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Giugno 2026 è stato il secondo più caldo dal 1950 per il Nord Italia, il quarto a livello nazionale. I dati Copernicus

Estate al via con caldo eccezionale e marcato deficit di pioggia. Il 2026 sarà l’anno più caldo della serie storica italiana? Ecco cosa racconta l’analisi dei dati storici di Copernicus, il programma europeo di osservazione e monitoraggio della Terra.

A poche settimane dalla conclusione dell’eccezionale ondata di caldo che ha infranto diversi record storici di maggio, nel mese di giugno l’Europa ha dovuto affrontare una seconda ondata di calore, estrema per intensità, estensione geografica e persistenza. La pesante cupola di calore (heat dome) associata all’anticiclone africano, a lungo bloccato sull’Europa occidentale e centrale e successivamente allungato verso nord-est, ha spinto quasi tutto il Vecchio Continente oltre i confini della propria storia climatica recente. Secondo l’analisi del World Weather Attribution, “eventi di questo tipo erano praticamente impossibili appena 50 anni fa”: con una situazione analoga a quella dello scorso giugno, nel 1976 le temperature diurne sarebbero state di 3,5°C inferiori, nel 2003 sarebbero risultate più basse di 2°C.

Anche l’Italia ha dovuto sopportare 15 giorni molto difficili dal punto di vista termico, con temperature diurne ben al di sopra dei valori tipici della piena estate, notti tropicali e afa opprimente soprattutto al Nord e in parte del Centro. Nel nostro Paese, l’ondata di calore ha raggiunto il suo apice tra il 28 e il 30 di giugno.

Nel primo mese dell’estate meteorologica, l’Italia ha così registrato la quarta temperatura media nazionale più elevata dalla metà del secolo scorso. Contestualmente, la temperatura dello strato superficiale del mare ha raggiunto il secondo valore più elevato, inferiore solo a quello del 2003. Dal punto di vista pluviometrico, nonostante i temporali di forte intensità, il quadro è risultato deficitario su gran parte della Penisola. A rivelarlo sono i dati storici forniti dal programma europeo di osservazione e monitoraggio della Terra Copernicus: dati di rianalisi  sviluppati dal Copernicus Climate Change Service dell’European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (C3S/ECMWF), accessibili attraverso il Climate Data Store dedicato.

Temperatura dell’aria a 2 metri dal suolo: +3,27 °C

Secondo i dati ERA5-Land di Copernicus, quest’anno la temperatura media nazionale di giugno si è attestata a 22,71°C: ben 3,27°C in più rispetto alla media climatica 1991-2020 e mezzo grado in più rispetto al dato climatico di agosto, il mese più caldo dell’anno. Con un’anomalia termica così importante, il primo mese dell’estate meteorologica 2026 è stato il quarto più caldo degli ultimi 77 anni, preceduto dal giugno del 2022 per pochi centesimi di grado, dal giugno 2003 e da quello record del 2025, gli unici, per ora, con anomalie superiori a +3°C.

Giugno si sta riscaldando molto velocemente, più di tutti gli altri mesi. In 76 anni, la sua temperatura media ha subìto un incremento statisticamente significativo di 2,95°C a livello nazionale: mediamente, ogni 10 anni è aumentata di 0,39°C. Il trend è decisamente più marcato al Nord (+0,46°C per decennio).

Anomalie della temperatura media dell’aria a 2 metri dal suolo (°C) di ogni mese di giugno dal 1950 al 2026 rispetto alla media 1991-2020. Dati ERA5-Land (C3S/ECMWF), elaborazioni Meteo Expert.

La distribuzione delle anomalie sul territorio italiano evidenzia quanto le temperature si siano portate su valori ampiamente al di sopra della media in tutto il Paese. Nordovest, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Basilicata e Sardegna hanno registrato temperature medie di almeno tre gradi oltre la norma. Il caldo anomalo è stato particolarmente severo nel settore più occidentale della Valpadana, tra Piemonte, Lombardia ed Emilia, in Umbria, nelle zone interne della Toscana e della Campania: qui, l’anomalia termica ha superato i 4°C. Nel cuore della pianura piemontese lo scarto dal valore climatico ha superato i 5°C. L’estremo Sud peninsulare e la Sicilia sono rimasti al margine dell’ondata di calore ed hanno registrato anomalie localmente inferiori a 2°C.

Anomalia della temperatura media dell’aria a 2 metri dal suolo (°C) di giugno 2026 rispetto alla media 1991-2020. Dati ERA5-Land (C3S/ECMWF), elaborazioni Meteo Expert.

Con un’anomalia media di +3,54°C, il Nord quest’anno ha vissuto uno dei mesi di giugno più caldi mai registrati dal 1950, secondo solo allo storico giugno del 2003. Le regioni centrali ed il Sud peninsulare hanno sperimentato il terzo giugno più caldo della loro serie storica, la Sardegna il quarto e la Sicilia il sesto.
Grazie alla spinta di giugno, il primo semestre del 2026 si è chiuso con un’anomalia media nazionale molto elevata (+1,76°C), che gli ha permesso di raggiungere e superare il record semestrale del 2024. Al traguardo di metà anno, il 2026 sembra quindi avere le potenzialità per diventare l’anno più caldo della serie storica dell’Italia.

Anomalie da inizio anno della temperatura media dell’aria a 2 metri dal suolo nazionale (°C) rispetto al trentennio 1991-2020. Esempio: il dato di giugno 2026 è l’anomalia del semestre gennaio-giugno 2026. Dati ERA5-Land. Crediti C3S/ECMWF. Elaborazioni Meteo Expert.

Altezza zero termico: + 400 metri sulle Alpi

L’ impronta lasciata dall’intensa e prolungata ondata di calore della seconda metà di giugno è profonda e ben evidente anche in quota. Sopra gran parte del Centro Nord, lo zero termico si è infatti posizionato almeno 400 metri oltre la quota attesa all’inizio dell’estate meteorologica. Sulle Alpi, ad esempio, lo ritroviamo tra 4000 e 3800 metri: benché non si tratti di valori estremei come quelli registrati nel 2025 (+700 m), nel 2003 e nel 2022 (+ 500 m), in situazioni così anomale tutti i ghiacciai alpini subiscono gravi perdite di massa anche alle quote più elevate.

Altezza media dello zero termico di giugno 2026 (metri dal livello del mare) e anomalia rispetto alla media 1991-2020. Dati ERA5 (C3S/ECMWF), elaborazioni Meteo Expert

A causa degli scarsi accumuli nevosi invernali e delle eccezionali ondate di calore delle ultime settimane, i ghiacciai svizzeri quest’anno hanno raggiunto il punto di non ritorno annuale molto precocemente, il 29 giugno. Questa data, nota come “Glacier Loss Day”, rappresenta il giorno in cui i ghiacciai esauriscono la riserva di neve e ghiaccio accumulata durante l’inverno e iniziano a consumare il ghiaccio vecchio formatosi nel corso dei decenni. Il 29 giugno è una data estremamente anomala poiché in questo secolo il giorno di non ritorno annuale dei ghiacciai è mediamente caduto intorno alla metà di agosto, e solo una volta è stato registrato con maggiore anticipo rispetto a quest’anno: il 26 giugno del 2022.

Temperatura della superficie del mare: +2,39 °C

Dopo l’ondata di calore marina di fine maggio 2026, le temperature estreme della seconda metà di giugno hanno provocato un ulteriore riscaldamento della superficie dei mari. Nel Mediterraneo occidentale, secondo il Copernicus Marine Service, il 29 giugno le temperature sono state di almeno 6 gradi sopra la media, in particolare nel Golfo del Leone, nel Mar Ligure e nel Tirreno.
Non stupisce, dunque, che la temperatura media mensile dei mari che circondano l’Italia, compresi nel dominio 36-47°N e 6-20°E, abbia raggiunto il valore eccezionalmente elevato di 24,32°C, registrando un’anomalia di +2,39°C rispetto alla media 1991-2020. Si tratta dell’anomalia positiva più pronunciata mai registrata dai nostri mari, dopo quella dello storico giugno 2003. Acque così calde rappresentano una seria minaccia per gli ecosistemi e la biodiversità e, continuando a rifornire l’atmosfera di energia e vapore acqueo, favoriscono lo sviluppo di eventi meteorologici estremi.

Anomalie della temperatura dello strato superficiale dei mari compresi nel dominio 36-47°N e 6-20°E (°C) di ogni mese di giugno dal 1950 al 2026, rispetto alla media 1991-2020. Dati ERA5 (C3S/ECMWF), elaborazioni Meteo Expert.

Nel giugno di quest’anno, le acque superficiali di tutti i mari di ponente hanno registrato anomalie superiori a +2,5°C, con picchi oltre i +3°C intorno alla Sardegna e nel Mar Ligure. Nel settore occidentale del Basso Tirreno, tra Sicilia e Sardegna, la temperatura del mare ha superato la media climatica di oltre 4 gradi. Gli altri bacini hanno accumulato un minor surplus di calore, raggiungendo temperature di circa 2 gradi superiori alla media nell’Alto e Medio Adriatico e nel Basso Ionio.

Anomalia della temperatura dello strato superficiale del mare (°C) di giugno 2026, rispetto alla media 1991-2020. Dati ERA5 (C3S/ECMWF), elaborazioni Meteo Expert.

Precipitazioni: -31 %

Con il 31% di pioggia in meno rispetto alla media climatica del trentennio 1991-2020, giugno 2026 è stato l’undicesimo più secco dalla metà del secolo scorso, il quarto dell’ultimo decennio: dieci anni durante i quali ha sempre prevalso un marcato deficit delle precipitazioni a livello nazionale, se si escludono le eccezioni del 2018, del 2020 e del 2024.

Anomalie delle precipitazioni (%) di ogni mese di giugno dal 1950 al 2026, rispetto alla media 1991-2020. Dati ERA5-Land (C3S/ECMWF), elaborazioni Meteo Expert.

Il dato medio negativo a livello nazionale è il risultato di un pronunciato deficit di pioggia in Piemonte, Liguria, Emilia Romagna e in quasi tutto il Centro Sud, e di un surplus confinato a Lombardia, Trentino Alto Adige, Triveneto e zone interne di Calabria, Sicilia e Sardegna, frutto dei forti temporali sviluppatisi soprattutto al Nord in occasione del passaggio di diverse perturbazioni nella prima decade di giugno, e dei frequenti e intensi temporali di calore sui rilievi nella terza decade del mese.

Anomalia delle precipitazioni (%) di giugno 2026 rispetto alla media 1991-2020. Dati ERA5-Land (C3S/ECMWF), elaborazioni Meteo Expert.

Quest’estate dimostra che, con un riscaldamento globale di 1,4°C, il caldo estremo sta già mettendo a dura prova la capacità di tenuta delle nostre società. La nostra analisi evidenzia come il caldo intenso stia aumentando rapidamente, anche nell’arco di una sola generazione: eventi di questo tipo sono diventati da decine a centinaia di volte più probabili rispetto al 2003, mentre sarebbero stati praticamente impossibili appena 50 anni fa. Una rapida eliminazione dei combustibili fossili è fondamentale se vogliamo evitare temperature ancora più elevate e le loro conseguenze in futuro.” Keeping, T. et al. (2026): Fossil fuel emissions have rapidly worsened European heatwaves in just a few decades (WWA scientific report No. 85) World Weather Attribution

Laura Bertolani

Laureata in Scienze Naturali, nel 1997 è entrata a far parte del team di meteorologi di Meteo Expert. Fino al 2012, all’attività operativa ha affiancato attività di ricerca, occupandosi dell’analisi della performance dei modelli di previsione. Attualmente si dedica a quest’ultima attività, ampliata implementando un metodo di valutazione dell’abilità dei modelli a prevedere dodici configurazioni della circolazione atmosferica sull’Italia, identificate per mezzo di una rete neurale artificiale.

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