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Il Premio Asimov: grande tributo alla divulgazione scientifica

Il prestigioso riconoscimento vuole anche premiare l’amore profondo dei giovani verso la scienza

Il Premio Asimov: grande tributo alla divulgazione scientifica. L’evento, attesissimo, vede la partecipazione di moltissimi esponenti della saggistica in ambito scientifico. Il “Premio Asimov” è, infatti, un riconoscimento riservato ad opere di divulgazione e di saggistica scientifica particolarmente meritevoli. Esso ha quali protagonisti sia gli autori delle opere in gara che migliaia di studenti italiani, che decretano il vincitore con i loro voti e con le loro recensioni, a loro volta valutate e premiate. Scopo del Premio è quello di avvicinare i giovani alla cultura scientifica. Tutto ciò avviene attraverso la valutazione e la lettura critica delle opere in gara. Si tiene proprio in queste ore l’attesissimo annuncio del nome del vincitore. Un’iniziativa davvero meritevole, il Premio Asimov, che nasce dalla mente e dalla passione del fisico Francesco Vissani. L’abbiamo intervistato proprio in merito al suo lungo e appassionato lavoro di organizzazione del Premio.

Francesco, da dove nasce l’idea di istituire questo Premio?
L’idea mi è venuta cinque anni fa. Stavo lavorando alla coordinazione di un dottorato. Il mio grande cruccio era far sì che i giovani potessero prendere parte attiva all’interno della società. In particolare, sono stato ispirato dalla lettura di un libro, che mi ha mostrato come iniziative analoghe siano state portate avanti dalla Royal Society. Inizialmente istituito dal Gran Sasso Science Institute (GSSI) dell’Aquila, grazie alla collaborazione dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e di molte altre realtà scientifiche, il nostro Premio si qualifica oggi come riconoscimento di livello nazionale. Basti pensare che vi partecipano ben 13 regioni italiane. La commissione scientifica del “Premio Asimov” è a carattere multidisciplinare ed è costituita da docenti, ricercatori, scrittori e giornalisti provenienti dagli Istituti Superiori coinvolti nel progetto e da importanti realtà scientifiche e culturali nazionali tra cui INFN, CNR, Radio3Scienza, ALI e CICAP. Venerdì 15 maggio si tiene proprio l’annuncio del vincitore”.

Il Premo Asimov: numeri da capogiro. Un grande tributo alla divulgazione scientifica dedicato al famoso scrittore

I numeri di questa quinta edizione sono eclatanti. Cioè?
Oltre al numero di regioni italiane coinvolte, ben 13, basti citare le città coinvolte: 81. Abbiamo poi 136 scuole e 281 docenti. Il numero più sorprendente è sicuramente quello degli studenti iscritti al premio, che quest’anno ha superato quota 4000, doppiando il dato del 2019”.

La dedica è al grande Isaac Asimov. Perché questa scelta?
Il Premio Asimov, un grande tributo alla divulgazione scientifica, è intitolato allo scrittore Isaac Asimov, autore di un impressionante numero di opere di divulgazione scientifica oltre che di svariati romanzi e racconti. Isaac Asimov, nato il 2 gennaio di 100 anni fa, è considerato lo scrittore che più di ogni altro, grazie alle sue opere di grandissimo successo, ha fatto entrare la fantascienza nel novero della grande letteratura. Asimov testimonia un grande rispetto per la conoscenza e un amore per la scienza che non è certamente esclusivo. Senza alcuna barriera. Possiamo pensarlo, in una certa misura, come l’ultimo degli uomini rinascimentali. E poi, diciamolo, il suo nome suona in modo davvero simpatico”.

L’emergenza coronavirus ha fatto entrare il nostro riconoscimento tra i Premi “social”

Emergenza covid: cosa è cambiato per il vostro Premio?
Il Premio Asimov è diventato decisamente social. Questa quinta edizione del premio ha infatti offerto tante novità al pubblico. Il 2020 si è aperto con l’arrivo improvviso di un’emergenza che sta paralizzando il mondo, il Covid-19. Per le attività di divulgazione scientifica, l’arrivo del virus ha significato uno stop improvviso di festival, attività con le scuole e con il pubblico, portando alla riorganizzazione di molte iniziative programmate da tempo. Anche il Premio Asimov ha subito la stessa sorte, con un periodo di pausa forzato che ha peremsso al comitato organizzativo di riprogrammare le attività per il 2020. È proprio in queste fase così complicata, dove il distanziamento sociale e l’isolamento sono state le uniche armi per combattere il diffondersi del virus, che tutte le attività di divulgazione scientifica sono sbarcate sulle piattaforme online. Il Premio Asimov è entrato così nella famiglia dei Premi “social” ormai da qualche mese, con l’apertura dei profili Facebook, Instagram e Youtube. In particolare, attraverso il profilo Youtube è possibile vedere tanti contributi anche dal vivo sulle attività del Premio”.

La studentessa Sofia Polini in rappresentanza della regione Marche

Vissani: “La sensibilità dei giovani per la scienza è davvero profonda. Dovrebbero poter parlare di più in pubblico”

Quali sono state le difficoltà maggiori che ha incontrato nel corso di tutto questo lavoro?
Le difficoltà, in verità, sono state poche. Perché ci siamo accorti, strada facendo, che il Premio era necessario per il nostro Paese. Con l’impostazione del sistema culturale italiano, si è creata una barriera tra cultura scientifica e cultura umanistica. Ma è una barriera solo teorica. Perché la scienza, nella nostra quotidianità, ha un’importanza centrale. Alla fine, è stato come tirare le fila del tutto”.

Dall’altra parte, quali sono state le soddisfazioni più profonde?
La soddisfazione più grande è stato interagire con i ragazzi. Si parla spesso male della scuola e dei ragazzi. Quando ti confronti con loro, scopri che meno pregiudizi e più sentimento ci consentirebbero di fare molto. E, forse, di tornare ai tempi in cui l’Italia era un Paese davvero molto rispettato”.

Greta Thunberg è simbolo della difesa dell’ambiente. In base alla sua esperienza, qual è il grado di sensibilità che i nostri ragazzi hanno nei confronti dell’ambiente e, più in generale, della scienza?
La mia esperienza, da questo punto di vista, è ottima. I ragazzi hanno molto da offrire. L’anno scorso, quando abbiamo celebrato la cerimonia di premiazione finale, ho fatto un discorso conclusivo in cui parlavo proprio di questo. Del fatto, cioè, che io fatico a immaginare una Greta Thunberg italiana. Questa opinione è abbastanza comune. Come se i nostri giovani non potessero parlare in pubblico. Ma questo è sbagliato. Perché, anzi, i giovani hanno tanto da dire. Molto di più di quel che possiamo pensare”.

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Anna Maria Girelli Consolaro

Giornalista e conduttrice televisiva, Anna Maria dal febbraio 2010 lavora per Meteo Expert (già conosciuto come Centro Epson Meteo dal 1995). Sin dall’infanzia è profondamente interessata e attratta da tutto quel che riguarda la natura e l’ambiente. Per questo, tra le sue grandi passioni, ci sono gli sport all’aria aperta e i viaggi. La sua attività giornalistica è sempre stata dedicata al settore delle eccellenze italiane e, su questo tema, ha condotto oltre 20 trasmissioni televisive, di cui è stata anche autrice. Moderatrice di convegni e conduttrice di eventi, per circa dieci anni Anna Maria ha scritto sulle pagine venete del Corriere della Sera.

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