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L’Università di Oxford taglia ogni legame con l’industria dei combustibili fossili

Tutti gli investimenti che verranno fatti d'ora in avanti seguiranno un approccio consapevole sulle tematiche climatiche

L’Università di Oxford ha ufficialmente deciso di annullare tutti gli investimenti nell’industria dei combustibili fossili. Tutti gli investimenti che verranno fatti d’ora in avanti, infatti, seguiranno un approccio consapevole sulle tematiche climatiche. L’Università, inoltre, richiederà ai gestori dei fondi delle prove dell’esistenza di piani aziendali ad impatto zero. Si tratta di una decisione che riflette i risultati la natura stessa dell’Università di Oxford, già leader globale nella ricerca scientifica in tema di clima e ambiente.

La decisione è stata votata dalla maggioranza degli stakeholders, inclusi l’Unione studentesca, altre organizzazioni studentesche, ricercatori accademici e l’OUem, ossia chi gestisce i fondi dell’università. In tutto si tratta di 3 miliardi di dollari di sovvenzioni. 

Il professore Louise Richardson, vice-rettore della Oxford University ha dichiarato: «Oxford è una università pioniera, a livello globale, in tematiche che vanno dalla ricerca ambientale alla scienza, dall’economica climatica fino alla realizzazione di modelli su biodiversità, utilizzo energetico e cambiamento climatico. Sono molto grato allo staff e agli studenti che hanno deciso di prendere questa nuova ed eccitante decisione, che io approvo caldamente».

Il professor Cameron Hepburn, direttore della Smith School of Enterprise and Environment, ha aggiunto: «Questo non è un mero processo di disinvestimento; si tratta di disinvestimento ma anche di impegno attivo volto ad accelerare il progresso verso le emissioni zero».

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Redazione

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