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Amazzonia, dal 1985 distrutto il 10% della vegetazione

La deforestazione è cresciuta del 59,5% durante i quattro anni di governo del presidente Jair Bolsonaro

L’Amazzonia nel giro di 37 anni ha perso il 10% della sua vegetazione, un’area grande come il Texas. Lo rileva un report pubblicato dall’Amazon Network of Georeferenced Socio-Environmental Information: dal 1985 al 2021, l’area disboscata è passata da 490.000 chilometri quadrati a 1.250.000 chilometri quadrati.

I dati relativi a questa devastazione sono stati elaborati grazie  a un monitoraggio satellitare annuale effettuato dal 1985 in Bolivia, Perù, Ecuador, Colombia, Brasile, Venezuela, Suriname, Guyana e Guyana francese.

L’area disboscata in Amazzonia è stata di 11.568 km² tra agosto 2021 e luglio 2022 (l’equivalente delle dimensioni del Qatar), secondo i dati ufficiali del governo federale diffusi nei giorni scorsi dall’Istituto nazionale per la ricerca spaziale (Inpe).


Rispetto all’ultima indagine INPE, relativa al 2020, c’è stato fortunatamente un calo dell’11% dell’area disboscata: il precedente rilevamento, infatti,  era stato di 13.038 km², tra agosto 2020 e luglio 2021.
I numeri provengono dal rapporto annuale del Progetto per il monitoraggio della deforestazione nell’Amazzonia legale via satellite (Prodes), considerato il più accurato per misurare i tassi annuali.

Amazzonia, deforestazione record con Bolsonaro e ora si spera nel cambio di passo con Lula

Secondo l’Observatório do Clima, nonostante un calo nell’ultima indagine, la deforestazione in Amazzonia è cresciuta del 59,5% durante i quattro anni di governo del presidente Jair Bolsonaro: è la percentuale più alta in un mandato presidenziale dall’inizio delle misurazioni satellitari nel 1988. Quando Bolsonaro si è insediato il tasso di deforestazione in Amazzonia era di  7.500 km² e alla fine del suo mandato di 11.500 km²”.

Negli ultimi 20 anni, l’apice di questa devastazione del polmone verde della Terra si è raggiunto nel 2004, quando sono stati disboscati 27.700 km² di foresta. La stagione con la minore deforestazione in Amazzonia dell’intera serie storica Prodes è stata quella del 2012, con 4.500 km².
La situazione si è ribaltata nuovamente nel 2015, quando la superficie disboscata è aumentata, raggiungendo i 10.129 km² nel 2019, 10.851 km² nel 2020 e 13 mila km², nel 2021.

Nella valutazione dell’Amazzonia Environmental Research Institute (IPAM), l’avanzata della deforestazione negli ultimi anni, soprattutto sotto il governo Bolsonaro, è direttamente collegata all’indebolimento degli organismi di controllo e, quindi, alla mancanza di punizioni per i reati ambientali. A ciò si accompagna, secondo l’istituto, una significativa riduzione delle azioni immediate di contrasto e controllo delle attività illegali nella regione.

Non resta che sperare in una svolta con il presidente Lula: “il Brasile è tornato” nella lotta globale contro il cambiamento climatico, ha affermato il neo eletto presidente allo scorso vertice sul clima delle Nazioni Unite in Egitto  COP27. Nella sua prima visita all’estero dalla vincita delle elezioni presidenziali del 30 ottobre, il politico ha colto l’occasione per confermare al mondo che il suo Paese, il più grande custode della foresta pluviale amazzonica, tornerà sulla strada della lotta al cambiamento climatico dopo quattro anni di “governo disastroso” che hanno fatto precipitare il suo Paese nel “negazionismo climatico”. Nel suo discorso, inoltre, Lula ha affermato che i reati contro l’ambiente saranno combattuti senza sosta.

Redazione

Redazione giornalistica composta da esperti di clima e ambiente con competenze sviluppate negli anni, lavorando a stretto contatto con i meteorologi e i fisici in Meteo Expert (già conosciuto come Centro Epson Meteo dal 1995).

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