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Kenya: la siccità persistente ha causato un drastico peggioramento della sicurezza alimentare

Il fallimento consecutivo delle stagioni delle piogge ha spinto milioni di persone verso una condizione di fame estrema, superando i livelli di allerta critici stabiliti dagli standard internazionali. Questa situazione è particolarmente allarmante perché il Kenya non è storicamente considerato tra i paesi più vulnerabili a crisi alimentari di tale portata.

In Kenya, l’insicurezza alimentare acuta e la malnutrizione acuta hanno raggiunto livelli allarmanti nelle 23 terre aride e semi-aride (ASAL) e nelle aree circostanti. Attualmente, si stima che 3,3 milioni di persone siano classificate in IPC Fase 3 di Insicurezza Alimentare Acuta (AFI) o superiore, inclusi 400.000 individui in IPC AFI Fase 4 (Emergenza) che necessitano di assistenza immediata. Questo rappresenta un aumento del 52% rispetto all’inizio del 2025, quando erano 2,15 milioni.

Le condizioni nei campi profughi di Dadaab, Kakuma e Kalobeyei sono altrettanto gravi, con circa 430.000 persone, ovvero due terzi della popolazione, in IPC AFI Fase 3 o superiore. Tutti e tre i campi sono in IPC AFI Fase 4, portando il totale delle persone in Kenya in IPC Fase 3 o peggiore a oltre 3,7 milioni. Questa crisi è alimentata da una riduzione drammatica dell’assistenza umanitaria, opzioni economiche limitate e un’elevata dipendenza dai mercati costosi.

L’insicurezza alimentare è aggravata da piogge inferiori alla media tra ottobre e dicembre 2025, che hanno causato fallimenti agricoli diffusi e una scarsa rigenerazione dei pascoli. Le ondate climatiche sono state ulteriormente complicate da un aumento dell’insicurezza, inondazioni e infestazioni di parassiti. I prezzi dei generi alimentari sono aumentati, erodendo il potere d’acquisto delle famiglie in un momento in cui le scorte erano già esaurite.

Per prevenire ulteriori morti, è necessaria una risposta multisettoriale su larga scala. La malnutrizione acuta è anche correlata alla prolungata siccità, alla scarsa diversità alimentare e a un alto carico di malattie, inclusi focolai di colera e morbillo, che hanno ulteriormente indebolito i servizi sanitari e nutrizionali.

“La salute di una popolazione è il riflesso della salute del suo ambiente.” – Wangari Maathai

Guardando avanti, la situazione nelle contee aride e semi aride è prevista in ulteriore peggioramento, con 3,7 milioni di persone che potrebbero affrontare IPC AFI Fase 3 o superiore tra aprile e giugno 2026, a causa di previsioni di piogge medie o inferiori. Durante questo periodo, la contea di Mandera è attesa a esacerbare la crisi fino a raggiungere la Fase 4 di IPC AFI, un declino senza precedenti che giunge in un periodo solitamente associato a miglioramenti agricoli e di pascolo.

Elisabetta Ruffolo

Elisabetta Ruffolo (Milano, 1989) produttrice Tv e Giornalista. Approda a Meteo Expert nel 2016 dove si occupa di coordinare le attività di divulgazione scientifica in ambito televisivo e radiofonico sulle reti Mediaset. Laureata in Public Management presso la facoltà di Scienze politiche dell’Università degli studi di Milano. Ha frequentato l’Alta scuola per l’Ambiente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore per il Master in Comunicazione e gestione della sostenibilità.

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