Inquinamento

Smog in Val Padana, come siamo messi a Torino, Milano e Venezia?

Da inizio anno il valore limite di giorni con Pm10 oltre la soglia è stato già abbondantemente superato

La Val Padana è una delle zone più inquinate d’Italia. Nelle città di Torino, Milano e Venezia i superamenti della soglia limite di PM10 da inizio anno è più alto rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, ma il trend degli ultimi anni mostra un calo graduale. Nella pianura padana, si sa, è particolarmente facile che gli inquinanti abbiano concentrazioni alte. Questo perché la configurazione geografica e le caratteristiche meteo-climatiche del bacino padano favoriscono la diffusione e l’accumulo di PM10, PM2.5, NO2 e di Ozono, specie in condizioni di stabilità atmosferica.

Livelli di NO2 tra gennaio e aprile 2019. Fonte ESA

Le condizioni più favorevoli al permanere di situazioni di inquinamento da particolato si manifestano soprattutto nella stagione invernale, in presenza di particolari condizioni meteorologiche: alta pressione, elevata stabilità atmosferica, prolungata inversione termica, venti deboli e assenza di precipitazioni.
Quando la colonna d’aria sopra la nostra testa esercita un peso maggiore, come capita appunto nelle giornate di alta pressione, l’umidità e le tante particelle contenute nell’atmosfera vengono premute verso il basso e costrette a rimanere concentrate in prossimità del suolo, dove quindi inevitabilmente la qualità dell’aria, giorno dopo giorno, peggiora.

Smog, superamenti di PM10: 2018 e 2019 a confronto a Torino, Milano e Venezia

A Torino, Milano e Venezia, dal primo gennaio fino a metà ottobre di questo 2019, i superamenti della soglia limite di PM10 sono superiori a quello registrati nello stesso periodo dell’anno scorso. Quest’anno si contano 57 superamenti a Milano contro i 39 dell’anno scorso. A Venezia la soglia di 50 mcg/mc è stata superata 50 volte da inizio anno contro le 39 volte dell’anno scorso. Anche a Torino i superamenti del 2019 sono attualmente più alti rispetto all’anno scorso: 56 superamenti contro i 48 del 2018. In tutte e tre i capoluoghi del bacino padano, dunque, è stata superata abbondantemente il numero limite annuale di superamenti, stabilito per legge a 35 volte. Questo, ovviamente, è solo uno dei parametri utilizzati per monitorare l’andamento della qualità dell’aria.

Numero superamenti PM10 Torino Milano Venezia
1/01/2018 – 15/10/2018 48 39 39
1/01/2019 – 15/10/2019 56 57 50

Dati Arpa regionali

Allargando lo sguardo agli ultimi anni la tendenza mostra invece una progressiva riduzione dei livelli di PM10.  Secondo il rapporto sulla qualità dell’aria 2018 stilato da Arpa Lombardia, le concentrazioni annuali di PM10 in Lombardia dal 2005 al 2018 si sono ridotte mediamente del 34 per cento permettendo alla Regione Lombardia di rientrare entro i limiti europei. Anche in Piemonte, si legge nel bollettino della Regione, nel corso del periodo 2003 – 2015, a livello regionale, le concentrazioni medie annue di PM10 risultano progressivamente ridotte. La stessa tendenza si osserva in Veneto dove, secondo la relazione annuale dell’Arpa, dal 2005 si osserva una visibile riduzione delle concentrazioni medie di PM10 fino al 2010.

 

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Silvia Turci

Ho conseguito una laurea specialistica in Comunicazione per l’Impresa, i media e le organizzazioni complesse all’Università Cattolica di Milano. Il mio percorso accademico si basa però sullo studio approfondito delle lingue straniere, nello specifico del francese, inglese e russo, culminato con una laurea triennale in Esperto linguistico d’Impresa. Sono arrivata a Meteo Expert (già conosciuto come Centro Epson Meteo dal 1995) nel 2014 e da allora sono entrata in contatto con la meteorologia e le scienze del clima: una continua scoperta che mi ha fatto appassionare ogni giorno di più al mio lavoro.

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