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Giugno 2026 in Italia: tutti i dati su temperature e precipitazioni zona per zona

Le elaborazioni statistiche effettuate per stilare il presente report si basano sui dati synop della rete di stazioni meteorologiche del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare / ENAV integrati, laddove necessario, con i dati della rete MeteoNetwork.

A caratterizzare il mese di giugno 2026 è stata sicuramente l’eccezionale ondata di calore che, nella seconda metà del mese, ha interessato buona parte dell’Europa centro-occidentale, con il superamento di molti record storici di temperatura massima, in particolare in Francia dove i termometri si sono spinti in maniera diffusa oltre i 40 gradi per diversi giorni. Per l’Italia si è trattato della seconda ondata di calore (la prima si è verificata a fine maggio), cominciata il giorno 17 e protrattasi fino all’inizio del mese di luglio. In queste due settimane il promontorio anticiclonico subtropicale si è esteso dall’Africa nord-occidentale all’Europa occidentale inclinandosi poi verso il comparto centro-orientale del continente. Il nucleo più caldo della massa d’aria al séguito, ha invaso la Spagna, la Francia, l’Inghilterra e i Paesi del centro Europa, allargandosi verso sud sul settore alpino e le nostre regioni settentrionali e centrali. Ed è proprio sul Nord Italia che, in corrispondenza del picco di calura negli ultimi giorni del mese, sono stati osservati diversi nuovi record di temperatura massima di giugno e, in qualche caso, anche di massima assoluta.

La prima parte del mese di Giugno 2026, invece, ha visto temperature più contenute e oscillanti fra brevi periodi nella media o leggermente sotto e fasi un po’ più nettamente sopra (anche in questo caso, comunque, hanno prevalso gli scarti positivi). Queste prime due settimane abbondanti possono essere suddivise in due periodi distinti: i primi dieci giorni, connotati dalle correnti atlantiche e tempo variabile; i successivi sei giorni, più stabili e contraddistinti dai primi accenni di espansione del promontorio anticiclonico subtropicale verso il sud-ovest dell’Europa e da correnti più secche nord-occidentali sull’Italia.

L’anomalia termica mensile, “dopata” dalle due settimane di calura intensa, risulta pari a +2.5°C, valore molto elevato, al 4° posto nella serie storica dopo quelli del 2003 (+3.3°C), del 2022 (+2.8°C) e del 2025 (+2.7°C). Il confronto fra l’andamento delle temperature giornaliere del giugno di questi quattro anni, evidenzia sicuramente la predominanza del 2003 in termini di numero di giorni estremamente caldi. I due anni più recenti mostrano differenze meno marcate, ma con un andamento un po’ più costante del caldo nel corso del mese. Tuttavia, dal grafico in fondo al report appare anche evidente il dominio del giugno 2026 rispetto agli altri, nella seconda parte del mese, soprattutto gli ultimi giorni che risultano più caldi di qualsiasi giorno degli altri anni, in particolare del 2003. Pertanto è possibile affermare che, di tutti gli eventi dei mesi di giugno, l’ondata di calore di quest’anno è stata la più intensa.

La distribuzione delle anomalie sul territorio è sbilanciata verso il Centro-Nord (+3.4°C al Nord-Ovest, +2.5°C al Nord-Est e +2.7°C al Centro), mentre gli scarti si presentano un po’ meno ampi sulle regioni meridionali (+2.1°C al Sud, +1.6°C in Sicilia e +2.2°C in Sardegna). Per il Nord-Ovest si tratta del 2° giugno più caldo dopo quello del 2003.

Con questi risultati, l’anomalia nazionale da inizio anno torna a risalire fino a +1.5°C, che rappresenta, seppur di poco, il valore più elevato della serie storica. Oltre ad essere stato molto caldo, il mese di giugno è stato nel complesso anche decisamente siccitoso, con un deficit di -36% che rappresenta il 10° valore più basso della serie storica. Sono state solo 4 le perturbazioni transitate sul nostro territorio, oltre agli effetti residui dell’ultimo sistema nuvoloso di maggio a inizio mese. Solo tre di queste perturbazioni hanno causato fasi di maltempo significative. A questo si aggiungono, naturalmente, gli episodi di instabilità con i classici temporali di calore fra le ore pomeridiane e serali, talvolta con strascichi notturni. Non sono mancati fenomeni intensi legati principalmente ai processi convettivi. L’ESWD (European Severe Weather Database) ha catalogato 724 eventi estremi sull’Italia, fra cui 357 di grandine grossa, 192 di pioggia estrema (nubifragi), 133 di raffiche tempestose (da 90 km/h in su), 24 fulminazioni che hanno causato danni e 18 fra tornado e trombe marine. Nonostante la prevalenza di anomalie negative, in alcuni settori si sono avuti degli esuberi, in particolare sull’alta Lombardia, sulle Alpi orientali e in Friuli grazie soprattutto agli ingenti accumuli verificatisi in occasione di pochi eventi. In effetti, gli scarti comunque negativi sul Nord Italia, alla fine risultano più contenuti rispetto al resto del Paese (-14% al Nord-Ovest, -25% al Nord-Est). Molto più ampi, invece, sono i deficit al Centro-Sud (-60% al Centro, -56% al Sud, -96% in Sicilia e -79% in Sardegna), proprio nelle zone già di per sé normalmente siccitose in questa fase dell’anno. La carenza di precipitazioni di giugno ha contribuito ad abbassare ulteriormente l’anomalia positiva da inizio anno, che si assesta a +16% a livello nazionale, con quantitativi intorno alla media al Nord (+1% mediamente fra Nord-Ovest e Nord-Est) e ancora sensibilmente oltre la norma al Centro-Sud (+15% al Centro, 41% mediamente fra Sud e Isole).

Precipitazioni accumulate in GIUGNO, derivate dalla rete di stazioni MeteoNetwork e altre reti ufficiali italiane, integrate con stime satellitari GPM (Global Precipitation Measurement – NASA). (elaborazioni Meteo Expert)

 

Confronto fra gli andamenti giornalieri delle temperature medie nei quattro mesi di giugno più caldi della serie storica (1° 2003, 2° 2022, 3° 2025, 4° 2026). (elaborazioni Meteo Expert)

Simone Abelli

È meteorologo presso Meteo Expert dal 1999. Nel 1995 consegue la laurea a pieni voti in Fisica con una tesi sull’analisi statistica delle situazioni meteorologiche legate agli eventi alluvionali che hanno interessato l’Italia. Dal 1996 al 1998 svolge attività di ricerca nell’ambito del progetto europeo MEDALUS sul problema della desertificazione nel Mediterraneo. Dal 2008 al 2015, diviene uno dei meteorologi di riferimento delle reti televisive Mediaset. Principali pubblicazioni: “Il clima dell’Italia nell’ultimo ventennio” e “Manuale di meteorologia”.

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