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Dai terremoti un aiuto per misurare il riscaldamento “nascosto” degli Oceani

Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Science rivela che la tendenza al riscaldamento decennale nell'Oceano Indiano è di gran lunga superiore alle stime precedenti

Il riscaldamento degli oceani può essere misurato anche grazie alle onde sonore prodotte dai terremoti sottomarini.
Un team scienziati, che ha pubblicato su Science questo studio, ha esaminato i dati sonori emessi dai terremoti dell’Oceano indiano per un periodo di 10 anni. A causa del riscaldamento delle acque dovuto al global warming, i ricercatori si sono accorti di un netto aumento della velocità delle onde sonore.
Grazie a questo nuovo metodo di misurazione è stato dimostrato che la tendenza al riscaldamento decennale nell’Oceano Indiano è di gran lunga superiore alle stime precedenti.
Per i climatologi è molto importante avere informazioni dettagliate sul riscaldamento dei nostri oceani anche perché circa il 90% dell’energia intrappolata nella nostra atmosfera dai gas serra viene assorbita dai mari.

Le temperature degli oceani sono misurate anche grazie a dei sofisticati galleggianti. Si tratta del progetto Argo, più grande sistema mondiale di osservazione degli oceani, operativo da più di dieci anni. Esso si basa su misure con profilatori autonomi, galleggianti di superficie, alianti sottomarini e navi ed include osservazioni di temperatura, salinità, correnti e altre proprietà delle masse d’acqua.

La mappa dei galleggianti Argo. Crediti euro-argo.eu

Continuano però ad esserci dei dati mancanti anche in relazione alle temperature delle acque profonde più di duemila metri. Grazie a questo nuovo metodo, basato sul fatto che velocità del suono nell’acqua marina dipende dalla temperatura, arriveranno dati molto importanti per monitorare lo stato degli oceani e il loro riscaldamento.

Questa idea venne sperimentata per la prima volta nel 1979. Wunsch e Walter Munk, oceanografi della Scripps Institution of Oceanography proposero infatti di utilizzare le onde sonore per misurare il calore dell’oceano. Il suono viaggia più velocemente quando l’acqua è più calda, rendendo il suo “tempo di viaggio” un indicatore affidabile su temperatura e densità se la sorgente sonora e il ricevitore si trovano in posizioni fisse. Tuttavia, le preoccupazioni per l’impatto di queste onde sonore sui mammiferi marini e l’aumento dei costi hanno portato all’abbandono del progetto.

Nel 2019 Wenbo Wu, un sismologo del Caltech, si rese conto che il susseguirsi di terremoti su faglie sotto il fondo del mare poteva fornire una fonte sonora alternativa. Quando i terremoti scuotono il fondo dell’oceano, parte dell’energia viene trasformata in onde acustiche.

Oltre a sondare l’intera larghezza di un oceano, le onde sonore, con ampiezze verticali di migliaia di metri, catturano le condizioni dalle acque poco profonde fino all’abisso. Di conseguenza, calcolando una media delle fluttuazioni della temperatura naturale su scala minore, vengono rivelate variazioni di appena pochi millesimi di grado all’anno e ciò rende molto più facile catturare il “segnale” del riscaldamento globale.

Studiando l’Oceano Indiano sono state registrati più di 4000 terremoti provenienti da faglie nel fondo dell’oceano a ovest di Sumatra in Indonesia dal 2004 al 2016, molti dei quali tra magnitudo 3,5 e 5. Convertendo i tempi di viaggio in temperature i ricercatori hanno scoperto che l’Oceano Indiano orientale si è riscaldato di 0,044°C nel corso dell’ultimo decennio, ossia molto di più di quanto stimato in precedenza. Il riscaldamento è stato quasi il doppio di quello che hanno rilevato i galleggianti Argo.

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Judith Jaquet

Mi sono laureata con lode in Letterature straniere, indirizzo in Scienze della Comunicazione, con una Tesi in Linguistica generale, presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Sono iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Lombardia (Albo dei professionisti) dal 2008, dopo aver frequentato il Master in Giornalismo Campus Multimedia dello Iulm. Lavoro nella redazione di Meteo Expert dal 2011 e mi occupo della gestione dei contenuti editoriali sul web e sui social network. Conduco le rubriche di previsioni meteo in onda sui canali Mediaset e sulle principali radio nazionali.

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