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Crisi climatica: senza un cambio di rotta, per l’uomo la vita ai Tropici diventerà impossibile

Le condizioni climatiche potrebbero diventare insostenibili con l'impossibilità di termo-regolazione da parte del corpo umano

La crisi climatica in atto sta determinando anche l’estremizzazione del caldo con impatti devastanti sulla salute umana. Un nuovo studio pubblicato su Nature, e condotto dai ricercatori dell’Università di Princeton, svela uno scenario drammatico: se i governi non dovessero porre un freno all’escalation delle emissioni di gas serra e al riscaldamento globale, le regioni tropicali sarebbero luoghi non più adatti alla vita  per l’uomo.

Il 40% della popolazione mondiale vive in zone tropicali

L’aumento del calore e dell’umidità potrebbero dunque mettere a rischio una parte non indifferente della popolazione mondiale che si ritroverebbe ad affrontare condizioni ambientali potenzialmente letali. Le zone che si trovano nella fascia tropicale rischiano così di trasformarsi in un ambiente che potrebbe raggiungere “il limite dell’adattamento umano”. Circa il 40% della popolazione mondiale, infatti, vive attualmente in Paesi tropicali, e questa percentuale è destinata ad aumentare entro il 2050 a causa dell’aumento demografico nella regione.

Ai Tropici il corpo potrebbe non riuscire più a termo-regolarsi

L’uomo è in grado di regolare il proprio calore corporeo grazie a un “bilanciamento” effettuato dalla pelle verso la temperatura e l’umidità dell’aria circostante. La temperatura interna si attesta in modo abbastanza stabile intorno ai 37°C e la nostra pelle, più fresca, consente al nostro corpo, grazie alla sudorazione, di termoregolarsi. Se la temperatura del bulbo umido supera i 35°C, non ci sono le condizioni affiché il corpo possa termoregolarsi con con conseguenze potenzialmente mortali. Il bulbo umido è la temperatura alla quale la massa d’aria è satura di vapore (100% umidità relativa) e in altre parole dà un’indicazione dell’umidità assoluta nell’ambiente. Se un ambiente caldo è troppo umido, insomma, diventa sempre più difficile la termoregolazione del corpo umano.

Condizioni di vita impossibili da sostenere potrebbero svilupparsi ai tropici anche prima di arrivare alla soglia di 1,5°C. Anche solo un aumento di 1°C di aumento della temperatura del bulbo umido corrisponderebbe a un rialzo di diversi gradi delle temperature. Tra le conseguenze di questo aumento termico ci sarà la migrazione di intere popolazioni verso aree meno calde e umide con effetti a ripetizione a livello geo-politico.

Judith Jaquet

Mi sono laureata con lode in Letterature straniere, indirizzo in Scienze della Comunicazione, con una Tesi in Linguistica generale, presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Sono iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Lombardia (Albo dei professionisti) dal 2008, dopo aver frequentato il Master in Giornalismo Campus Multimedia dello Iulm. Lavoro nella redazione di Meteo Expert dal 2011 e mi occupo della gestione dei contenuti editoriali sul web e sui social network. Conduco le rubriche di previsioni meteo in onda sui canali Mediaset e sulle principali radio nazionali.

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