Clima
Fertilità maschile a rischio per il gran caldo: l’allarme di Fondazione Foresta al congresso nazionale di andrologia
I recenti dati ISTAT confermano l’ennesimo minimo storico della natalità italiana. Lo stress termico influisce su concentrazione e motilità degli spermatozoi
L’estate 2026, la più calda in Italia dal 1950 secondo il CNR, ha messo sotto pressione la fertilità maschile e, di riflesso, i tassi di natalità. Al 16° Congresso della Società Italiana di Andrologia e Medicine della Sessualità (SIAMS) di Modena, la Fondazione Foresta di Padova ha presentato le basi biologiche dello stress termico: temperature elevate e prolungate abbassano concentrazione e motilità degli spermatozoi, interrompendo la spermatogenesi per salvaguardare il DNA da possibili mutazioni. Gli studi del professor Carlo Foresta hanno mostrato che il rischio è più alto in presenza di varicocele, obesità o esposizione professionale a fonti di calore.

Il caldo intenso e prolungato coinvolge tanti aspetti della salute
L’estate appena terminata ha segnato un nuovo record: per la prima volta nella serie storica, luglio e agosto si sono succeduti come i mesi più caldi mai registrati. Quando il caldo diventa intenso e prolungato, coinvolge anche aspetti della salute meno immediati, a partire dalla fertilità maschile. I testicoli sono collocati all’esterno del corpo proprio per restare alcuni gradi sotto la temperatura interna: è la condizione necessaria perché produzione e maturazione degli spermatozoi procedano correttamente. Se l’esposizione al calore si protrae o si ripete, i meccanismi naturali di termoregolazione possono non bastare e la spermatogenesi ne risente.

Dati ISTAT: natalità ai minimi storici
I recenti dati ISTAT confermano l’ennesimo minimo storico della natalità italiana. In questo quadro non si può escludere che il caldo estremo, agendo sulla fertilità maschile, contribuisca insieme a fattori socio-economici, invecchiamento, stili di vita e inquinamento, a ridurre ulteriormente i tassi di nascita.

“È bene essere chiari: una singola giornata torrida non rende un uomo infertile. Il problema si pone quando l’esposizione è intensa, si ripete o dura a lungo, soprattutto se si aggiunge a condizioni che rendono più difficile disperdere il calore, come il varicocele, l’obesità o un lavoro svolto vicino a fonti termiche. Il testicolo è sì capace di termoregolazione, ma oltre una certa soglia la spermatogenesi viene abortita per evitare danni al DNA indotti dallo stress termico, e quindi il rischio di trasmissione di mutazioni all’eventuale prole” ha dichiarato il professor Carlo Foresta, presidente di Fondazione Foresta ETS. “

Una dimostrazione particolarmente chiara arriva dallo studio longitudinale del 2013 condotto dal gruppo padovano su 10 volontari sani con parametri seminali normali. Per 3 mesi i partecipanti hanno effettuato 2 saune settimanali di quindici minuti a 80-90 °C: una condizione sperimentale più estrema di una normale giornata estiva, scelta proprio per evidenziare l’effetto biologico. La temperatura scrotale media è salita da 34,5 a 37,5 °C; al termine del periodo la concentrazione spermatica è scesa da 89 a 31 milioni/ml, il numero totale da 223 a 93 milioni e la motilità progressiva dal 58 al 36 %. Le analisi nucleari hanno inoltre mostrato alterazioni nella sostituzione istone-protamina e nella condensazione della cromatina, cioè nel meccanismo che protegge il patrimonio genetico paterno.

In un altro lavoro pubblicato nel 2019, lo stesso gruppo ha studiato il gene E2F1, coinvolto nella divisione e nel differenziamento cellulare. Su 540 uomini, variazioni del numero di copie del gene sono state rilevate in 12 dei 343 soggetti infertili e in nessuno dei 197 controlli. Negli esperimenti cellulari il calore aumentava l’espressione di E2F1, con risposta più marcata nelle cellule che ne possedevano un maggior numero di copie. Questi dati suggeriscono un’interazione tra predisposizione genetica e ambiente e aiutano a spiegare perché alcune persone risultino più sensibili allo stress termico.

Ai risultati sperimentali si sono aggiunti dati di popolazione. Uno studio del 2026 su 5.114 uomini ha collegato temperature percepite più elevate nei 90 giorni precedenti il prelievo a una minore motilità progressiva e totale degli spermatozoi. Una ricerca precedente del 2022, basata su 4.912 campioni di banca del seme, aveva già associato la variabilità termica nello stesso intervallo a una riduzione del numero di spermatozoi.

“Dopo un’estate come questa, il rapporto fra ambiente e salute riproduttiva diventa molto concreto. Dobbiamo tradurre ciò che sappiamo in comportamenti sensati per le coppie, in una maggiore tutela di chi lavora al caldo e in un ricorso appropriato alla valutazione andrologica. Occorre informare senza allarmare, perché il rischio esiste ma deve essere letto insieme alla storia e alle condizioni di ciascuna persona” ha commentato la professoressa Linda Vignozzi, Presidente SIAMS.

Cinque indicazioni pratiche da parte degli esperti
Le precauzioni coincidono in gran parte con quelle già consigliate contro le ondate di calore. Per chi cerca una gravidanza, presenta fattori di rischio aggiuntivi o è esposto professionalmente al caldo, alcune attenzioni in più possono fare la differenza. Gli esperti consigliano di:
• Favorire la dispersione del calore: bere regolarmente, cercare ambienti freschi, fare pause all’ombra o in locali climatizzati e usare docce fresche. Evitare di applicare ghiaccio direttamente sulla cute scrotale
• Non accumulare fonti di calore: nei periodi più caldi, soprattutto se si cerca un figlio, è opportuno limitare saune frequenti, bagni molto caldi, idromassaggi prolungati e dispositivi che restano a lungo vicino all’inguine
• Indossare abiti comodi: biancheria e pantaloni non troppo aderenti, in tessuti traspiranti, aiutano la termoregolazione, soprattutto nelle giornate afose o quando si sta seduti a lungo
• Tutelare i lavoratori più esposti: cuochi, addetti a forni e fonderie, operai all’aperto e altre categorie a rischio devono poter contare su pause in aree fresche, acqua disponibile, rotazione dei compiti e valutazione del medico competente
• Considerare il quadro complessivo: varicocele, obesità e recenti episodi febbrili possono amplificare lo stress termico; fumo e alcol aggiungono un danno ossidativo autonomo
• Non accumulare fonti di calore: nei periodi più caldi, soprattutto se si cerca un figlio, è opportuno limitare saune frequenti, bagni molto caldi, idromassaggi prolungati e dispositivi che restano a lungo vicino all’inguine
• Indossare abiti comodi: biancheria e pantaloni non troppo aderenti, in tessuti traspiranti, aiutano la termoregolazione, soprattutto nelle giornate afose o quando si sta seduti a lungo
• Tutelare i lavoratori più esposti: cuochi, addetti a forni e fonderie, operai all’aperto e altre categorie a rischio devono poter contare su pause in aree fresche, acqua disponibile, rotazione dei compiti e valutazione del medico competente
• Considerare il quadro complessivo: varicocele, obesità e recenti episodi febbrili possono amplificare lo stress termico; fumo e alcol aggiungono un danno ossidativo autonomo