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Zero hit sulla crisi climatica, finchè non arriva Marracash

Nel suo ultimo album "Persona", una riflessione sulla crisi climatica, ascolta "Stomaco - Greta Thunberg" feat. Cosmo

La crisi climatica sta entrando nelle nostre vite e lo sta facendo prepotentemente, provocando un aumento delle situazioni emergenziali. Nessun angolo della Terra è risparmiato da profondi mutamenti che inevitabilmente stanno già condizionando la vita di milioni di persone e che lo faranno in maniera ancor più incisiva e negativa negli anni futuri in mancanza di interventi incisivi di mitigazione e adattamento.

Benché i segni del climate change siano percepibili ed evidenti e la sensibilità sul tema abbia mobilitato orde di manifestanti, del cambiamento climatico non se ne canta, o se ne canta relativamente poco.

Il panorama musicale è sempre stato in prima linea di fronte alle grandi questioni globali, dai diritti civili all’apartheid, ma sulla grande sfida globale del nostro tempo, la crisi climatica, non si stanno ancora palesando hit sufficienti a rinforzare il messaggio: la crisi climatica va affrontata adesso.

Sul territorio nazionale un primo merito deve andare al King del Rap Marracash che nel suo ultimo album “Persona” ha inserito un pezzo che fa riflettere sulla nostra responsabilità nei confronti del Pianeta dal titolo sicuramente immediato: “Lo stomaco – Greta Thunberg”. Tutte le tracce dell’album hanno come riferimento una parte del corpo, viaggio intimo dell’artista nel suo vissuto e nella sua persona, affiancata da un pensiero che porta inevitabilmente ad una riflessione.

“Lo stomaco – Greta Thunberg” è un interrogativo sulla reale assunzione di responsabilità della crisi climatica da parte dell’umanità: stiamo solo sbandierando slogan ambientalisti e comportamenti radical chic o stiamo davvero assumendo una nuova consapevolezza sulle azioni immediate necessarie? “I ricchi andranno su Marte o su una stazione orbitante”, è la presa di coscienza di come il prezzo delle crisi sia sempre più alto e determinante per le fasce meno agiate della popolazione. “Ce la posso fare? Posso fare meglio di mio padre?” canta Cosmo, prezioso featuring del pezzo, “Cambiare. La mia razza si estingue”, un grido di forza e incertezza, due grandi vertici del nostro tempo. In base l’appello Right Here, right now di Fatboy slim e il messaggio è lanciato.

L’importanza di questo pezzo non è sottile, il rischio di parlare di climate change e di cadere nella retorica ambientalista è maggiore quando si tratta di tradurlo in versi. Il linguaggio di un rapper contemporaneo è forse il veicolo più forte che abbiamo oggi per raggiungere i millennials, la generazione Z, tutta l’umanità che sta ereditando un problema dalle dimensioni globali e che dovrà avere la pretesa di progettare un futuro sostenibile per se stessa e per il Pianeta. Se “Ok Boomer” è l’insulto dei millennial verso le generazioni che hanno lasciato questa pesante eredità, è garantito che questo è il momento di essere espliciti e diretti nel dar voce a questa grande sfida globale.

Elisabetta Ruffolo

Nata a Milano, classe 1989, ha intrapreso un primo percorso accademico presso la Facoltà di Scienze dei Beni culturali dell'Università degli studi di Milano, curricula orientata al mondo del cinema e dello spettacolo. In seguito, per acquisire gli strumenti necessari per una visione ad ampio raggio della società e dei sistemi politici e amministrativi, ha conseguito la Laurea in Economia & Management Pubblico presso la facoltà di Scienze Politiche. Grazie ad una esperienza lavorativa nel Venture Capital entra in contatto con il mondo dell’innovazione e delle start-up, conclude così il percorso accademico con un elaborato finale in diritto dell'Economia volto ad analizzare i risvolti della dottrina nel sistema delle imprese innovative dal titolo "La normativa europea sull'equity crowdfounding: Problemi e prospettive". Approda a Meteo Expert nel 2016, dove si occupa di coordinare le attività di divulgazione scientifica in ambito televisivo, radiofonico ed editoriale.

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