ApprofondimentiClimaEsteroPolitichePrimo Piano

Cina, emissioni CO2 in calo nel 2025 grazie a rinnovabili e veicoli elettrici

Le emissioni CO2 in Cina registrano un calo dello 0,3% nel 2025, con trend stabile da 21 mesi. Il boom di solare, eolico e veicoli elettrici frena l’inquinamento, ma l’industria chimica resiste. Un segnale positivo per i cambiamenti climatici globali.

Nel 2025, la Cina, primo emettitore mondiale di CO2, ha invertito la rotta: le emissioni di CO2 sono diminuite dello 0,3% su base annua, con un -1% nell’ultimo trimestre. Questo declino, protratto da 21 mesi consecutivi dal marzo 2024, segna un possibile picco superato, trainato da un’esplosione delle fonti rinnovabili e dall’efficienza energetica.

Calo dell’intensità carbonica e risparmi energetici

L’intensità di carbonio della Cina, ovvero le emissioni CO2 per 10.000 yuan di PIL, è scesa del 5% annuo, mentre il consumo energetico per unità di PIL è calato del 5,1%. Su base quinquennale (2020-2025), il dimezzamento è del 12%, sotto l’obiettivo del 18% del 14° piano quinquennale, ma con un ritmo accelerato verso il 23% nei prossimi anni per rispettare l’Accordo di Parigi. La produzione elettrica da idroelettrico, nucleare, eolico e solare ha sfiorato 4.250 miliardi di kWh, +14,4% sul 2024.

Boom delle rinnovabili e dei trasporti puliti

Il solare è esploso del 43%, l’eolico del 14%, coprendo l’intera crescita della domanda energetica (+4,8%) e riducendo la produzione da carbone dell’1,9%. Nei trasporti, le emissioni sono calate del 3% grazie a 16,52 milioni di veicoli alimentati con nuova energia (NEV) prodotti (+25,1%), con 43,97 milioni in circolazione. Settori come energia elettrica (-1,5%) e materiali da costruzione (-7%) confermano la tendenza, unica eccezione l’industria chimica (+12%).

Segnali di un declino strutturale

Per la prima volta dal 2022, le emissioni in Cina calano nonostante la domanda energetica in aumento, grazie a 75 GW di capacità di accumulo contro 55 GW di picco aggiuntivo. Analisi di Carbon Brief e CREA indicano un plateau strutturale, con fonti pulite che soddisfano il fabbisogno extra. Questo frena l’inquinamento CO2 globale, ma Pechino deve accelerare per il picco pre-2030 e neutralità al 2060.

Articoli correlati

Back to top button