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Crisi umanitaria in Madagascar: dopo anni di siccità è emergenza fame per oltre un milione di persone

Dopo anni di siccità, le scorte di cibo sono finite da mesi

La carestia minaccia il Madagascar meridionale: a lanciare l’allarme è il World Food Programme delle Nazioni Unite, che nel suo rapporto delinea una situazione raccapricciante.
«Abbiamo assistito a scene strazianti, di bambini gravemente malnutriti e famiglie affamate», ha detto Amer Daoudi, Senior Director of Operations del WFP, che nei giorni scorsi ha visitato uno dei zone più colpite, Sihanamaro, accompagnato da una delegazione di ambasciatori e alti funzionari governativi.
«La portata della catastrofe è incredibile – ha detto -. Se non invertiamo questa crisi, se non diamo da mangiare alle persone nel sud del Madagascar, intere famiglie moriranno di fame».

Molte persone nella zona hanno già perso la vita: è stato lo stesso sindaco di Sihanamaro a chiedere l’assistenza del World Food Programme dopo numerosi decessi legati alla fame.

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Gli effetti combinati della siccità, della pandemia COVID-19 e della recrudescenza dell’insicurezza hanno minato la già fragile situazione di sicurezza alimentare e nutrizione della popolazione del Madagascar meridionale, distretto di Amboasary, Madagascar. Foto: WFP / Tsiory Andriantsoarana

La responsabile di questa tragedia è principalmente la siccità, che affligge i settori meridionali del Madagascar ormai da anni. La situazione è diventata estremamente critica soprattutto dal mese di settembre del 2020, quando le famiglie hanno esaurito le scorte di cibo e si sono ritrovate costrette a nutrirsi con le scorte dei semi messi da parte per la stagione della semina, tra novembre e dicembre.
Secondo i dati resi noti dall’ONU, attualmente fino all’80 per cento della popolazione in alcune aree del sud del Madagascar è rimasta senza niente e sta cercando di sopravvivere con misure disperate come mangiare locuste, radici e foglie selvatiche.
Le prospettive per il futuro sono estremamente preoccupanti: la siccità non ha dato tregua neppure nell’ultima stagione di semina e si profilano mesi di carestia.

In tutta la regione, fa sapere il World Food Programme, i terreni coltivabili si sono trasformati in «terre desolate» a causa della siccità, ma anche per l’erosione di suolo, tempeste di sabbia senza precedenti e deforestazione.

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Valeria Capettini

Nata a Milano nel 1991, mi sono laureata in Lettere moderne per poi conseguire una laurea magistrale in Comunicazione. Sono iscritta all'Albo dei Giornalisti della Lombardia. Nel 2016 sono entrata a far parte della squadra di Meteo Expert, allora conosciuto come Centro Epson Meteo: un'esperienza che mi ha insegnato tanto e mi ha permesso di avvicinarmi al mondo della climatologia lavorando fianco a fianco con alcuni dei maggiori esperti italiani in questo settore.

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