Un nuovo studio mostra come il cambiamento climatico stia intensificando le piogge estreme e le alluvioni in Sri Lanka e nello stretto di Malacca, aumentando i rischi per milioni di persone.
Le recenti piogge estreme che hanno colpito lo Sri Lanka e l’area dello stretto di Malacca rappresentano uno dei segnali più chiari di un clima che cambia su scala globale. Un’analisi condotta da ricercatori internazionali di World Weather Attribution collega in modo diretto l’aumento dell’intensità delle precipitazioni alla crisi climatica alimentata dalle emissioni di gas serra. L’evento è stato associato al ciclone Ditwah, che ha provocato le peggiori inondazioni e frane in Sri Lanka dai primi anni 2000, con gravi conseguenze per le comunità più vulnerabili. Allo stesso tempo, Indonesia, Malesia e Thailandia meridionale hanno sperimentato piogge persistenti e livelli di piena fluviale eccezionali, aggravati dal riscaldamento degli oceani.
Piogge più intense in Sri Lanka in un clima che si riscalda
Secondo lo studio, gli eventi di pioggia intensa sullo Sri Lanka risultano oggi molto più violenti rispetto al passato a causa del riscaldamento globale già in atto. Le analisi delle serie storiche indicano che gli episodi di forte precipitazione sull’isola sono ora dal 28% al 160% più intensi rispetto a un clima non alterato dalle attività umane. Ciò significa che, quando si sviluppa un sistema come il ciclone Ditwah, la quantità di acqua che cade in poche ore o pochi giorni è decisamente maggiore, aumentando il rischio di alluvioni lampo e frane su versanti già fragili. Il mix di monsoni, cicloni tropicali e oceani più caldi crea un contesto in cui gli estremi pluviometrici diventano sempre più probabili e distruttivi. Questo cambiamento non riguarda solo la quantità totale di pioggia, ma anche la sua intensità su brevi intervalli di tempo, un fattore cruciale per la gestione del rischio alluvioni in aree densamente abitate.
Lo stretto di Malacca e l’aumento degli eventi di pioggia estreme
Per la regione dello stretto di Malacca, tra Malesia e Indonesia, gli scienziati rilevano un aumento marcato della frequenza e dell’intensità delle piogge torrenziali. Gli eventi di precipitazione estrema risultano oggi più intensi di circa il 9–50% rispetto al passato, con una tendenza coerente in tutti i dataset analizzati. In quest’area strategica per il commercio mondiale, dove vivono milioni di persone in zone costiere basse, anche un aumento relativamente contenuto dell’intensità delle piogge può tradursi in alluvioni costiere più gravi e in livelli di piena estrema lungo fiumi e canali. La combinazione tra mare in aumento, suoli spesso impermeabilizzati e reti di drenaggio sovraccariche favorisce l’accumulo rapido di acqua nelle città portuali e nei centri urbani lungo la costa. In un clima più caldo, episodi che un tempo erano considerati rari tendono a ripetersi con maggiore frequenza, mettendo sotto pressione infrastrutture, servizi e sistemi di allerta locale.
Il ruolo del cambiamento climatico nelle alluvioni recenti
Il lavoro di attribution climatologica condotto da World Weather Attribution si basa sull’uso combinato di osservazioni meteorologiche e modelli climatici per valutare quanto il cambiamento climatico antropico abbia modificato la probabilità e l’intensità di tali eventi estremi. Confrontando il clima attuale, già riscaldato, con un clima “controfattuale” senza l’influenza dei gas serra emessi dall’uomo, i ricercatori mostrano che le piogge estreme diventano significativamente più probabili e violente in entrambe le regioni analizzate. Le temperature più alte degli oceani aumentano il contenuto di umidità dell’aria, fornendo più “carburante” ai sistemi di temporali intensi e ai cicloni tropicali. In questo contesto, episodi come le recenti inondazioni catastrofiche non possono più essere considerati eventi isolati, ma parte di una tendenza coerente con quanto previsto dalla scienza del clima da diversi decenni.
Rischi crescenti per le aree densamente popolate
Sia in Sri Lanka sia nella regione dello stretto di Malacca, le aree più esposte alle alluvioni coincidono spesso con zone densamente popolate, dove si concentrano infrastrutture critiche, porti, reti di trasporto e insediamenti informali. L’aumento delle piogge estreme e dei livelli di piena fluviale amplifica il pericolo per chi vive lungo i corsi d’acqua, sulle pendici collinari o nelle pianure costiere a bassa quota. Le analisi sottolineano come fattori socio–economici, urbanizzazione rapida e una pianificazione del territorio non sempre adeguata possano accentuare la vulnerabilità a questi fenomeni in un contesto di riscaldamento globale. In prospettiva, la combinazione tra cambiamento climatico, crescita demografica e pressione sulle coste tropicali rende fondamentale considerare le nuove statistiche della pioggia estrema nei piani di sviluppo urbano e nella gestione del rischio climatico locale.