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La tecnologia RFID al servizio della sostenibilità: come Zebra Technologies supporta i Digital Product Passport

Un filo nascosto che racconta tutto, dall’origine del capo al suo impatto ambientale, è un ponte tra prodotto fisico e informazioni sostenibili. L'intervista a Lorna Hopkin

In un’epoca in cui la moda è chiamata a confrontarsi con il proprio impatto ambientale, la trasparenza e la tracciabilità diventano elementi chiave per un futuro più sostenibile. L’Unione Europea con il Regolamento Ecodesign for Sustainable Products, introdurrà dal 2026-2027 l’obbligo del Digital Product Passport (DPP) per i prodotti tessili e abbigliamento venduti nel mercato UE. Questo “passaporto digitale” raccoglierà informazioni verificabili su materiali, origine, processi produttivi, impatto ambientale e istruzioni per il riciclo, permettendo a consumatori, retailer e riciclatori di accedere a dati affidabili attraverso codici QR, NFC o tag RFID.

Foto di Marko Bukorovic da Pixabay

La tecnologia RFID al servizio della sostenibilità

Proprio qui entra in gioco la tecnologia RFID (Radio Frequency Identification) che si sta affermando come uno degli strumenti più efficaci per realizzare i DPP. Zebra Technologies, leader globale nelle soluzioni di tracciabilità, offre dispositivi, reader e printer RFID che consentono di collegare fisicamente ogni capo al suo passaporto digitale, garantendo precisione, efficienza e durabilità lungo tutto il ciclo di vita del prodotto. Un esempio concreto è il brand britannico Nobody’s Child, pioniere nella moda sostenibile. L’azienda ha integrato tag RFID nei suoi capi, come fili invisibili cuciti nell’orlo dei jeans, per creare un collegamento diretto con il DPP. Grazie a questa tecnologia, ogni articolo diventa tracciabile dalla produzione alla vendita, fino al fine vita.

Foto di Jason da Pixabay

Un lettore RFID può identificare istantaneamente interi scatoloni di merce senza aprirli, migliorando la gestione dell’inventario, riducendo gli sprechi e facilitando il riciclo su larga scala. Nobody’s Child ha avviato pilot su collezioni specifiche e punta a estendere i DPP a tutta la linea entro il 2026, dimostrando come l’RFID non solo soddisfi i requisiti normativi, ma generi anche vantaggi operativi: maggiore accuratezza delle scorte, minor furti e ottimizzazione delle previsioni.

 

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Ogni capo può raccontare la propria storia green

Per retailer e brand, adottare l’RFID con soluzioni Zebra significa trasformare un obbligo regolatorio in un’opportunità competitiva. La tecnologia permette:
Trasparenza totale: i consumatori possono verificare l’autenticità e la sostenibilità del capo con una semplice scansione
Circolarità: facilità nel sorting per il riciclo, prolungando la vita utile dei materiali e riducendo l’impatto ambientale
Efficienza operativa: minor sprechi in magazzino, checkout più rapidi e supply chain più resilienti

In definitiva l’RFID non è solo un “trigger” digitale: è il ponte tra prodotto fisico e informazioni sostenibili che aiuta l’industria della moda a passare da un modello lineare a uno circolare. Grazie al supporto di aziende come Zebra Technologies, brand come Nobody’s Child stanno già tracciando la strada verso una moda più responsabile, dove ogni capo racconta la propria storia green.

Zebra Technologies

L’intervista a Lorna Hopkin, Retail Specialist, EMEA Zebra Technologies

Ho avuto la possibilità di intervistare Lorna Hopkin, Retail Specialist, EMEA Zebra Technologies. Di seguito domande e risposte

Zebra Technologies è sinonimo di innovazione nel mondo del retail e della logistica. Come descriverebbe la filosofia dell’azienda e in che modo la tecnologia può guidare una trasformazione sostenibile all’interno del settore?

La nostra filosofia in Zebra si fonda su una visione semplice ma potente: crediamo che ogni operatore in prima linea e ogni asset debbano essere visibili, connessi e pienamente ottimizzati. Raggiungiamo questo obiettivo offrendo soluzioni di automazione intelligente che garantiscono una visibilità completa degli asset e permettono alle aziende di ottenere un nuovo livello di insight sulle loro operazioni. Ciò consente ai retailer e alle aziende logistiche di prendere decisioni più intelligenti e agili in tempo reale, fondamentale per affrontare la complessità del mercato moderno. Siamo impegnati a connettere la frontline, garantendo che ogni parte dell’operazione – dal magazzino al punto vendita – lavori in sinergia. La tecnologia è il motore che alimenta la trasformazione sostenibile, e il suo ruolo non è mai stato così centrale. I settori retail e logistico sono sottoposti a forti pressioni per diventare più efficienti e ridurre il loro impatto ambientale, ed è qui che l’automazione intelligente dimostra tutto il suo valore. Fornendo dati granulari e in tempo reale su tutto, dai livelli di inventario ai movimenti lungo la supply chain, la nostra tecnologia offre alle aziende la visibilità necessaria per realizzare cambiamenti significativi. Non si tratta solo di piccoli aggiustamenti: si tratta di riprogettare i flussi operativi per renderli intrinsecamente più sostenibili. Ad esempio, ottimizzando la gestione dell’inventario attraverso soluzioni come l’identificazione a radiofrequenza (RFID), i retailer possono ridurre in modo significativo l’overstocking, minimizzando lo spreco e l’impatto ambientale legato al trasporto di prodotti invenduti. Allo stesso modo, fornire a chi opera in prima linea strumenti mobili e insight basati sull’AI consente loro di svolgere attività in modo più efficiente, dal picking e packing degli ordini online alla gestione del rifornimento in negozio. Questo porta a meno errori, meno sprechi e operazioni più snelle e responsabili che soddisfano sia obiettivi commerciali che ambientali.

Foto di Pexels da Pixabay

Il Digital Product Passport diventerà presto una realtà per il settore tessile europeo. In che modo può contribuire a una maggiore trasparenza e a un consumo più responsabile?

Il Passaporto Digitale di Prodotto (DPP) rappresenta un passo avanti monumentale per la trasparenza nel settore moda, e noi di Zebra siamo estremamente entusiasti di questa innovazione. Per troppo tempo, il percorso dei nostri capi d’abbigliamento è stato avvolto dalla complessità, rendendo difficile per i consumatori comprendere l’impatto reale dei loro acquisti. Il DPP cambia tutto questo creando un record digitale dettagliato per ogni singolo capo, accessibile tramite una semplice scansione di un identificatore del prodotto, come un codice QR o un tag NFC. Questo passaporto conterrà un’enorme quantità di informazioni, dall’origine delle materie prime ai processi produttivi utilizzati, fino all’impronta di carbonio e alle istruzioni per il riciclo a fine vita. Questo livello di trasparenza senza precedenti darà ai consumatori un potere completamente nuovo. Per la prima volta, gli acquirenti potranno prendere decisioni realmente informate, confrontando i prodotti non solo per stile e prezzo, ma anche per le loro credenziali ambientali ed etiche. Immagina di trovarsi in negozio e poter vedere esattamente dove e come è stato prodotto un paio di jeans, o quali opzioni di riciclo sono disponibili per una t-shirt. Questo crea un legame più profondo tra consumatore e prodotto, favorendo un passaggio da un comportamento usa-e-getta a un consumo più consapevole. Inoltre, il DPP fungerà da catalizzatore per spingere i brand a rivalutare le proprie supply chain e filosofie di design. Rendendo pubbliche queste informazioni, la normativa incoraggia le aziende ad abbracciare la circolarità, progettando prodotti non solo belli e durevoli, ma anche destinati al riuso, alla rivendita o al riciclo fin dall’inizio. Il DPP rappresenta anche un potente strumento contro il mercato multimiliardario del falso, poiché può essere utilizzato per verificare l’autenticità dei prodotti, proteggendo sia la reputazione dei brand che la fiducia dei consumatori.

Retail pair of jeans

La tecnologia RFID è un elemento centrale di questa evoluzione: può spiegare come funziona e perché rappresenta uno strumento così importante per la tracciabilità dei prodotti e per la promozione della circolarità, del riciclo e della riduzione degli sprechi lungo l’intera supply chain?

La Tecnologia a Identificazione a Radiofrequenza (RFID) è l’elemento chiave che rende possibile l’intero ecosistema del DPP. Pensa a un tag RFID come a una piccola voce digitale per ogni prodotto. Ogni tag contiene un identificatore univoco che può essere letto senza contatto da dispositivi manuali o fissi. Questo consente una raccolta dati rapida e automatizzata in ogni fase del ciclo di vita del prodotto, garantendo la visibilità completa degli asset necessaria per una vera tracciabilità. A differenza dei codici a barre tradizionali, centinaia di tag RFID possono essere letti in pochi secondi, trasformando attività che richiedevano ore in operazioni di pochi minuti. Questa capacità è rivoluzionaria per la tracciabilità. Dal momento in cui un tag RFID viene applicato a un capo in fase produttiva, si crea un flusso di dati ininterrotto. È possibile vedere quando lascia la fabbrica, il suo percorso nei centri distributivi, il suo arrivo in negozio e persino la vendita finale. Questo tracking in tempo reale e a livello di singolo articolo offre una visione senza precedenti della supply chain, garantendo che le informazioni contenute nel DPP siano accurate e verificabili. Questa è automazione intelligente allo stato puro, che collega il prodotto fisico al suo gemello digitale e fornisce insight prima inaccessibili. I benefici per la circolarità e la riduzione degli sprechi sono enormi. Grazie all’RFID, i retailer hanno una comprensione precisa dell’inventario, che – come dimostrano le nostre ricerche con Oxford Economics – porta a significativi miglioramenti di ricavi e profitti grazie a una migliore ottimizzazione dei flussi operativi. I retailer che hanno investito nell’ottimizzazione della gestione dell’inventario hanno registrato in media un aumento della crescita dei ricavi di 1,8 punti percentuali e una redditività superiore di 1,5 punti percentuali. Questo riduce mancanze e overstock, minimizzando gli sprechi. Per il riciclo, l’RFID permette di identificare istantaneamente la composizione di un indumento, rendendo il processo molto più efficiente ed eliminando l’incertezza che rallenta molti impianti di riciclo oggi.

Foto di Adam Evertsson da Pixabay

Secondo Zebra Technologies, come sta evolvendo il futuro del retail e della moda sostenibile? Siamo davvero alle porte di una nuova rivoluzione guidata dai dati e dall’innovazione digitale?

Assolutamente sì: siamo sull’orlo di una nuova era per il retail, e si tratta di una rivoluzione guidata dai dati e dall’automazione intelligente. Il futuro del retail risiede nell’integrazione fluida tra mondo digitale e fisico, creando esperienze più personalizzate e convenienti per i consumatori, ma anche più sostenibili. Non è una visione lontana: sta già accadendo, e tecnologie come l’intelligenza artificiale sono al centro di questa trasformazione. Il nostro ultimo Global Shopper Study mostra che l’88% dei leader retail in Europa ritiene che la Generative AI avrà un impatto significativo sulla prevenzione delle perdite, a conferma del ruolo cruciale di queste tecnologie. L’evoluzione della moda sostenibile è strettamente legata a questa rivoluzione digitale. Per anni, la sostenibilità è stata frenata dalla mancanza di visibilità: i brand non avevano accesso ai dati necessari per comprendere il loro impatto reale, e i consumatori non potevano fare scelte informate. Ora, con l’unione tra DPP e tecnologie come l’RFID, stiamo finalmente connettendo tutti i punti. Questo approccio data-driven consente un’automazione intelligente lungo l’intera catena del valore, dall’ottimizzazione della supply chain alla riduzione delle emissioni, fino a fornire agli addetti in negozio gli strumenti per ridurre gli sprechi e migliorare l’accuratezza dell’inventario. Non si tratta di un cambiamento incrementale, ma di una trasformazione radicale del modo in cui funziona il retail. Stiamo passando da processi analogici e isolati a flussi operativi connessi e intelligenti che offrono benefici commerciali e ambientali. Garantendo visibilità completa degli asset e insight immediatamente azionabili per la frontline, stiamo contribuendo a costruire un futuro del retail più efficiente, profittevole, trasparente e responsabile. È un futuro in cui i dati permettono a tutti di prendere decisioni migliori, e siamo entusiasti di essere in prima linea in questa evoluzione.

Stefania Andriola

Lavoro in redazione da febbraio 2010. Mi piace definirmi “giornalista, scrittrice e viaggiatrice”. Adoro viaggiare, conoscere culture diverse; amo correre, andare in bicicletta, fare lunghe passeggiate ma anche leggere un buon libro. Al mattino mi sveglio sempre con un’idea: cercare di aggiungere ogni giorno un paragrafo nuovo e interessante al libro della mia vita e i viaggi riempiono le pagine che maggiormente amo. La meteorologia per me non è solo una scienza ma è una passione e un modo per ricordarmi quanto siamo impotenti di fronte alle forze della natura. Non possiamo chiudere gli occhi e dobbiamo pensare a dare il nostro contributo per salvaguardare il Pianeta. Bastano piccoli gesti.

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