Amref, quasi il 90% degli italiani vede il cambiamento climatico come una minaccia

Secondo il rapporto Ipsos per Amref, il 90% degli italiani vede il cambiamento climatico come una minaccia, soprattutto per la salute. Amref chiede di trasformare la salute in un pilastro delle discussioni alla COP30.
La COP30 di Belém, in Brasile, si apre in un contesto di crescente attenzione verso il legame tra salute e clima. Amref Health Africa, presente alla conferenza, ha diffuso i risultati di un’indagine realizzata con Ipsos, che evidenzia come la maggioranza degli italiani consideri il cambiamento climatico una grave minaccia per il pianeta e per la salute globale. Il rapporto “Africa e salute: l’opinione degli italiani” mostra che il 88% degli intervistati ritiene il fenomeno una minaccia seria, con una preoccupazione che sale all’87% tra la Gen Z. Al contrario, il 33% pensa che l’allarmismo sia esagerato.
Il ruolo della salute nel dibattito climatico
Amref chiede che la salute diventi protagonista delle discussioni alla COP30. “La salute deve smettere di essere un effetto collaterale e diventare la protagonista del dibattito sul clima”, ha dichiarato Roberta Rughetti, Direttrice di Amref Italia. La richiesta è di integrare la salute nei piani di adattamento climatico, nei meccanismi di finanziamento e nelle strategie nazionali di attuazione. “Mettere la salute al centro dell’azione climatica non è un’opzione: è una necessità urgente per la giustizia e per la sopravvivenza delle comunità più esposte”, ha aggiunto.
L’appello dell’attivista Doreen Naiga
Doreen Naiga, attivista ugandese presente alla COP30, ha sottolineato che “il clima non è solo una questione ambientale, è una questione di salute, una questione di vita quotidiana”. “Quando un fiume distrugge una casa, distrugge anche la storia di una famiglia”, ha detto. Doreen ha partecipato alla COP27 in Egitto e ha contribuito alla stesura del primo Youth Position Paper africano su clima e salute. “Non serve essere famosi o avere tanti soldi – ha sottolineato – inizia da dove sei. Fatti sentire. Agisci. Unisciti agli altri. Ogni comunità è un punto di partenza per cambiare il mondo”.
Il nesso tra West Nile e cambiamento climatico
L’indagine Ipsos ha esplorato anche il legame tra West Nile e cambiamento climatico. Il 58% degli intervistati ritiene che ci sia un nesso causa-effetto, con una percentuale che sale al 62% tra i Millennials. Il 78% è preoccupato per la possibilità che il cambiamento climatico favorisca l’arrivo di virus come il West Nile in Italia. Il virus, un tempo confinato a zone tropicali, è oggi endemico in molte aree mediterranee e sta raggiungendo regioni più settentrionali.
Le cause e le conseguenze del cambiamento climatico
L’indagine italiana riporta che la causa del cambiamento climatico è spesso associata alla diretta attività umana (85%, 89% tra la GenZ), che rischia di essere andata troppo oltre. Per il 53% ci troviamo a pagare le conseguenze del non avere messo in atto soluzioni efficaci e tempestive per affrontare il cambiamento climatico per tempo, opinione che incontra l’accordo del 58% dei Millennials. A pagarne il conto più salato i Paesi a basso reddito per il 62% (69% tra i Baby Boomers).