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E.ON e il progetto siciliano per salvare il mare tramite il ripristino della Posidonia oceanica

Ogni 7 minuti una prateria sottomarina grande come un campo di calcio scompare. Bisogna correre ai ripari

In un recente articolo abbiamo parlato del progetto Posidonia nato da una collaborazione tra zeroCO2 e Worldrise lanciato in occasione della Giornata Internazionale delle Foreste, il 21 marzo. A queste realtà dobbiamo aggiungere il proposito di E.ON uno dei principali operatori energetici presenti sul mercato: anche il progetto Energy4Blue è nato per supportare le iniziative volte al ripristino della Posidonia oceanica, la pianta marina che cresce solo nel Mediterraneo, fondamentale per l’equilibrio ecologico costiero, la difesa e il mantenimento della biodiversità della fauna marina. E.ON che collabora con l’UNESCO dal 2020 con il Decennio del Mare, punta a sostenere in modo concreto Save The Wave, un importante progetto di sensibilizzazione alla cittadinanza volto alla rigenerazione urbana e riforestazione della Posidonia oceanica. ll Decennio del mare è un progetto nato dall’impegno delle Nazioni Unite e dalla Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO il cui obiettivo è la salvaguardia di mari e oceani. L’iniziativa vuole porre al centro del dibattito pubblico l’importanza dell’ecosistema marino e per questo ha definito il decennio 2021- 2030 come il Decennio delle Scienze del Mare per lo Sviluppo Sostenibile.

 

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Purtroppo la Posidonia oceanica sta rischiando di scomparire a causa delle azioni dell’essere umano: inquinamento delle acque, eliminazione delle foglie morte dalle spiagge ma non solo. Il suo tasso di perdita a livello mondiale è dell’1-2% ma nel Mediterraneo arriva ben al 5%: praticamente ogni 7 minuti una prateria grande come un campo di calcio scompare. La sua perdita è particolarmente problematica anche perché il suo recupero richiede secoli. La Posidonia oceanica è una pianta marina con rizomi profondi, fiori, foglie e frutti che vive nelle zone costiere del Mediterraneo fino ad una profondità di circa 40 metri. È un vero polmone per l ’oceano: assorbe biossido di carbonio e rilascia ossigeno al doppio della velocità giornaliera rispetto alle foreste tropicali, oltre ad avere un talento eccezionale nel trattenere il carbonio sequestrato per secoli e millenni. L’ambiente che riesce a ricreare costituisce uno dei massimi livelli di sviluppo e complessità che può raggiungere un ecosistema marino. Piante simili si trovano in tutti i continenti ad esclusione dell’Antartide. Il carbonio accumulato negli anni da queste praterie si trova principalmente nel suolo e nei sedimenti anche fino a 4 metri di profondità.

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E.ON già attivo nella conservazione e innovazione in campo marino, ha contribuito in particolare alle iniziative per il ripristino della prateria di Posidonia oceanica nel golfo della città di Palermo, in Sicilia. Inizialmente sono state coltivate delle talee della pianta in alcune vasche, a partire dai semi. Successivamente attraverso ricerche specifiche, verrà individuata una zona idonea, in cui piantare questa nuova prateria. Una volta avvenuta la piantumazione, ci sarà una fase di monitoraggio, anche per studiare l’adattamento e la reazione della fauna marina: se il risultato sarà positivo, sarà possibile spostare il progetto in altre zone. È previsto anche il coinvolgimento della comunità locale, come pescatori ed esperti ma anche di molti studenti per i quali sono pensati dei percorsi educativi sull’importanza di questa pianta per la salute dei mari e della costa. “Per noi di E.ON è importante fare sistema e affiancare le persone e i territori per essere protagonisti e fautori del cambiamento di rotta necessario alla salvaguardia del Pianeta. In particolare verso le nuove generazioni, in un percorso volto ad accrescere la consapevolezza verso questi temi e generare un cambiamento positivo”.

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Stefania Andriola

Lavoro in redazione da febbraio 2010. Mi piace definirmi “giornalista, scrittrice e viaggiatrice”. Adoro viaggiare, conoscere culture diverse; amo correre, andare in bicicletta, fare lunghe passeggiate ma anche leggere un buon libro. Al mattino mi sveglio sempre con un’idea: cercare di aggiungere ogni giorno un paragrafo nuovo e interessante al libro della mia vita e i viaggi riempiono le pagine che maggiormente amo. La meteorologia per me non è solo una scienza ma è una passione e un modo per ricordarmi quanto siamo impotenti di fronte alle forze della natura. Non possiamo chiudere gli occhi e dobbiamo pensare a dare il nostro contributo per salvaguardare il Pianeta. Bastano piccoli gesti.

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