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Giornata Nazionale degli Alberi, l’allarme degli esperti: le foreste non sono mai state così in pericolo

Il 21 novembre si celebra la Giornata Nazionale degli Alberi, istituita nel 2013 dal Ministero dell’Ambiente con l’obiettivo di promuovere la tutela dell’ambiente, la riduzione dell’inquinamento e la valorizzazione degli alberi in città.

In vista di questa importante giornata arriva un campanello di allarme. A suonarlo sono gli esperti del PEFC Italia, (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes), l’ente normatore della certificazione di gestione del patrimonio forestale: cambiamenti climatici, incendi, abbandono e illegalità, avvertono, stanno mettendo a rischio in modo irrimediabile le foreste nel mondo ed è necessario porvi rimedio prima che sia troppo tardi.

A cancellare ogni dubbio, come sempre, sono i dati. Secondo quelli raccolti dall’Agenzia Spaziale Europea nell’agosto 2019 ci sono stati quasi cinque volti più incendi rispetto all’agosto 2018. La missione Copernicus Sentinel-3 ha infatti registrato 79.000 incendi, contro i 16.000 rilevati nello stesso periodo dell’anno scorso.

Incendi Alberi Foresta amazzonia
Gli incendi in Amazzonia. Foto ANSA

Quasi la metà dei roghi è stata registrata in Asia (il 49%); sul podio anche il Sud America con il 28 per cento e l’Africa con il 16%. A seguire, gli incendi divampati in Nord America, Europa e Oceania. Proprio quest’ultimo continente, dove la stagione più calda è solo all’inizio, si è trovato ad affrontare negli ultimi giorni un’emergenza incendi senza precedenti che sta sconvolgendo l’Australia.

«L’esplosione di incendi nel 2019 mette tutto il mondo di fronte alla necessità di prendere subito decisioni rapide e azioni concrete per porre un freno alle fiamme che stanno radendo al suolo i polmoni verdi del pianeta», avverte la presidente del PEFC Italia, Maria Cristina D’Orlando. E sottolinea che, nella preoccupante situazione in cui versano le foreste nel mondo, l’uomo ha colpe importanti.
«Le cause di questi fenomeni sono le più disparate – spiega D’Orlando -, ma il ruolo dell’uomo è decisivo. I cambiamenti climatici hanno infatti reso la stagionalità imprevedibile e i fenomeni atmosferici più rari, improvvisi e drastici: le piogge, ad esempio, tendono sempre più a concentrarsi in brevissimi periodi e la loro violenza provoca frane e alluvioni».

Le conseguenze sono già evidenti, e sono gravissime, nel nostro Paese e in tutto il mondo: «gli incendi e le tempeste sono più frequenti ed intensi, come è accaduto nel caso di Vaia in Italia nell’ottobre 2018. Le foreste, inoltre, sono particolarmente esposte ai cambiamenti climatici perché le piante hanno cicli di vita che spesso superano i 100-150 anni e quindi quelle che ora sono adulte sono nate in un clima diverso».

Non è solo con i cambiamenti climatici che l’uomo influisce sulle condizioni delle foreste: le aree danneggiate dal fuoco spesso sono anche colpite da deforestazione e abbandono. Nell’Amazzonia brasiliana il disboscamento è cresciuto in modo vertiginoso nell’ultimo anno, segnando quasi un +100% nei primi otto mesi del 2019. L’Istituto nazionale per le ricerche scientifiche ha rivelato che, nel solo mese di agosto, questa foresta ha perso 1700,8 km quadrati. In Italia invece la superficie forestale è fortemente aumentata dagli anni 60, ma contemporaneamente i boschi e le aree interne sono state completamente abbandonate senza più nessuno che le gestisca.

Un altro elemento che mette seriamente a rischio le foreste è il traffico illegale di legno, avverte il segretario nazionale del PEFC Italia, Antonio Brunori. «Stando agli ultimi dati Interpol», spiega Brunori, il traffico illegale del legno «assicura al crimine organizzato internazionale un fatturato tra i 30 e i 100 miliardi di euro ogni anno, un giro d’affari secondo solo al commercio di droga e superiore anche al traffico di rifiuti e di fauna selvatica. E l’Italia è coinvolta, suo malgrado, nelle attività di importazione illegale di legno, nonostante la recente direttiva UE 995/2010 che obbliga le aziende a conoscere l’origine del legname».
«Come PEFC – sottolinea il segretario – stiamo lavorando da anni in tutto il mondo per sensibilizzare aziende e consumatori su questi temi: l’acquisto di legno, carta e altri prodotti certificati rappresenta la massima garanzia della loro origine legale e sostenibile, perché la certificazione forestale è strumento di mercato basato sull’etica e sulla trasparenza».

giornata alberi
Foto: PEFC Italia
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Valeria Capettini

Sono nata a Milano nel 1991 e sono da sempre appassionata di giornalismo e scrittura. Dal 2016 lavoro con Meteo Expert, un’esperienza che mi ha insegnato tanto e che mi ha permesso di avvicinarmi all’affascinante mondo della meteorologia e della climatologia, offrendomi l’eccezionale opportunità di lavorare fianco a fianco con alcuni dei maggiori esperti italiani in questo settore. Dopo essermi diplomata al liceo classico, nel 2014 mi sono laureata in Lettere moderne con una tesi sul Giornalismo e sul ruolo dei social media in questo mondo. Nel 2017 mi sono laureata in Comunicazione per l’impresa, i media e le organizzazioni complesse con una tesi sulla brand personality.

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