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Crisi climatica, le proiezioni per il 2022

Anche per l'anno prossimo si profilano temperature molto più elevate rispetto all'era preindustriale: probabilmente l'anomalia sarà di oltre 1°C nonostante l'effetto di raffreddamento del fenomeno La Niña

La crisi climatica avanza e il mondo diventa sempre più caldo: da 6 anni la temperatura media globale è sempre oltre un grado al di sopra dei livelli preindustriali (1850-1900).
Dopo aver fatto superare per la prima volta la soglia di 1°C nel 2015, la crisi climatica ci ha fatto vivere gli anni più caldi che siano mai stati registrati:

2015 +1.15
2016 +1.28
2017 +1.19
2018 +1.11
2019 +1.24
2020 +1.27
crisi climatica
La temperatura media globale tra il 1850 e il 2020. Fonte: Ed Hawkins (University of Reading)

Secondo i dati registrati fino al mese di settembre, anche il 2021 appare destinato a rientrare nella serie con un’anomalia di 1.09°C.
Il dottor Nick Dunstone, scienziato del Met Office, ha spiegato che quest’anno si è fatta sentire l’influenza di un fenomeno noto come La Niña, che favorisce un raffreddamento anomalo delle acque, ma non è bastata a riportare le temperature medie globali al di sotto di un grado di anomalia rispetto all’era preindustriale.

Crisi climatica, andremo oltre a 1°C di anomalia anche nel 2022: le proiezioni

Il Met Office, il servizio meteorologico nazionale del Regno Unito, ha pubblicato di recente le proiezioni relative al clima del 2022 e ci si aspetta una situazione simile a quella di quest’anno.
Secondo gli scienziati è molto probabile che la crisi climatica riesca di nuovo a spingere la temperatura media globale su valori particolarmente elevati. È probabile che per l’ottavo anno consecutivo si superi ancora 1°C di anomalia rispetto ai livelli preindustriali nonostante l’insistenza di La Niña, che renderà la superficie del Pacifico tropicale più fredda della media influenzando anche la temperatura media globale.
In particolare ci si aspetta un’anomalia di circa 1.09 gradi, o comunque compresa tra 0,97°C e 1,21°C al di sopra della media del periodo preindustriale.

Il professor Adam Scaife, che si occupa delle previsioni sul lungo periodo per il Met Office, ha sottolineato che le proiezioni per il 2022 “mostrano che l’aumento dei gas serra nell’atmosfera sta riscaldando il globo a un ritmo tale che gli anni caratterizzati da El Niño (che provoca un riscaldamento anomalo del clima globale, ndr) alla fine degli anni ’90 sono stati comunque più freschi di quelli segnati da La Niña due decenni dopo”.

Cosa sono El Niño e La Niña?

Questi fenomeni si osservano sull’Oceano Pacifico equatoriale e sono caratterizzati da oscillazioni periodiche irregolari della pressione atmosferica e della temperatura delle acque superficiali capaci di influenzare le condizioni meteorologiche di tutto il Mondo.

El Nino e La Nina. Fonte NOAA
La Niña e Il Niño. Fonte NOAA

In condizioni cosiddette “neutre”, si ha alta pressione sul settore orientale dell’oceano Pacifico e bassa pressione nel settore ovest, con i consueti venti orientali (alisei). Quando la pressione atmosferica diminuisce sul settore orientale e contemporaneamente aumenta a ovest, gli alisei si attenuano o talvolta invertono la direzione ostacolando la risalita di acqua fredda dalle profondità verso la superficie oceanica. Con questa configurazione viene favorito il riscaldamento anomalo delle acque, fenomeno noto come El Niño. Nella fase opposta viene, invece, viene favorito il raffreddamento anomalo delle acque, fenomeno noto come La Niña.

Il nome “El Niño”, “il bimbo” in spagnolo, deriva dal fatto che sia gli episodi più intensi (eventi con la cadenza di 4-6 anni), quanto quelli più leggeri che si presentano annualmente, si sviluppano intorno al periodo natalizio.

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Redazione

Redazione giornalistica composta da esperti di clima e ambiente con competenze sviluppate negli anni, lavorando a stretto contatto con i meteorologi e i fisici in Meteo Expert (già conosciuto come Centro Epson Meteo dal 1995).

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