Reti fantasma, recuperati 450 kg a Capo Mortola, in Liguria

Oltre 450 kg di reti fantasma sono stati rimossi dai fondali dell’Area di Tutela Marina di Capo Mortola, in Liguria. Un risultato importante ottenuto da Worldrise, con il supporto di SC Johnson, grazie a un intervento che non si è limitato alla pulizia dei fondali ma ha integrato scienza, impatto diretto e narrazione per rendere visibile un problema che spesso resta sottotraccia.
Le reti fantasma continuano a intrappolare pesci, crostacei, tartarughe e altre specie anche a distanza di anni, dopo essere state perse o abbandonate. Non solo soffocano gli ecosistemi: con il tempo si frammentano in microplastiche contribuendo all’inquinamento marino. Durante l’operazione, svolta da sub e biologi marini con un team tecnico specializzato, sono stati liberati numerosi organismi, tra cui stelle marine, granchi e gorgonie. Le reti recuperate sono state analizzate per valutarne il degrado e l’impatto potenziale sull’habitat.
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La scelta di intervenire in un’area protetta non è casuale. Capo Mortola è un ecosistema ad alta biodiversità e, proprio per questo, un «laboratorio naturale di resilienza» del Mediterraneo, come spiega Worldrise. Ogni forma di tutela aggiuntiva diventa un investimento sul futuro del mare.
Il valore dello storytelling ambientale
L’operazione si distingue anche per il taglio comunicativo. Alla parte subacquea è stata affiancata la produzione di un video immersivo che documenta il recupero e mostra la vita marina che, letteralmente, torna a muoversi. Worldrise ha raccontato in presa diretta le fasi del ritrovamento e della rimozione, con l’obiettivo di trasformare un intervento tecnico in una storia capace di generare consapevolezza e partecipazione.
Un approccio necessario, come ricorda Mariasole Bianco, presidente di Worldrise: «Sono oltre 1.300 i kg di reti fantasma che abbiamo recuperato dai nostri fondali. Liberare il mare da questo fenomeno significa restituirgli futuro e spazio. Agire è fondamentale, ma è necessario anche raccontare, condividere e coinvolgere, perché la cura del mare diventi un movimento collettivo».
L’obiettivo: proteggere almeno il 30% dei mari italiani entro il 2030
Questo intervento si inserisce in un percorso più ampio. Worldrise lavora da oltre un decennio per rafforzare la conservazione dei mari italiani, costruendo un modello che unisce azione sul campo, sensibilizzazione e coinvolgimento sociale. La strategia è chiara: contribuire alla protezione efficace di almeno il 30% dei mari italiani entro il 2030. La rimozione delle reti fantasma a Capo Mortola è un tassello concreto di questo progetto.