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I rifiuti come risorsa, una strada per fermare il sovrasfruttamento delle risorse naturali

Riciclare come buona pratica per diminuire il consumo di risorse naturali e aiutare l’ambiente

Oggi, 18 marzo 2020, si festeggia la terza edizione del “Global recycling day, la giornata mondiale del riciclo. Questa giornata, istituita dalla Global Recycling Foundation nel 2018, nasce per sensibilizzare la popolazione mondiale sullo spreco e il consumo di risorse naturali e per promuovere la pratica del riciclo.

I rifiuti riciclabili come “settima risorsa naturale”

Per risorsa naturale si intende ogni materia fisica, non prodotta dall’uomo, che trasformata e valorizzata è in grado di generare ricchezza economica. Il pianeta Terra produce costantemente risorse naturali e queste sono riassumibili in sei categorie: i minerali, l’acqua, l’aria, il gas naturale, il petrolio ed il carbone. L’uomo usa e consuma queste risorse per la produzione di beni di consumo che, al termine della propria vita generano dei rifiuti.

Attualmente siamo giunti al punto in cui il consumo di risorse naturali sta superando la velocità di produzione delle stesse, portandole in futuro a scarseggiare. Questa tendenza può essere rallentata considerando i rifiuti riciclabili come una settima risorsa. Dandogli il giusto valore è possibile diminuire il consumo di risorse naturali e al contempo combattere efficacemente l’inquinamento da rifiuti, portando benefici sia all’ambiente che a noi stessi.

Riciclare aiuta noi e l’ambiente

Gli effetti dell’inquinamento da rifiuti possono essere ben visibili, come nel caso delle “isole galleggianti”, vere e proprie isole costituite principalmente da rifiuti plastici che galleggiano negli oceani in balia delle correnti. Queste isole possono raggiungere anche dimensioni che variano dai 700.000 ai 10 milioni di km² come nel caso della “Great Pacific Garbage Patch” nell’Oceano Pacifico. Oppure possono essere microscopici, come nel caso delle microplastiche che si accumulano in acqua e che, dopo essere state ingerite dalla fauna acquatica, si ripresentano a noi sulle nostre tavole.

La riduzione della produzione e consumo di plastica sta prendendo piede già in diversi stati. La plastica è considerata uno dei grandi inquinanti del nostro secolo, ma ha un potenziale di riciclo rilevante: dopo averla differenziata e gettata è possibile ricavare, dalla sua lavorazione, panchine, parchi giochi, recinzioni, cartellonistica stradale, sedie, secchi, vasi per i fiori, maglie in pile e molti altri prodotti di uso comune.

Stesso destino può essere delineato per carta, alluminio, acciaio e vetro: con il riciclo di questi materiali, oltre a quello della plastica, è possibile non solo salvaguardare le foreste, i grandi polmoni verdi della Terra, ma anche recuperare energia che diversamente verrebbe impiegata nella lavorazione di materiale primario, riducendo sia l’inquinamento delle acque che quello atmosferico.  Il 6 novembre 2019 CONAI, il Consorzio Nazionale Imballaggi, ha presentato a Ecomondo il proprio report di sostenibilità. Da questo è emerso come nel 2018 grazie al solo riciclo degli imballaggi sia stato possibile generare un beneficio diretto del valore di 995 milioni di euro. Di questi, 412 milioni rappresentano il valore economico della materia recuperata dal riciclo, 29 milioni quello dell’energia prodotta da recupero energetico e 554 milioni quello dell’indotto economico generato. Oltre ai benefici economici, i benefici all’ambiente si possono misurare a partire dai 3 milioni e 971.000 tonnellate di CO2 non prodotta in un anno grazie al riciclo, che si traduce in un consumo di CO2 evitato pari a 113 milioni di euro annui.

Riciclo e biodiversità

Il continuo prelievo di materie prime in natura, atto a sostenere la richiesta globale, arreca un danno considerevole alla biodiversità. Ogni anno, nonostante la maggior parte delle piante abbattute per la produzione di carta e derivati provenga da appositi vivai, ettari ed ettari di foreste vengono abbattuti illegalmente, la denuncia arriva direttamente dal WWF. La deforestazione, in parte attuata anche per creare zone coltivabili, è una delle principali cause della perdita di biodiversità. Nella foresta del Gran Chaco, in Argentina, denuncia Greenpeace nel luglio 2019, l’alto tasso di deforestazione ha messo in serio pericolo la popolazione di giaguari, di cui ormai si contano solo pochi esemplari.

Biodiversità a rischio sulla terraferma ma non solo, numerose sono le specie acquatiche che devono fare i conti con i rifiuti, in questo caso plastici, presenti nei nostri mari. Una fra le tante è la tartaruga marina: si stima che l’80% delle tartarughe marine presenti nel Mediterraneo abbia ingerito della plastica, che in molti casi provoca occlusioni che portano poi alla morte dell’animale.

L’acidificazione delle acque si ripercuote sulla catena alimentare in ambiente acquatico influendo sull’impiego dei carbonati. L’aumento della concentrazione di carbonio porta allo scioglimento dei gusci calcarei delle conchiglie dei molluschi e del plancton calcareo, tra cui il fitoplancton che, essendo in grado di effettuare fotosintesi, è co-protagonista nella produzione di ossigeno; il fitoplancton è anche l’alimento dello zooplancton, a sua volta alimento di animali di dimensioni maggiori come pesci e balene.
Questi sono solo alcuni esempi possibili per rendere l’idea di quanto il riciclo dei rifiuti porti beneficio all’ambiente e alla biodiversità. I rifiuti sono la risorsa che permetterebbe, se riciclata, di contribuire alla tutela dell’ambiente e di ogni sua forma di vita.

Il riciclo nel quotidiano: #Ioriciclo e tu?

Negli ultimi anni, complice la grande opera di sensibilizzazione attuata dalle associazioni ambientaliste e dai movimenti pro ambiente messi in atto dalle giovani generazioni, sta prendendo sempre più piede il riciclo creativo grazie al quale, anche nel proprio piccolo, prodotti ormai da buttare prendono “nuova vita”. I prodotti riciclabili sono svariati, si va dal riciclo di pallet o bancali per realizzare panche e tavolini artigianali, al riciclo dei contenitori in polistirolo per la realizzazione di plastici e ambientazioni. Questo tipo di riciclo può essere anche un ottimo modo per educare i più piccoli a ridurre gli sprechi, insegnando loro l’importanza di non sprecare un bene che può essere riutilizzato divertendosi insieme, le idee per il riciclo creativo sono infinite e l’unico limite è dato dall’immaginazione!

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Claudio Delfoco

Claudio Delfoco è laureato in Scienze della Natura e si occupa di monitoraggio e conservazione della fauna, in particolar modo di canidi selvatici. Ha monitorato e studiato un branco di lupi in provincia di Savona (2014 - 2016) e più branchi di sciacallo dorato in Friuli Venezia Giulia (2017 - 2019). Dal 2015 partecipa a periodici censimenti e monitoraggi di lupo, lepre europea, capriolo e cervo in collaborazione con l’Università degli Studi di Pavia e, da ottobre 2019 ad oggi, collabora con Kosmos, museo di Scienze Naturali di Pavia.

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