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Senza ghiaccio artico d’estate gli episodi di El Niño saranno più frequenti

La perdita completa della banchisa di ghiaccio che ricopre l’Artico durante l’estate, evento che potrebbe verificarsi prima del previsto, potrebbe provocare un’aumento della frequenza di episodi intensi di El Niño. L’effetto a cascata provocato dalla alterazione climatica globale, scatenato dalle emissioni antropiche, è ciò che gli scienziati faticano maggiormente a prevedere ed è ciò che preoccupa di più, proprio perché gli esiti sono spesso difficili da quantificare.

Il fenomeno del Niño si alterna ciclicamente con il suo opposto (La Nina), in uno dei grandi motori del clima globale che viene chiamato ENSO, ossia El Nino-Southern Oscillation. Durante una fase di El Nino, la temperatura dell’oceano Pacifico equatoriale aumenta: in questa fase lungo la costa delle Americhe e gran parte delle parti orientali del Pacifico tropicale le fredde acque di risalita vengono sostituite da acque più calde. Questo cambiamento ciclico, comporta una variazione anche dell’andamento climatico a livello Planetario. Nel Nord America, ad esempio, questo di solito si traduce in condizioni meteo più siccitose e più calde del solito nelle aree settentrionali e condizioni più umide nel sud.

Gli episodi di El Niño si verificano in genere ogni due o sette anni e possono durare da diversi mesi a più di un anno. Quest’anno stiamo assistendo ad un raro “Triplo tuffo” della Nina, il fenomeno opposto, che però dovrebbe indebolirsi entro la primavera del 2023 quando tornerà in una fase neutrale.

Secondo una ricerca, realizzata dall’Università di Albany e pubblicata su Nature, però, la frequenza di eventi di El Nino potrebbe aumentare addirittura del 35% entro la fine del secolo a causa della perdita totale di ghiaccio estivo della regione dell’Artico. E ricordiamo che gli esperti considerano la perdita completa del ghiaccio marino estivo nell’Artico ormai qualcosa di inevitabile.

el nino e ghiaccio artico
Fonte: Arctic sea-ice loss is projected to lead to more frequent strong El Niño events

In assenza di ghiaccio marino, infatti, aumenta il trasferimento di calore dall’oceano all’atmosfera e si intensifica il sistemi di bassa pressione nel Mare di Bering. Con pressione del livello del mare più bassa, aumenta la velocità del vento che può opporsi agli alisei, portando l’acqua calda del Pacifico occidentale verso est.

Un altro possibile meccanismo è che mentre l’Oceano Artico si riscalda perdendo la sua copertura di ghiaccio marino, le correnti oceaniche si indeboliscono da sud portando acqua calda dal Pacifico orientale verso l’Artico.

Insomma, in futuro è probabile che si verificheranno episodi di El Nino intensi più frequentemente, e questo non solo per l’aumento delle temperature globale – effetto già ipotizzato da molti studi – ma anche per la mancanza di ghiaccio marino artico durante le estati.

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Redazione

Redazione giornalistica composta da esperti di clima e ambiente con competenze sviluppate negli anni, lavorando a stretto contatto con i meteorologi e i fisici in Meteo Expert (già conosciuto come Centro Epson Meteo dal 1995).

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