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Deforestazione: in 13 anni persi altri 43 milioni di ettari. Il report WWF [VIDEO]

Il nuovo report del WWF ha identificato e analizzato 24 principali "fronti di deforestazione"

Le foreste sono una delle risorse naturali più preziose al Mondo.

Mentre in molte città occidentali aumentano costantemente le iniziative per riforestare le aree densamente popolate, in alcuni Paesi -un tempo caratterizzati da vaste aree forestali- il fenomeno della deforestazione avanza a ritmo incessante.

Ad ulteriore prova della portata di questa problematica globale, il nuovo studio pubblicato dal WWF dal titolo “Fronti di deforestazione: cause e risposte in un mondo che cambia”, ha identificato e analizzato 24 principali fronti di deforestazione concentrati in 29 Paesi di Asia, America Latina e Africa; questi paesi custodiscono una superficie forestale di 377 milioni di ettari, circa un quinto della superficie forestale totale ricompresa nei paesi delle zone tropicale e sub-tropicale.

Il report riporta che: “tra il 2004 e il 2017 oltre il 10% della superficie forestale entro i confini dei 24 fronti di deforestazione è andato perduto, si tratta di circa 43 milioni di ettari. mentre quasi la metà della foresta ancora in piedi – circa il 45% – ha subito frammentazioni.”

Fronti di deforestazione . Fonte: WWF

 

Le cause 

L’attività agricola resta al primo posto, in America Latina ed Asia, tra cause della deforestazione. L’agricoltura non agisce in funzione di sé stessa, ma della domanda del mercato, in questi casi sia alla domanda mondiale che alla domanda dei mercati interni. Un’altra causa è la crescente espansione delle reti stradali, che collegano le zone di sfruttamento a quelle adibite all’esportazione e al rifornimento dei mercati interni. In alcuni paesi, la deforestazione è ancora collegata all’estrazione del legname (praticata sia legalmente che illegalmente), all’aumento degli insediamenti umani all’interno degli ecosistemi naturali e all’accaparramento dei terreni di proprietà pubblica nei luoghi in cui manca una governance nazionale capace di prevenire la speculazione.

Le risposte in un mondo che cambia

L’analisi prodotta dal report del WWF ha evidenziato che alcune risposte, date da interventi territoriali, hanno contribuito ad arrestare la deforestazione ma, proprio per la loro natura localizzata, non hanno evitato il trasferimento delle pressioni su altri ecosistemi (savana e prateria). Per interventi strutturali servirebbe una partecipazione più attiva dei soggetti a capo delle catene produttive che non sono ancora abbastanza significativi da incidere sugli impatti della produzione delle materie prime e dell’intera filiera. Si evidenzia ancora una volta la necessità di una azione strutturale combinata ad azioni locali.

Il ruolo dei cittadini di tutto il Mondo 

Il report evidenzia anche il possibile ruolo dei cittadini e delle abitudini di consumo. Riducendo i consumi di  carne e di prodotti contenenti le materie prime come la soia o l’olio di palma, e prediligendo quelli che dimostrano in etichetta una provenienza estranea alla deforestazione, si potrebbe favorire l’inversione di rotta e contrastare la deforestazione influenzando il mercato.

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La campagna #Together4Forests, ad esempio, ha portato all’attenzione di più di un milione di persone in Europa la possibilità di chiedere una nuova e ambiziosa legge dell’UE per tenere i prodotti legati alla deforestazione e alla distruzione della natura fuori dal mercato europeo e garantire che la produzione di questi prodotti non porti a violazioni dei diritti umani, compresi i quelli delle popolazioni indigene e delle comunità locali, affinché queste popolazioni possano trarre sostentamento dei propri territori e rafforzare il loro ruolo nella gestione delle foreste.

#Togheter4forest campaign

Il WWF chiede inoltre che il blocco della deforestazione venga riconosciuto come strategia per la lotta al cambiamento climatico, in quanto in molte aree la deforestazione è un fattore determinante nell’aumento delle temperature.

Redazione

Redazione giornalistica composta da esperti di clima e ambiente con competenze sviluppate negli anni, lavorando a stretto contatto con i meteorologi e i fisici in Meteo Expert (già conosciuto come Centro Epson Meteo dal 1995).

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