ClimaMeteoVideo

Maltempo, sul Nord-Ovest una struttura temporalesca di centinaia di chilometri: di che fenomeno si tratta?

Un imponente MCS è transitato sul Nord-Ovest aggravando una situazione di pre-esistente maltempo: aveva un diametro di 300-400 km

Il Nord-Ovest è nella morsa di una violenta ondata di maltempo, che sta colpendo soprattutto Liguria, Piemonte e Lombardia con piogge molto abbondanti e forti temporali. I fenomeni più intensi di oggi sono stati registrati soprattutto tra la notte e le prime ore della mattinata, in corrispondenza con il passaggio di una imponente struttura temporalesca resa ben visibile dall’immagine satellitare all’infrarosso pubblicata da Arpal:

Si tratta di un MCS, ovvero un Sistema Convettivo alla Mesoscala. Per chi non è esperto di meteorologia si tratta di un nome che dice poco: per fare chiarezza sul fenomeno che stamattina ha provocato il caos in molti centri del Nord-Ovest abbiamo chiesto al meteorologo Rino Cutuli di spiegarci di cosa si tratta e cosa lo renda così violento.

«Nella notte tra il 20 e il 21 ottobre un MCS ha attraversato le nostre regioni nord-occidentali aggravando le già avverse condizioni meteorologiche: si tratta di un sistema connettivo alla mesoscala», ci conferma lo scienziato. «Possiamo considerarlo come il “cugino” dei classici temporali a multi cella, mentre non ha nulla a che vedere con temporali a singola cella o a “supercella”, pur facendo parte della stessa specie».

Come si genera un fenomeno di questo tipo?

Un MCS è un sistema temporalesco a mesoscala, questo significa che viene generato da intensi moti ascensionali e discensionali dell’aria (convettivi, appunto), con una dimensione spaziale compresa tra le decine e le centinaia di chilometri, costituito da diverse celle unite tra loro e in diversi stadi evolutivi.  Generalmente, quindi, presenta anche all’osservazione caratteri di discontinuità e disomogeneità e caratteristiche fisiche molto diversificate per settore. Il sistema, tuttavia, può essere costituito da numerose celle già mature ed attive. In questo caso esso può divenire molto più esteso, ma raramente raggiungerà lo spessore nuvoloso delle supercelle temporalesche. Ne consegue una minor “potenza produttiva” in termini di precipitazioni.

Un MCS può perdurare diverse ore su una certa zona geografica e può percorrere diversi chilometri, alimentato dal continuo alternarsi tra celle oltre lo stato di maturità (quindi in dissoluzione) e celle giovani in formazione, un po’ come accade per i temporali a multicella, ma differisce da questi ultimi sia per un estensione più vasta, sia per la fenomenologia precipitativa, che è generalmente abbondante ma non intensa e violenta.

Molto spesso questi temporali sono di origine frontale e possono svilupparsi secondo classiche mesolinee (le cosiddette linee di groppo o “squall line”) oppure progredire nell’unione di più celle temporalesche a causa dell’inserimento di gocce fredde in quota o in seguito a fenomeni “di avvezione”. In questo caso il sistema assumerà una forma circolare (o per meglio dire ellittica) e, a causa della mancanza di un transito frontale potrà persistere più ore rispetto allo giacere in loco di una squall line.

Che conseguenze può avere un MCS?

La potenza esprimibile da un MCS rispetto ad un temporale a multi cella o ad una supercella, per esempio, è inferiore sia in termini di precipitazioni che di fenomeni elettrici. Tuttavia, a causa della sua maggiore estensione, un MCS può “scaricare” molta più pioggia rispetto ad un temporale a multicella, in quanto avremo sì una tipologia di precipitazioni inferiore per quanto riguarda i parametri d’intensità, ma molto più duratura nel tempo.

Ne consegue che i danni inflitti al territorio da un MCS riguardano essenzialmente lo straripamento di laghi e fiumi ed il tracimare di torrenti montani con il conseguente rischio di smottamenti, come è avvenuto in diverse zone della Liguria e tra il Piemonte e la Lombardia. Un temporale a multicella, invece (seppur ancor meno di una supercella), produce le cosiddette alluvioni “lampo” che, di solito, non dissestano idrogeologicamente il territorio, in quanto il suo tempo d’azione non permette alla quantità di pioggia inflitta al territorio di saturare gli strati permeabili più in superficie.

Vediamo più nei dettagli l’MCS che ha colpito il Nord-Ovest questa notte: come si è formato e quanto era esteso?

È stato un MCS decisamente importante: il suo diametro era dell’ordine dei 300-400 km.
La sua genesi può essere ricondotta alla particolare situazione meteorologica che da oltre 24 ore si era generata a livello sinottico, ovvero a livello europeo. Una profonda e vasta saccatura atlantica in movimento molto lento verso est, con asse ben ad ovest dell’Italia, ha causato sul suo lato anteriore un poderoso e incessante afflusso di aria calda e umida di origine sub-tropicale verso il Mediterraneo centrale e la regione alpina, quelle che in gergo viene chiamata “avvezione calda”. Questo “pompaggio” di aria eccezionalmente calda dalle basse latitudini e in rapido movimento dalle basse alle alte quote troposferiche, ha favorito la cessione di enormi quantità di calore all’atmosfera, determinando lo sviluppo di moti ascensionali (updraft, tipici dei fenomeni convettivi) molto potenti, che hanno contribuito a far esplodere verso l’alto i cumulonembi, facendo loro raggiungere altezze considerevoli, anche oltre i 10-12 Km i spessore. Inoltre, l’intrusione di aria più fresca nell’alta troposfera provocata dal graduale incedere verso levante del fronte freddo associato alla saccatura non ha fatto altro che accentuare la spinta verso l’alto delle varie celle temporalesche, mentre il flusso in quota dei venti da sudovest verso nordest li ha aiutati a muoversi con moto sudovest-nordest, quindi dal Golfo Ligure verso la valle padana.

Tags

Valeria Capettini

Sono nata a Milano nel 1991 e sono da sempre appassionata di giornalismo e scrittura. Dal 2016 lavoro con Meteo Expert, un’esperienza che mi ha insegnato tanto e che mi ha permesso di avvicinarmi all’affascinante mondo della meteorologia e della climatologia, offrendomi l’eccezionale opportunità di lavorare fianco a fianco con alcuni dei maggiori esperti italiani in questo settore. Dopo essermi diplomata al liceo classico, nel 2014 mi sono laureata in Lettere moderne con una tesi sul Giornalismo e sul ruolo dei social media in questo mondo. Nel 2017 mi sono laureata in Comunicazione per l’impresa, i media e le organizzazioni complesse con una tesi sulla brand personality.

Articoli correlati