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Settembre 2026: il più caldo in Italia dal 1950. I dati Copernicus

In continuità con l’estate più calda della serie storica nazionale, settembre 2026 ha registrato la temperatura dell’aria e quella del mare più elevate degli ultimi 76 anni. Il primo mese dell’autunno è stato anche il terzo più secco degli ultimi 30 anni. Ecco i risultati dell’analisi mensile condotta da Meteo Expert sulla base dei dati climatici di Copernicus, il programma europeo di osservazione e monitoraggio della Terra.

Dopo l’estate più calda della serie storica nazionale, l’Italia ha vissuto anche il settembre più caldo dal 1950, nonché il terzo più asciutto degli ultimi 30 anni. La fugace estensione dell’Anticiclone delle Azzorre fino all’area mediterranea e all’Europa centrale e, soprattutto, l’insistente presenza del promontorio di alta pressione di matrice subtropicale hanno contribuito a mantenere la temperatura dell’aria e del mare su valori eccezionalmente elevati per il periodo e ostacolato il transito delle perturbazioni atlantiche.

È quanto emerge dall’analisi dei dati storici di ERA5 ed ERA5-Land, la più recente generazione delle rianalisi climatiche sviluppate dal Servizio Copernicus per il Cambiamento Climatico del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine (C3S/ECMWF).

Ecco i dettagli.

Temperatura a 2 metri dal suolo: +3°C (record)

Dopo le ondate di calore intense, frequenti e prolungate che hanno duramente colpito gran parte dell’Europa e l’Italia dall’ultima decade di maggio a fine agosto, in settembre il nostro Paese ha continuato a sperimentare temperature fortemente anomale, soprattutto nella prima decade del mese, segnata da una nuova pesante ondata di caldo africano.

Secondo i dati ERA5-Land di Copernicus, a livello nazionale la temperatura media mensile a due metri dal suolo ha raggiunto il valore record di 20,74°C, ben 2,97°C in più rispetto alla media del trentennio 1991-2020, 0,33°C e 0,43°C in più rispetto ai due precedenti record, rispettivamente del settembre 1987 e del settembre 2023. L’autunno meteorologico si è dunque aperto con il terzo mese consecutivo caratterizzato da temperature record e il sesto consecutivo con anomalie superiori a 1°C a livello nazionale.

Anomalie della temperatura media dell’aria a 2 metri dal suolo (°C) di ogni mese di settembre dal 1950 al 2026 rispetto alla media 1991-2020. Dati ERA5-Land (C3S/ECMWF), elaborazioni Meteo Expert.

La mappa delle anomalie termiche mostra una realtà ormai tristemente consolidata: temperature medie nettamente superiori ai valori climatologici di riferimento in tutto il Paese. Gran parte del Nordovest, delle Alpi, delle regioni tirreniche e la Sardegna hanno sperimentato anomalie diffusamente superiori a +3°C, con punte localmente oltre +4°C nella pianura piemontese e tra Abruzzo e Lazio. Il resto del Paese ha registrato anomalie termiche meno severe, ma comunque superiori a +2°C, tranne in Friuli e in parte della Sicilia, dove lo scostamento dalla media è risultato leggermente inferiore. Con un’anomalia media di +2,05°C, la Sicilia ha sperimentato il secondo settembre più caldo della sua serie storica, mentre in tutti gli altri settori geografici dell’Italia il primo mese dell’autunno meteorologico si è chiuso con anomalie record: +3,02°C al Nord, +3,24°C nel Centro, +2,80°C nel Sud peninsulare e +3,32°C in Sardegna.

Anomalia della temperatura media dell’aria a 2 metri dal suolo (°C) di settembre 2026 rispetto alla media 1991-2020. Dati ERA5-Land (C3S/ECMWF), elaborazioni Meteo Expert.

Qual è la situazione termica a livello nazionale a tre mesi dalla conclusione dell’anno in corso? L’intensa e diffusa ondata di calore della prima decade di settembre e le temperature a tratti più estive che autunnali nella seconda e nella terza decade hanno contribuito a rafforzare la posizione del 2026 al primo posto della classifica degli anni più caldi. Con un’anomalia media gennaio-settembre di +2,21°C – oltre mezzo grado in più rispetto al record del 2024 – il 2026 si avvia a diventare l’anno più caldo della serie storica italiana.

Anomalie da inizio anno della temperatura media dell’aria a 2 metri dal suolo (°C) rispetto alla media 1991-2020. Esempio: il dato di settembre 2026 è l’anomalia del periodo gennaio-settembre 2026. Dati ERA5-Land. Crediti C3S/ECMWF, elaborazioni Meteo Expert.

Altezza zero termico: +800 metri sulle Alpi occidentali!

Tra temperature estreme e scarsità di precipitazioni, l’estate meteorologica del 2026 è stata “horribilis” per le Alpi e i ghiacciai, al pari o più di quelle tristemente famose del 2022 e del 2023.  A denunciarlo è la Carovana dei Ghiacciai di Legambiente, la campagna internazionale di monitoraggio realizzata con la partnership scientifica della Fondazione Glaciologica Italiana.

In settembre la situazione termica e pluviometrica in quota è rimasta decisamente critica, soprattutto sul settore occidentale, come documentato, ad esempio, dalle immagini di risonanza mediatica che ritraggono il Monte Cervino privo di neve alla fine del mese.  Sul fronte delle temperature, secondo i dati ERA5 di Copernicus, al Nord lo zero termico si è posizionato oltre mezzo chilometro al di sopra della quota normale per il periodo, con anomalie più marcate su Piemonte e Valle d’Aosta.  In particolare, sulle Alpi occidentali lo zero termico ha raggiunto una quota media di circa 4300 metri, ben 800 metri in più rispetto alla climatologia 1991-2020.

Anomalia dell’altezza dello zero termico di settembre 2026 (m) rispetto alla media 1991-2020. Dati ERA5 (C3S/ECMWF), elaborazioni Meteo Expert.

Temperatura della superficie del mare: +3°C (record)

Durante l’estate più calda della storia climatica recente dell’Italia, tutti i mari che circondano lo Stivale hanno accumulato una enorme quantità di calore. All’inizio dell’autunno, la temperatura delle acque superficiali dei bacini compresi fra 36-47°N e 6-20°E ha così registrato l’eccezionale valore medio di 27,19C° e un’anomalia di ben +2,97°C rispetto alla media climatologica 1991-2020, la stessa della temperatura media dell’aria a due metri dal suolo.  Si tratta, ancora una volta, della temperatura più elevata mai sperimentata in settembre da questo settore del Mare Nostrum, nettamente superiore a quella del record storico ormai infranto del 2022 (+1,39°C).

Anomalie della temperatura dello strato superficiale dei mari compresi nell’area 36-47°N e 6-20°E (°C) di ogni mese di settembre dal 1950 al 2026, rispetto alla media 1991-2020. Dati ERA5 (C3S/ECMWF), elaborazioni Meteo Expert.

A partire dal mese di giugno, l’anomalia media della temperatura dello strato superficiale dei nostri mari non è mai scesa al di sotto di +2°C.

Come di consueto, lo scostamento dalla media 1991-2020 più pronunciato ha riguardato i mari di Ponente, in particolare l’Alto Tirreno e i bacini che circondano la Sardegna. Qui, la temperatura osservata all’inizio dell’autunno meteorologico ha superato il valore climatologico di almeno 3,5°C. Nessun distretto ha registrato anomalie inferiori a +2 gradi.

Anomalia della temperatura dello strato superficiale del mare (°C) di settembre 2026, rispetto alla media 1991-2020. Dati ERA5 (C3S/ECMWF), elaborazioni Meteo Expert.

Come la temperatura media dell’aria a due metri dal suolo, anche la temperatura del mare dei primi nove mesi del 2026 ha raggiunto un valore record, registrando un’anomalia da inizio anno di 1,75°C, mezzo grado in più rispetto all’anomalia gennaio-settembre record dell’anno scorso.

Precipitazioni: -42 %

Secondo i dati ERA5-Land di Copernicus, in settembre è caduto sull’Italia il 42% di pioggia in meno rispetto alla media del trentennio 1991-2020, un difetto che pone il primo mese dell’autunno 2026 al terzo posto della classifica dei mesi di settembre più asciutti degli ultimi 30 anni, al dodicesimo posto dalla metà del secolo scorso.

Anomalie delle precipitazioni (%) di ogni mese di settembre dal 1950 al 2026, rispetto alla media 1991-2020. Dati ERA5-Land (C3S/ECMWF), elaborazioni Meteo Expert.

In continuità con la stagione estiva, l’autunno meteorologico 2026 è iniziato all’insegna del deficit pluviometrico diffuso. Le quattro perturbazioni che sono riuscite a transitare sull’Italia, e i fenomeni associati a condizioni di instabilità, hanno infatti scaricato sul nostro territorio una quantità totale di pioggia decisamente inferiore alla media, tranne nelle zone colpite da episodi temporaleschi particolarmente intensi.

Anomalia delle precipitazioni (%) di settembre 2026 rispetto alla media 1991-2020. Dati ERA5-Land (C3S/ECMWF), elaborazioni Meteo Expert.

Il deficit pluviometrico è stato importante soprattutto in Piemonte e in Valle d’Aosta, regioni già colpite da temperature eccezionalmente anomale vicino alla superficie e in quota, e in gran parte del Centro Sud.  Valle d’Aosta e Sardegna hanno ricevuto meno di un quarto del quantitativo di pioggia atteso. Con l’anomalia di -78%, la Sardegna ha appena vissuto il settimo settembre più secco degli ultimi 76 anni.

 

Laura Bertolani

Laureata in Scienze Naturali, nel 1997 è entrata a far parte del team di meteorologi di Meteo Expert. Fino al 2012, all’attività operativa ha affiancato attività di ricerca, occupandosi dell’analisi della performance dei modelli di previsione. Attualmente si dedica a quest’ultima attività, ampliata implementando un metodo di valutazione dell’abilità dei modelli a prevedere dodici configurazioni della circolazione atmosferica sull’Italia, identificate per mezzo di una rete neurale artificiale.

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