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A Honolulu compagnie petrolifere alla sbarra: sono responsabili del climate change

Intanto le big company del petrolio negli Usa vogliono puntare a più trivellazioni "sfruttando" la crisi ucraina

A Honolulu, nelle Hawaii, la città e la contea hanno intentato una causa alle compagnie petrolifere perché ritenute responsabili degli effetti dei cambiamenti climatici nella zona. La notizia storica è che queste accuse sono state accolte dal giudice Jeffrey Crabtree dell’Hawaii Circuit Court che ha respinto il tentativo di archiviazione della denuncia messo in atto da Chevron, Sunoco, ExxonMobil.

Secondo le accuse le industrie petrolifere hanno condotto per 10 anni una campagna di disinformazione per screditare la scienza climatica e per far credere che la produzione di combustibili fossili non danneggi il pianeta.

«A causa del cambiamento climatico, l’isola di Oahu, dove sorge Honolulu subirà gli effetti dell’innalzamento del livello del mare, con inondazioni sempre più gravi, perdita delle spiagge ed erosione costiera. Importante effetto negativo anche la perdita della fauna marina, la morte delle barriere coralline. Lo afferma l’Honolulu Board of Water Supply che ha utilizzato contro le compagnie petrolifere la legge statale hawaiana sugli illeciti, sostenendo che gli imputati “avevano il dovere di divulgare le informazioni che conoscevano e che hanno violato tale dovere”.

Intanto l’industria petrolifera Usa chiede più trivellazioni

Nel frattempo l’industria petrolifera statunitense sta utilizzando l’invasione dell’Ucraina per portare avanti ulteriori trivellazioni.
L’obiettivo è la “sicurezza energetica”, hanno affermato i lobbisti, sebbene i sostenitori dell’energia pulita ribattano che l’eolico e il solare forniscano una maggiore protezione dai mercati petroliferi in piena espansione. “Con la guerra che prosegue in Ucraina, la leadership energetica degli Stati Uniti è più importante che mai”, ha scritto su Twitter l’American Petroleum Institute, il potente gruppo di lobby del settore, con una foto che dice: “Scateniamo l’energia americana. Proteggi la nostra sicurezza energetica”.

Le richieste del settore si sono concentrate nell’andare contro i passi l’amministrazione Biden ha intrapreso per iniziare a frenare la produzione di combustibili fossili, il principale motore del cambiamento climatico.
Secondo la lobby l’amministrazione dovrebbe rilasciare i permessi per la perforazione su terreni federali, e andare avanti con l’affitto di più tratti per il petrolio e lo sviluppo offshore.

Redazione

Redazione giornalistica composta da esperti di clima e ambiente con competenze sviluppate negli anni, lavorando a stretto contatto con i meteorologi e i fisici in Meteo Expert (già conosciuto come Centro Epson Meteo dal 1995).

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