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Nuove polemiche investono Trump: controversa la decisione di riaprire alla pesca un’area protetta

Le idee degli ambientalisti si scontrano con quelle dell'industria della pesca

Sta facendo molto discutere la decisione presa il 5 giugno dal presidente degli USA Donald Trump di far riprendere la pesca commerciale nel Northeast Canyons e Seamounts Marine National Monument. Questa zona di quasi 5.000 miglia quadrate che si trova dell’Oceano Atlantico era stata dichiarata area protetta nel 2016, durante la precedente amministrazione Obama, per tutelare le specie in pericolo e il loro ecosistema. La decisione era stata elogiata dagli ambientalisti e messa in discussione dai pescatori commerciali. Trump eliminando il divieto di pesca nell’area e respingendo le argomentazioni secondo cui trappole per granchi, reti da pesca e lenze che penzolano ganci possano danneggiare pesci e balene, ha dichiarato di voler anteporre gli interessi economici alla tutela ambientale. Molte associazioni ambientaliste hanno alzato la voce fortemente preoccupate sia per i coralli millenari che popolano questa zona che per balene, squali, tartarughe marine in via di estinzione e altre specie a rischio.

“Aprire l’unico monumento nazionale marino nell’Atlantico non aiuterà nessuno se non una manciata di pescatori, rischiando danni irreparabili alla fauna marina che non ha altre aree completamente protette al largo della nostra costa orientale. Coralli antichi e a crescita lenta in acque profonde, grandi balene e tartarughe marine in via di estinzione e un’incredibile varietà di pesci, uccelli marini, squali, delfini e altri animali selvatici: queste sono le specie e gli habitat che pagheranno il prezzo” ha commentato Bob Dreher, vice presidente senior del programma di conservazione presso Defenders of Wildlife. L’iniziativa di Trump è stata invece lodata dal gruppo dell’industria della pesca Saving Seafood che lo ha ringraziato per il ripristino di attività di pesca sostenibili. Grazie a questo cambiamento i pescatori commerciali potranno pescare nelle acque in cui avevano operato per decenni prima del 2016. Parecchi gruppi di pescatori hanno affermato che riprendere la pesca nella zona frutterà milioni di dollari.

Foto di Gerd Altmann da Pixabay
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Stefania Andriola

Lavoro in redazione da febbraio 2010. Mi piace definirmi “giornalista, scrittrice e viaggiatrice”. Adoro viaggiare, conoscere culture diverse; amo correre, andare in bicicletta, fare lunghe passeggiate ma anche leggere un buon libro. Al mattino mi sveglio sempre con un’idea: cercare di aggiungere ogni giorno un paragrafo nuovo e interessante al libro della mia vita e i viaggi riempiono le pagine che maggiormente amo. La meteorologia per me non è solo una scienza ma è una passione e un modo per ricordarmi quanto siamo impotenti di fronte alle forze della natura. Non possiamo chiudere gli occhi e dobbiamo pensare a dare il nostro contributo per salvaguardare il Pianeta. Bastano piccoli gesti.

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