ApprofondimentiClimaPrimo Piano

Agricoltura italiana sotto stress: oltre il 60% del territorio in siccità con raccolti decimati

Da Nord a Sud si registra una crisi acuta: le situazioni più critiche vengono segnalate per mais, riso, pascoli, soia, ortaggi, uva, olive e frutta

L’estate 2026 continua a mettere in ginocchio le campagne italiane. Secondo le stime di Coldiretti basate sulle mappe di Copernicus, oltre il 60% del territorio nazionale è colpito da condizioni di siccità, tra allerta lieve, moderata e grave. Il caldo record e la scarsità di piogge stanno colpendo tutte le filiere, mettendo sotto pressione le campagne con danni che si estendono ormai dal Nord al Centro e al Sud. Le situazioni più critiche vengono segnalate per mais, riso, pascoli, soia, ortaggi, uva, olive e frutta.

Foto di beauty_of_nature da Pixabay

Da Nord a Sud si registra una crisi acuta

In Piemonte la situazione resta particolarmente critica, con un forte deficit di precipitazioni e riserve idriche inferiori del 30% rispetto alla norma. Sono in difficoltà riso, mais, ortofrutta, noccioleti, prati e pascoli, con Coldiretti che torna a chiedere un’accelerazione sul piano degli invasi per garantire l’acqua necessaria alle colture e l’attivazione dello stato di calamità, così come la Liguria. In Lombardia e nelle aree risicole del bacino del Po, il dimezzamento della disponibilità di acqua continua a preoccupare le aziende, mentre il mais e le colture estive soffrono sempre più lo stress idrico con perdite in alcune zone fino al 70%. Allarme anche per le zucche nel Mantovano.

Foto di Alicja da Pixabay

Nel Veneto e in Emilia-Romagna cresce il ricorso all’irrigazione, con un forte aumento dei costi aziendali, mentre restano sotto osservazione pomodoro, soia, barbabietole e foraggi. A pesare è anche la risalita del cuneo salino. Nel Centro il caldo continua a penalizzare ortaggi, frutta, oliveti e vigneti, mentre al Sud e nelle Isole soffrono ortaggi e pomodori, con il rischio di un calo delle rese.

Foto di Andreas da Pixabay

All’emergenza siccità si affianca quella degli incendi

In Sardegna i roghi hanno interessato migliaia di ettari di pascoli e colture, provocando la perdita di animali, alveari, foraggi e strutture aziendali. Dall’inizio dell’anno sono già andati in fumo quasi 75.000 ettari di boschi e terreni, secondo l’analisi Coldiretti su dati Effis, il Sistema europeo di informazione sugli incendi boschivi.

Foto di Patou Ricard da Pixabay

Stress termico per gli animali e costi in aumento

Nelle stalle lo stress termico ha già ridotto la produzione di latte del 20%. Gli allevatori stanno usando ventilazione forzata e sistemi di raffreddamento, con un aumento dei costi energetici, a partire da quello del gasolio agricolo necessario all’attivazione dei sistemi di irrigazione. Con la necessità di garantire acqua alle colture in crisi, sono aumentati considerevolmente gli interventi di soccorso. La nuova crisi di Hormuz ha riportato in alto i prezzi con un aumento di quasi 30 centesimi al litro rispetto a inizio luglio, secondo l’analisi Coldiretti su dati della Camera di Commercio di Milano. Se l’annuncio dei negoziati aveva riportato le quotazioni a 1,16 euro al litro dopo il picco di 1,49, il riaccendersi della guerra ha visto schizzare nuovamente in alto i listini, ora a 1,44 euro. Dall’avvio del conflitto in Iran, il prezzo è salito di quasi il 70%.

Foto di Albrecht Fietz da Pixabay

Serve agire con urgenza

La situazione conferma l’urgenza di investire nella realizzazione di un piano nazionale degli invasi dotati di sistemi di pompaggio in grado di produrre energia elettrica. Coldiretti sottolinea poi un problema strutturale: l’Italia riesce a trattenere solo l’11% dell’acqua piovana. Per questo l’organizzazione continua a chiedere un piano nazionale degli invasi e una gestione più efficiente delle risorse idriche. Si tratta di un progetto immediatamente cantierabile che consentirebbe di trattenere e accumulare l’acqua piovana durante tutto l’anno, riducendo gli effetti degli eventi meteorologici estremi e contribuendo a prevenire esondazioni e allagamenti. Una sfida non più rinviabile, considerato che gli eventi climatici estremi hanno provocato negli ultimi 4 anni danni per circa 20 miliardi di euro all’agricoltura italiana.

Foto di Fernando Augusto da Pixabay

Stefania Andriola

Lavoro in redazione da febbraio 2010. Mi piace definirmi “giornalista, scrittrice e viaggiatrice”. Adoro viaggiare, conoscere culture diverse; amo correre, andare in bicicletta, fare lunghe passeggiate ma anche leggere un buon libro. Al mattino mi sveglio sempre con un’idea: cercare di aggiungere ogni giorno un paragrafo nuovo e interessante al libro della mia vita e i viaggi riempiono le pagine che maggiormente amo. La meteorologia per me non è solo una scienza ma è una passione e un modo per ricordarmi quanto siamo impotenti di fronte alle forze della natura. Non possiamo chiudere gli occhi e dobbiamo pensare a dare il nostro contributo per salvaguardare il Pianeta. Bastano piccoli gesti.

Articoli correlati

Back to top button