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Stop auto a benzina 2035, revisione del divieto. Il motore endotermico cerca spazio in Ue

La Commissione Ue prepara il nuovo pacchetto automobilistico tra incentivi all’auto elettrica, revisione del divieto dal 2035 e richieste di maggiore flessibilità sul motore endotermico guidate da Germania e Italia.

Il dibattito europeo sullo stop alle auto a benzina e auto diesel dal 2035 è entrato in una fase cruciale. La Commissione europea sta lavorando a un nuovo pacchetto automobilistico per sostenere il settore, che punta a confermare l’obiettivo di lungo periodo della mobilità elettrica, ma introducendo una maggiore flessibilità per il motore endotermico e per le tecnologie considerate “di transizione”, come ibrido plug-in e biocarburanti. A riaccendere il confronto è stata la lettera del cancelliere tedesco Friedrich Merz alla presidente Ursula von der Leyen, che chiede di mantenere dopo il 2035 la possibilità di immatricolare veicoli con doppia propulsione, combinando batteria e combustione interna, in linea con le posizioni già espresse dal governo italiano.

Obiettivo 2035 e Green Deal europeo

Il divieto di vendita di nuove auto endotermiche dal 2035 è uno dei pilastri del Green Deal europeo, inserito nel regolamento sulle emissioni di CO2 per autovetture e furgoni approvato nel 2023. L’obiettivo è azzerare le emissioni allo scarico delle nuove immatricolazioni, spingendo il mercato verso veicoli elettrici a batteria e, in misura minore, a idrogeno. Questa scelta ha imposto a case automobilistiche e filiera componentistica un’accelerazione sugli investimenti in auto elettrica, infrastrutture di ricarica e batterie, con piani industriali da miliardi di euro in tutta l’Unione. Allo stesso tempo, diversi governi – in particolare Italia, Germania e alcuni Paesi dell’Est – denunciano i rischi per la competitività dell’industria europea rispetto alla concorrenza cinese e statunitense, chiedendo una transizione più graduale e l’inclusione di tecnologie come gli e-fuel e i biocarburanti avanzati.

Che cosa prevede il nuovo pacchetto automobilistico

Il cuore del nuovo pacchetto auto Ue è la revisione delle norme sulle emissioni di CO2 per auto e furgoni, cioè il perno giuridico che sostiene il bando al motore termico dal 2035. Secondo le anticipazioni, Bruxelles non intende cancellare l’obiettivo di neutralità allo scarico, ma sta valutando correttivi per rendere più gestibile la transizione alla mobilità elettrica. Nel pacchetto rientrano anche una strategia industriale per le batterie per auto elettriche, misure per sostenere la produzione di veicoli elettrici economici e un cosiddetto “Omnibus automobilistico” per semplificare la normativa e ridurre gli oneri amministrativi per i costruttori. Un tassello chiave sarà la proposta dedicata alle flotte aziendali, che rappresentano circa il 60% delle immatricolazioni di auto nuove in Europa: fissare obiettivi di elettrificazione ambiziosi per questo segmento potrebbe spingere la domanda di auto elettriche, con effetti sui prezzi e sul mercato dell’usato.

La spinta della Germania sul doppio sistema di propulsione

Nella sua lettera del 1° dicembre, il cancelliere tedesco Merz chiede che, anche dopo il 2035, possano essere immatricolate auto ibride con doppio sistema di propulsione: motore elettrico a batteria abbinato a motore a combustione interna. La richiesta si accompagna alla proposta di riconoscere un ruolo stabile ai biocarburanti, sia avanzati sia tradizionali, e agli ibridi plug-in come parte del mix tecnologico. Sul fronte delle flotte aziendali, Berlino respinge l’idea di una quota minima obbligatoria di veicoli elettrici uniforme a livello Ue, chiedendo margini per mantenere una presenza significativa di veicoli full hybrid e plug-in hybrid. Questa posizione converge sempre più con quella italiana, che da tempo sollecita un approccio “neutrale dal punto di vista tecnologico”, aperto a motori endotermici alimentati da e-fuel e biocarburanti avanzati.

Rinvio dell’annuncio e incertezza per l’industria

Le pressioni politiche, in particolare dalla Germania, hanno contribuito a rallentare i tempi del dossier. Secondo quanto trapelato da Bruxelles, la Commissione potrebbe rinviare di alcune settimane la presentazione del pacchetto automobilistico, inizialmente attesa per il 10 dicembre, per integrare i contributi dei governi nazionali e definire meglio il perimetro della flessibilità sul 2035. Questo slittamento alimenta l’incertezza per le case automobilistiche che hanno già puntato in modo deciso sull’elettrificazione, mentre altri operatori vedono nello slittamento l’occasione per ottenere regole più favorevoli al motore termico e alle auto ibride. L’assenza di un quadro normativo definitivo rischia di rallentare decisioni di investimento su nuove piattaforme di veicoli elettrici, impianti per batterie e infrastrutture di ricarica ad alta potenza.

Flotte aziendali, tassello decisivo per il mercato

La proposta Ue sulle flotte aziendali potrebbe diventare uno strumento determinante per il ritmo della transizione. Se verranno fissati obiettivi vincolanti di quota di auto elettriche nelle flotte, accompagnati da incentivi fiscali mirati, il ricambio verso veicoli a zero emissioni potrebbe accelerare sensibilmente. Un aumento consistente delle immatricolazioni di auto elettriche aziendali avrebbe effetti sul mercato nel giro di pochi anni, generando un’offerta crescente di veicoli elettrici usati a prezzi più accessibili per i privati. Al contrario, un quadro troppo permissivo per ibridi plug-in e motori endotermici rischierebbe di ridurre la spinta verso la mobilità a zero emissioni, mantenendo più a lungo sul mercato auto a benzina e diesel con emissioni allo scarico significative.

Motore endotermico, tra ruolo di transizione e pressione climatica

Il possibile “ritorno” del motore endotermico nel dibattito europeo non significa un abbandono della rotta verso l’auto elettrica, ma piuttosto una ridefinizione del ruolo dei motori termici nella fase di transizione. L’ipotesi di mantenere dopo il 2035 veicoli con doppia propulsione o alimentati da e-fuel e biocarburanti viene sostenuta dai Paesi che temono una perdita di competitività industriale e occupazionale. Dall’altro lato, i governi più favorevoli alla piena elettrificazione dei trasporti insistono sul rischio di rallentare la riduzione delle emissioni di CO2 del settore, proprio mentre i dati di mercato mostrano una crescita costante delle immatricolazioni di auto elettriche e delle auto elettrificate nel loro complesso. Il compromesso che emergerà dal negoziato tra Commissione, Stati membri e Parlamento europeo definirà non solo il futuro del motore endotermico nel mercato europeo, ma anche la capacità dell’Unione di mantenere la leadership industriale nella nuova era della mobilità elettrica.

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