La tutela dell’ambiente passa anche dal carsharing
Non solo un'alternativa all'auto privata ma una scelta sostenibile. L'intervista a Luigi Licchelli, Senior Business Development Manager Italia di Free2move
Ieri tutto il mondo ha festeggiato il nostro bellissimo Pianeta con la Giornata della Terra: tema 2026 “Our Power, Our Planet”. Il messaggio è chiaro: la tutela dell’ambiente non dipende da un governo o da una singola elezione ma dal potere collettivo di ciascuno di noi. Quest’anno si è voluto puntare sull’azione concreta delle comunità, sull’accelerazione verso le energie pulite e sulle scelte quotidiane che possono davvero fare la differenza. In un momento di incertezze politiche e climatiche, questa importante giornata ci ricorda che il cambiamento parte dal basso, dalle nostre abitudini, dalle nostre città e dalle nostre decisioni personali. È proprio in questo spirito che, nelle prossime righe, leggeremo di chi ha scelto di muoversi in modo più sostenibile.

Carsharing per ridurre l’impatto ambientale
In Europa il settore dei trasporti è ancora tra i principali responsabili di CO₂ e la mobilità rappresenta una delle leve più urgenti per intervenire. In questo scenario il carsharing si sta affermando non solo come alternativa all’auto privata ma come soluzione in grado di ottimizzare l’uso dei veicoli, ridurre il numero complessivo di auto in circolazione e alleggerire la pressione sulle città. Nelle grandi aree urbane, dove la mobilità è sempre più intermodale, si integra con il trasporto pubblico come opzione flessibile, contribuendo a ridurre la dipendenza dall’auto privata e a rendere gli spostamenti più efficienti.

In questo contesto Free2move, la piattaforma di mobilità globale di Stellantis, leader europea nel car-sharing free-floating, offre servizi integrati come noleggio auto a breve, medio e lungo termine, abbonamenti, condivisione di veicoli anche elettrici e prenotazione parcheggi. Proprio in occasione della recente Giornata della Terra, ci permette di riflettere sul ruolo del carsharing nella riduzione dell’impatto ambientale urbano.
L’intervista a Luigi Licchelli di Free2move
Ho avuto la possibilità di intervistare Luigi Licchelli, Senior Business Development Manager Italia di Free2move. Di seguito domande e risposte
In occasione della Giornata della Terra 2026, con il tema “Our Power, Our Planet” che sottolinea il potere delle comunità e delle azioni individuali per proteggere il Pianeta, quale messaggio vuole lanciare Free2move sul ruolo della mobilità condivisa nella lotta al cambiamento climatico?
In Free2move crediamo che la mobilità condivisa rappresenti una leva concreta per contribuire a ridurre le emissioni derivanti dai trasporti e per ripensare le proprie abitudini di mobilità in un’ottica più intermodale, che affianchi all’utilizzo delle auto private modalità alternative di spostamento. In un mondo sempre più urbanizzato, diventa fondamentale affiancare all’auto privata soluzioni flessibili e sostenibili che permettano di ottimizzarne l’uso. La vera transizione passa infatti dall’integrazione tra trasporto pubblico e servizi di sharing mobility, creando un ecosistema in cui ogni cittadino può scegliere, di volta in volta, la soluzione più efficiente e meno impattante.

Secondo Free2move, in che misura una singola auto in carsharing può sostituire auto private in città? Quali sono i benefici concreti in termini di riduzione del traffico, delle emissioni di CO₂ e dello spazio occupato dai parcheggi?
L’impatto del carsharing è ormai ben documentato: diversi studi indicano che un singolo veicolo condiviso può sostituire tra le 10 e le 16 auto private nelle città più densamente popolate. Questo non significa necessariamente eliminare l’auto privata ma ridurne l’uso quando non necessario, soprattutto in contesti urbani dove esistono alternative valide. Il principio è quello dell’efficienza: mentre un’auto privata resta ferma per gran parte del tempo, un’auto condivisa viene utilizzata più frequentemente, apportando numerosi benefici che si traducono in una riduzione delle emissioni di CO₂, grazie a meno veicoli in circolazione e a una flotta moderna e spesso elettrificata, e in una minore pressione sullo spazio urbano. Nelle città europee, questi effetti contribuiscono ogni anno a ridurre le emissioni e a migliorare la qualità della vita urbana, senza rinunciare alla libertà di movimento.

La vostra flotta include una quota crescente di veicoli a basse emissioni (sotto i 50 g CO₂/km). Quali sono gli obiettivi per il 2030 e il 2038, e quanto è già stato raggiunto oggi?
L’elettrificazione è uno dei pilastri della strategia di Free2move e si inserisce in una visione più ampia di mobilità sostenibile. Il 2030 è un passaggio importante: ci aspettiamo una quota sempre più consistente di veicoli a basse emissioni in flotta, con un peso crescente dell’elettrico. Il 2038 resta invece un orizzonte di lungo periodo, legato al percorso verso la neutralità carbonica. Nel frattempo, i passi sono già concreti: stiamo ampliando la presenza di veicoli elettrici nelle principali città europee – la flotta di Madrid ad esempio è già completamente elettrica – anche con inserimenti recenti come la Fiat 500e a Milano.
Quali sono le principali sfide che incontrate per espandere il carsharing sostenibile nelle città italiane ed europee (infrastrutture di ricarica, normative, abitudini dei cittadini)?
Nonostante il suo potenziale, il carsharing si confronta ancora con alcune sfide strutturali. La disponibilità di infrastrutture, in particolare le colonnine di ricarica per quanto riguarda i veicoli elettrici, e i parcheggi dedicati, è spesso insufficiente rispetto alle esigenze delle flotte condivise. A questo si aggiunge un quadro normativo non sempre omogeneo e talvolta penalizzante, con vincoli operativi e costi che possono limitare la sostenibilità economica del servizio. Anche la fiscalità gioca un ruolo importante: un allineamento dell’IVA con quella del trasporto pubblico locale potrebbe favorire una diffusione più ampia. Infine, c’è una sfida culturale, legata al passaggio dal possesso all’uso dell’auto, che richiede tempo, ma che sta già mostrando segnali di cambiamento, soprattutto nelle grandi città.
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Per un cittadino che vuole fare la propria parte per il Pianeta in occasione della Giornata della Terra, quale piccolo cambiamento nella mobilità quotidiana consigliate, e come può Free2move aiutarlo?
Il cambiamento per un singolo può partire da un approccio più flessibile alla mobilità quotidiana, sfruttando il più possibile l’intermodalità. Integrare l’auto privata con soluzioni di mobilità condivisa e mezzi pubblici per alcuni spostamenti, ad esempio in ambito urbano o per esigenze occasionali, permette di ridurre l’impatto ambientale senza rinunciare alla comodità. Free2move offre proprio questa possibilità: affiancare l’auto di proprietà con un servizio accessibile e on demand, consentendo di scegliere di volta in volta la soluzione più adatta alle proprie esigenze.
Guardando al futuro, come immaginate le città del 2030 grazie a una maggiore adozione della mobilità condivisa e elettrica?
Guardando al 2030, immaginiamo città in cui la mobilità sarà sempre più integrata, elettrica e intelligente, basata su un equilibrio tra diverse soluzioni. L’auto privata continuerà a giocare un ruolo importante, ma sarà sempre più affiancata da servizi di mobilità condivisa e on demand soprattutto nei contesti urbani ad alta densità. In questo scenario, il carsharing rappresenterà un’estensione naturale dell’offerta di mobilità: una soluzione complementare che consente di ottimizzare l’uso dei veicoli, ridurre la congestione e migliorare l’accessibilità. Le tecnologie digitali e l’intelligenza artificiale permetteranno una gestione ancora più efficiente delle flotte, garantendo disponibilità e flessibilità per gli utenti. Nel lungo periodo, anche l’evoluzione verso veicoli connessi e, progressivamente, autonomi potrà rafforzare questo modello, rendendo la mobilità condivisa ancora più fluida e accessibile. Il risultato sarà un ecosistema urbano più equilibrato, in cui diverse modalità di trasporto coesistono e si integrano, contribuendo a città più vivibili, sostenibili e a misura di persona.
