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Politica climatica, energia ed emissioni, le Nazioni promosse e bocciate: la classifica

Premiata la Scandinavia, mentre deludono soprattutto Australia, Canada e Stati Uniti

La crisi climatica ha un impatto su scala globale e per poter contrastare i suoi effetti ogni Paese deve intervenire attraverso politiche di mitigazione e adattamento: ma cosa stanno facendo le singole Nazioni per contrastare la crisi climatica? Il Mondo è chiamato ad agire, unito, per poter avere la speranza di frenare il riscaldamento globale, ma c’è chi sta facendo passi in avanti importanti e chi invece dovrebbe accelerare.

Uno strumento per capire qual è il livello di performance della politica climatica di 60 Nazioni e dell’Europa (responsabili del 92% delle emissioni di gas serra), è il Climate Change Performance Index (CCPI), che dal 2005 stila una classifica indipendente dei Paesi in base alla climate policy e agli sforzi in tal senso a livello internazionale. La classifica tiene conto delle emissioni di gas ad effetto serra, della quota di energia rinnovabile, dell’uso di energia e delle politiche climatiche.

Alle Nazioni è stato dato un punteggio che va da “molto alto” a “molto basso”. Nella classifica 2021 nessun Paese della classifica ha raggiunto il punteggio massimo: i primi tre posti sono stati lasciati vuoti, un segnale che indica come nessun Paese stia facendo davvero il massimo per contrastare la crisi climatica.

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Tra le Nazioni più virtuose ci sono Danimarca, Svezia, Norvegia, regno Unito e Marocco, mentre in coda alla classifica ci sono Arabia Saudita, Iran, Canada e Taiwan. Anche l’Australia è tra gli ultimi posti della classifica, mentre l’Italia è al 30mo posto su 64. I Paesi che hanno fatto più passi in avanti nell’ultimo anno sono Grecia, Paesi Bassi, Francia, Germania, Cipro e Spagna.

L‘Italia è arretrata di 3 posizioni e l’Europa ha perso 6 posizioni rispetto all’anno scorso. Gli esperti hanno dato un giudizio “medio” ad ogni aspetto analizzato: hanno considerato positive le discussioni in atto sulle politiche ambientali e climatiche, ma “problematica” l’assenza di tappe di uscita dall’uso di combustibili fossili. Inoltre l’integrazione attuale delle rinnovabili o gli obiettivi al 2030 sono ben lontani dal permetterci di raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. L’Europa, uno dei principali promotori della causa climatica, secondo gli esperti deve fare molto di più, anche in termini di emissioni e di politiche climatiche.

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Foto UNFCCC

Gli Stati Uniti, secondi al Mondo per emissioni, hanno guadagnato 6 posti rispetto all’anno scorso ma la risposta alla crisi climatica è comunque stata giudicata insufficiente, con solo il 55° posto in classifica. Sicuramente l’arrivo di Biden potrà risollevare la posizione degli Stati Uniti, ma servono azioni decise e veloci: molte iniziative di politica climatica non sono state ancora finalizzate.

La Cina, prima in assoluto per emissioni, è al 37° posto. Il Paese vuole raggiungere la carbon neutrality nel 2060, ma secondo gli esperti la transizione è troppo lenta e l’impegno dichiarato prima dell’inizio della COP26, con l’idea di costruire nuovi impianti a carbone per far fronte alla crescente richiesta di energia, non può andare di pari passo con la lotta alla crisi climatica. La collaborazione del governo cinese con quello americano, sottolinea il rapporto, è cruciale per l’esito della COP26.

In termini di sola politica climatica l’Australia è il fanalino di coda. L’Italia è al 25° posto, con una “povera” politica climatica nazionale e una politica internazionale “media”. Nelle prime posizioni troviamo il Lussemburgo, seguito da Danimarca, Marocco e Paesi Bassi.

Per quanto riguarda le emissioni di gas serra, invece, considerando i livelli attuali, il trend e gli obiettivi al 2030, emergono Regno Unito, Svezia e Messico, mentre chiudono la classifica Arabia Saudita, la Taipei cinese, Kazakistan e Iran. L’Italia è 28ma.

I Paesi che eccellono per l’integrazione delle fonti rinnovabili di energia sono sempre Norvegia, Danimarca e Svezia, mentre chiudono la classifica Messico, Russia e Iran. Tra i Paesi con ampi margini di miglioramento ci sono Australia, Stati Uniti, Canada Arabia Saudita, Egitto, Bielorussia, Taipei, Kazakistan e Algeria. L’Italia è al 33° posto: ha una buona integrazione delle rinnovabili nell’energy mix, ma dovrebbe aumentarne l’uso per raggiungere gli obiettivi climatici del 2030.

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Redazione

Redazione giornalistica composta da esperti di clima e ambiente con competenze sviluppate negli anni, lavorando a stretto contatto con i meteorologi e i fisici in Meteo Expert (già conosciuto come Centro Epson Meteo dal 1995).

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