Microplastiche nei pesci dell’Oceano Pacifico: contaminazione diffusa nelle isole remote
Uno studio pubblicato su PLOS One rivela che un terzo dei pesci nelle acque costiere del Pacifico contiene microplastiche, con picchi al 75% nelle Fiji. La contaminazione colpisce specie legate alle barriere coralline, minacciando la sicurezza alimentare delle comunità locali. Ricercatori dell’Università del Pacifico meridionale analizzano i fattori ecologici che favoriscono l’ingestione.
Le microplastiche nei pesci dell’Oceano Pacifico rappresentano una minaccia crescente per gli ecosistemi marini più remoti. Secondo una ricerca pubblicata il 28 gennaio 2026 su PLOS One, il 32,7% dei pesci analizzati nelle acque costiere di Fiji, Tonga, Tuvalu e Vanuatu contiene particelle di plastica nel tratto gastrointestinale, con una media di 0,76 particelle per individuo. Questo dato emerge dall’analisi di 878 esemplari appartenenti a 138 specie, confermando la pervasività dell’inquinamento da microplastiche anche in aree considerate paradisi incontaminati.
Picchi di contaminazione nelle Fiji
Nelle isole Fiji, quasi il 75% dei pesci campionati presenta microplastiche, una percentuale nettamente superiore alla media globale del 49%. I ricercatori attribuiscono questo tasso elevato alla maggiore densità di popolazione, allo sviluppo costiero e a pratiche di gestione dei rifiuti meno efficaci, unite alle correnti oceaniche che trasportano inquinanti. La predominanza di fibre sintetiche, derivanti da indumenti e attrezzature da pesca, indica fonti diffuse e invisibili di contaminazione.
Fattori ecologici che aumentano il rischio
I pesci delle barriere coralline e quelli bentonici, che si nutrono di invertebrati o cacciano in anfratti, mostrano tassi di ingestione di microplastiche nei pesci dell’Oceano Pacifico più alti rispetto a specie pelagiche o lagunari. Queste nicchie ecologiche fungono da serbatoi di inquinanti, con implicazioni per i pescatori di sussistenza che dipendono dal pesce come fonte proteica primaria. Esperti come Amanda Ford sottolineano l’urgenza di dati locali per i negoziati sul Trattato Globale sulla Plastica.