 ad oggi. Esempio: il dato di novembre corrisponde all’anomalia degli 11 mesi gennaio – novembre. Dati ERA5-Land. Crediti C3S/ECMWF. Elaborazioni Meteo Expert.

 

Laura Bertolani

Laureata in Scienze Naturali, nel 1997 è entrata a far parte del team di meteorologi di Meteo Expert. Fino al 2012, all’attività operativa ha affiancato attività di ricerca, occupandosi dell’analisi della performance dei modelli di previsione. Attualmente si dedica a quest’ultima attività, ampliata implementando un metodo di valutazione dell’abilità dei modelli a prevedere dodici configurazioni della circolazione atmosferica sull’Italia, identificate per mezzo di una rete neurale artificiale.

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