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Non siamo abbastanza virtuosi: nemmeno il 10% della plastica utilizzata nel mondo viene riciclata

L'OCSE chiede un intervento mondiale e coordinato per far fronte a questo grave problema

Secondo il rapporto Global Plastics Outlook dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) non siamo molto bravi nel riciclo della plastica: meno del 10% di quella prodotta nel mondo viene riciclata. L’OCSE, istituita nel 1960, ha sede a Parigi e conta attualmente 38 membri; è un’organizzazione internazionale di studi economici per i Paesi membri, sviluppati, aventi in comune un sistema di governo di tipo democratico e un’economia di mercato. In base a quanto si legge nel documento, sui 460 milioni di tonnellate di plastica prodotte ad esempio nel 2019 nel mondo, la produzione di rifiuti si è stabilizzata intorno a 353 milioni di tonnellate. Solo il 9% dei rifiuti di plastica sono stati riciclati mentre il 19% sono stati inceneriti e circa 50% sono finiti in discariche controllate. Il restante 22% è stato abbandonato in discariche selvagge, bruciato a cielo aperto o gettato nell’ambiente.

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“Sebbene la plastica sia un materiale estremamente utile per la società moderna, la sua produzione e quella dei rifiuti continuano ad aumentare con un peggioramento degli impatti ambientali, nonostante le risposte politiche internazionali, nazionali e locali, nonché gli impegni del settore. L’urgente necessità di rendere più circolare il ciclo di vita della plastica richiede un’espansione delle politiche nazionali e una migliore cooperazione internazionale per mitigare gli impatti ambientali lungo tutta la catena del valore”. Il rapporto quindi sprona una risposta mondiale e coordinata per far fronte a questo grave problema che attanaglia il nostro Pianeta. La produzione globale di materie plastiche è cresciuta incessantemente negli ultimi decenni; l’entità del suo consumo nelle nostre società si traduce in un’elevata impronta di carbonio legata alla produzione, volumi di rifiuti importanti, inquinamento persistente e danni alla fauna selvatica e agli ecosistemi.

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WWFPlastic Free Foundation hanno commissionato all’Ipsos il primo sondaggio completo e globale sulla necessità di un trattato per affrontare l’inquinamento da plastica. L’indagine si è svolta a fine 2021 su oltre 20000 cittadini di età compresa tra i 17 e i 74 anni ed è stata pubblicata il 22 febbraio. Ne è emerso che in media circa il 90% delle persone intervistate in 28 Paesi ritiene che avere un “Trattato globale sulla plastica” sarebbe importante per affrontare efficacemente la crisi dell’inquinamento da plastica. L’85% desidera che produttori e rivenditori siano ritenuti responsabili del fine vita degli imballaggi in plastica. L’opinione degli italiani intervistati è tra le top ten: siamo al sesto posto con una percentuale del 94% degli intervistati a favore del trattato, dopo Messico (96%), Cina e Perù (95%).

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La crisi della plastica minaccia di sfuggirci di mano ed è giunto il momento che i governi di tutto il mondo se ne facciano carico proponendo una loro leadership. Migliaia di cittadini nel mondo hanno espresso la propria opinione. L’onere e l’opportunità spetta ora ai governi: adottare un Trattato globale sulla plastica che sia legalmente vincolante e stabilisca regole e regolamenti globali che affrontino l’intero ciclo di vita della plastica, in modo da poter eliminare l’inquinamento da plastica nell’ambiente entro il 2030. Non possiamo permetterci nulla meno” queste le parole di Marco Lambertini, Direttore Generale WWF International.
“Sappiamo che i cittadini sono estremamente preoccupati per l’inquinamento da plastica. Questo sondaggio è un chiaro invito, da parte di persone provenienti da ogni angolo del mondo, ai propri governi affinché agiscano subito” ha affermato Donatella Bianchi, Presidente di WWF Italia.

WWF #stopplasticpollution

Il WWF ricorda che l’Italia è stata tra i primi d’Europa a contrastare l’inquinamento da plastica vietando l’utilizzo di shopper di plastica per la spesa dal primo gennaio 2011, bandendo l’uso di sacchetti per gli alimenti di questo materiale dal 2018, dal primo gennaio 2019 l’utilizzo dei bastoncini di plastica e ovatta per usi igienici e da gennaio 2020 l’uso di microplastiche nella cosmesi da risciacquo. Al Governo italiano il WWF chiede di correggere le disposizioni introdotte nella normativa di recepimento della Direttiva comunitaria “SUP” l’intervento normativo dell’Unione Europea che dal 2021 ha vietato l’utilizzo di determinati prodotti in plastica monouso, rafforzando, come è stato chiesto dalla Commissione Europea, le misure che disincentivino il monouso e sostengano il ricorso a imballaggi riutilizzabili.

Oltre 2 milioni di persone in tutto il mondo hanno firmato la petizione del WWF chiedendo un trattato globale e oltre 100 aziende e più di 700 organizzazioni della società civile hanno sostenuto la richiesta di un trattato.

Stefania Andriola

Lavoro in redazione da febbraio 2010. Mi piace definirmi “giornalista, scrittrice e viaggiatrice”. Adoro viaggiare, conoscere culture diverse; amo correre, andare in bicicletta, fare lunghe passeggiate ma anche leggere un buon libro. Al mattino mi sveglio sempre con un’idea: cercare di aggiungere ogni giorno un paragrafo nuovo e interessante al libro della mia vita e i viaggi riempiono le pagine che maggiormente amo. La meteorologia per me non è solo una scienza ma è una passione e un modo per ricordarmi quanto siamo impotenti di fronte alle forze della natura. Non possiamo chiudere gli occhi e dobbiamo pensare a dare il nostro contributo per salvaguardare il Pianeta. Bastano piccoli gesti.

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