Clima ed energia 2025, “Italia in stand-by mentre il mondo cambia intorno a lei”. Il nuovo report di Italy for Climate
L’Italia come sta affrontando la transizione energetica e la lotta alla crisi climatica? I dati del 2025 analizzati da Italy for Climate e pubblicati nel settimo rapporto annuale della serie “I 10 key trend sul clima in Italia” forniscono un’immagine del Paese poco incoraggiante, tra emissioni di gas serra in lieve crescita e rinnovabili in frenata.
Emissioni di gas serra in leggero aumento, rinnovabili in frenata, dipendenza energetica dalle importazioni di combustibili fossili ancora fra le più alte in UE. Dopo i segnali positivi degli anni precedenti, nel 2025 l’Italia si è fermata, rendendo più arduo il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione al 2030 e il miglioramento della propria autonomia energetica. Germania, Spagna e Francia intanto avanzano.
Questa è, in sintesi, la fotografia più recente del nostro Paese scattata da Italy for Climate (I4C, iniziativa per il clima di Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile) con la nuova edizione de “I 10 key trend sul clima in Italia”: il report che attraverso l’analisi di dieci indicatori chiave consente di monitorare il percorso del Paese verso la transizione energetica e il suo impegno nella lotta al cambiamento climatico.
Crisi climatica: il 2025 è stato il quarto anno più caldo dalla metà del secolo scorso, oltre 2300 gli eventi estremi
Secondo i dati forniti da Meteo Expert, con una temperatura media di 13,6°C, il 2025 è stato per l’Italia il quarto anno più caldo dal 1950, preceduto in classifica da 2023 (13,7°C), 2022 (13,8°C) e dall’anno record 2024 (13,9°C). In 75 anni, la temperatura media dell’aria a due metri dal suolo è aumentata di circa 2°C (+0,26°C per decennio): un riscaldamento molto importante, trainato soprattutto dal trend estivo e da quello invernale. L’European Severe Weather Database ha inoltre restituito un numero complessivo di 2300 eventi estremi, il doppio rispetto al dato del 2019, con grandinate più frequenti rispetto a quelle registrate nel 2024, e un numero record di tornado.

Emissioni di gas serra: +0,2%
Per riuscire a raggiungere gli obiettivi europei di decarbonizzazione al 2030, a partire dal 2023 il nostro Paese avrebbe dovuto tagliare ogni anno quasi 20 milioni di tonnellate di gas serra. Nel 2023, il taglio è stato di oltre 27 milioni di tonnellate, secondo le stime preliminari di ISPRA ed ENEA riportate nel quinto rapporto annuale di I4C: circa il 6,5% di emissioni in meno rispetto all’anno precedente, una riduzione mai così elevata dall’anno base 1990, se si escludono il 2009, il 2013 e il 2020, anni di recessione economica. Nel 2024, l’Italia è riuscita a ridurre le emissioni solo del 2,3%, iniziando a rallentare il passo verso i target del 2030. Con +0,2% di emissioni rispetto all’anno precedente, nel 2025 l’Italia si è fermata, anzi, ha invertito leggermente la rotta: il 2025 è stato “un ulteriore anno perso per la decarbonizzazione del Paese”.
Rinnovabili elettriche: 7,2 GW di nuova potenza
Sulla scia dei risultati incoraggianti dell’anno precedente, nel 2023 l’Italia ha registrato l’installazione di un elevato numero di nuovi impianti, prevalentemente fotovoltaici. Grazie al solare, nel 2024 il Paese è riuscito a migliorare ulteriormente la sua crescita, installando 7,5 GW di nuovi impianti. Nel 2025 il settore delle rinnovabili elettriche ha registrato l’installazione di 7,2 GW di nuova potenza, “una dato ancora significativo, che evidenzia però una frenata per il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione e di miglioramento della nostra autonomia energetica. L’Italia resta il fanalino di coda in UE: la Germania ha installato oltre 23 GW, la Spagna quasi 11 GW, la Francia 8 GW”.
Produzione elettrica da rinnovabili: solare + 25% , ma niente sorpasso sulle fonti fossili
La tendenza positiva iniziata nel 2023 e fortemente rafforzata nel 2024 aveva acceso la speranza che nel 2025 avremmo assistito allo storico sorpasso delle fonti rinnovabili sulle fonti fossili. Purtroppo non è andata così. Come mostrato nel report di I4C pubblicato l’anno scorso, grazie alla forte ripresa dell’idroelettrico e del fotovoltaico, nel 2024 le fonti rinnovabili hanno contribuito a produrre il 49% dell’energia elettrica, un valore record. Nel 2025, la notevole crescita di produzione elettrica da fotovoltaico (+25%) ha compensato il calo dell’idroelettrico, ma non è stata tale da riuscire a migliorare il dato complessivo dell’anno precedente. La produzione di elettricità da fonti rinnovabili dell’Italia si è così fermata al 48%.
Dipendenza energetica dalle importazioni di combustibili fossili: 74%
La crescita delle fonti rinnovabili del 2023 e del 2024 ha permesso di ridurre la dipendenza energetica dell’Italia dall’estero. Nel 2024, la dipendenza del nostro Paese dall’importazione di energia ha raggiunto il suo minimo storico, attestandosi a 72%, ma nel 2025 è di nuovo aumentata, portandosi al 74%. A causa dell’importazione dei combustibili fossili, l’Italia è ancora oggi tra i Paesi europei con la più elevata dipendenza energetica dall’estero, dipendenza che “ci è costata, secondo le stime dell’UNEM, 53 miliardi di € solo nel 2025. Sul fronte dei partner commerciali, gli USA sono la novità del 2025: in un solo anno sono balzati al 3° posto tra i Paesi da cui più dipendiamo per l’energia (dopo Algeria e Azerbaigian) e sono diventati anche l’unico Paese da cui dipendiamo per tutti i combustibili fossili”.
Qualche segnale positivo: carbone al minimo storico, auto elettriche, pompe di calore e sistemi di accumulo in crescita
Oltre al boom del solare, nel 2025 sono giunti segnali positivi anche da altri fronti. Il contributo del carbone alla domanda nazionale di elettricità, ad esempio, ha raggiunto il minimo storico (1%), decretando la fine della fonte di energia più climalterante e inquinante. Il mercato delle auto elettriche e delle pompe di calore ha registrato una buona ripresa, dopo la frenata del 2024. Le batterie associate agli impianti fotovoltaici, impiegate per accumulare l’energia in eccesso prodotta durante le ore di luce, hanno raggiunto il ragguardevole numero di 884mila unità, pari ad una potenza installata complessiva di ben 5,5 GW.
Tuttavia, il ritratto del nostro Paese che l’analisi di Italy for Climate ha dipinto non è nel complesso incoraggiante: in sostanza, nel 2025 l’Italia è rimasta in stand-by, una condizione di inerzia che, purtroppo, ha un costo non solo sul piano economico, ma anche sul piano competitivo, della sicurezza energetica e, naturalmente, del rischio climatico.
Questi ultimi anni hanno ribadito con chiarezza che senza sicurezza energetica non c’è sicurezza economica. E l’unica strada possibile per un Paese come il nostro non è scambiare le tessere del puzzle dei nostri fornitori di combustibili fossili, ma eliminare progressivamente queste tessere, puntando sulla decarbonizzazione e sulla transizione energetica come elementi centrali di una strategia nazionale di rilancio industriale basata sulle tecnologie del futuro.
Andrea Barbabella, Responsabile scientifico di Italy for Climate