
Le emissioni globali di carbonio continuano a crescere, ma una nuova analisi mostra progressi in diversi paesi. Nonostante la soglia dei 2 °C resti lontana, emergono dati incoraggianti.
Le emissioni globali di carbonio hanno raggiunto nuovi record nel 2025, superando i 31 miliardi di tonnellate nella prima metà dell’anno, con un incremento dello 0,13% rispetto al 2024. Questo aumento è trainato soprattutto dai combustibili fossili, il cui utilizzo resta elevato su scala mondiale. Tuttavia, l’analisi dei dati più recenti rivela che, sebbene il percorso verso il rispetto dell’obiettivo dei 2 °C sia ancora lungo, alcuni paesi stanno ottenendo risultati concreti nella riduzione delle emissioni.
Emissioni in crescita e fonti principali
Il 2025 si conferma un anno critico per il riscaldamento globale, con le emissioni di CO2 derivanti da carbone, petrolio e gas naturale in aumento costante. Secondo le ultime stime, le emissioni globali di CO2 dai combustibili fossili dovrebbero salire dell’1,1% rispetto all’anno precedente, toccando i 38,1 miliardi di tonnellate. Gli Stati Uniti e il Brasile sono tra i principali responsabili dell’incremento, mentre il settore energetico globale mostra segnali di rallentamento delle emissioni in alcuni paesi.
Paesi in controtendenza: Cina e India riducono le emissioni
Nonostante la tendenza globale, la Cina ha ridotto le proprie emissioni di CO2 dell’1,7% rispetto al 2024, mentre l’India ha registrato un calo dello 0,8%. Questi risultati sono attribuibili all’aumento delle energie rinnovabili e a una crescita più contenuta dei consumi energetici. Anche il Messico e l’Australia hanno segnato riduzioni significative, indicando che gli sforzi di decarbonizzazione stanno iniziando a produrre effetti visibili.
Europa: un modello di transizione energetica
L’Unione Europea si conferma tra le regioni più attive nel taglio delle emissioni di gas serra, grazie a una crescente diffusione di energia solare e alla diminuzione nell’uso di carbone. Tuttavia, condizioni meteorologiche avverse hanno causato una temporanea crescita nell’utilizzo di gas naturale per la produzione di elettricità. Nonostante queste fluttuazioni, il modello europeo di transizione energetica rappresenta una strada concreta verso la neutralità climatica.
Obiettivo dei 2 °C ancora lontano
Nonostante alcuni segnali positivi, la temperatura media globale tra il 2025 e il 2029 rischia di superare stabilmente la soglia di 1,5 °C rispetto ai livelli preindustriali. Gli scienziati avvertono che esiste una crescente probabilità di raggiungere i 2 °C già prima del 2030, sottolineando l’urgenza di accelerare la riduzione delle emissioni e rafforzare la cooperazione internazionale per contrastare il cambiamento climatico.
Conclusione: segnali di speranza tra dati allarmanti
Il quadro globale delle emissioni di carbonio rimane preoccupante, ma la diminuzione registrata in alcuni paesi indica che la transizione verso una economia a basse emissioni è possibile. Il rafforzamento delle politiche climatiche e l’adozione di fonti rinnovabili restano elementi chiave per invertire la tendenza e avvicinarsi agli obiettivi fissati dall’Accordo di Parigi.