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Hot Art Exhibition

Gli effetti del riscaldamento globale sui capolavori dell'arte

L’artista e multidisciplinare designer viennese Alper Dostal è diventato famoso grazie alla realizzazione della serie “Hot Art Exhibition”, un insieme di rappresentazioni tridimensionali atrocemente realistiche, in cui i grandi capolavori dell’arte sono colti nell’atto di sciogliersi. La domanda cui l’artista ha cercato di dare risposta in queste opere d’arte è stata: “Qual’è l’incubo di tutti i galleristi? Cosa potrebbe succedere ai quadri in esposizione in una giornata torrida, senza aria condizionata?”. Il tema affrontato vuole fare riflettere gli spettatori sul riscaldamento globale in atto e promuovere una presa di coscienza sulla questione climatica puntata sulla forte necessità di proteggere il nostro patrimonio ambientale e culturale.

“La persistenza della memoria”. Alper Dostal

Sono state riprodotte opere come “La persistenza della memoria” di Dalì, “L’urlo” di Munch, “La notte stellata” di Van Gogh”, “Guernica” di Picasso, la “Composizione con giallo, blu e rosso” di Mondrian, “Napoleone” di Jacques-Louis David e “Il Figlio dell’uomo” di Magritte. Sono molti gli artisti che stanno prendendo posizione in merito, sfruttando la propria creatività e il proprio lavoro per lanciare un messaggio: il surriscaldamento globale è incontestabile e devastante sia per il nostro Pianeta che per noi che lo abitiamo. Il progetto che potrebbe sembrare ironico, in realtà racchiude tutte le preoccupazioni di Alper Dostal: con il surriscaldamento è in pericolo anche tutto il patrimonio artistico. Le opere sono la metafora di tanti luoghi che stanno diventando irriconoscibili sotto effetto del cambiamento climatico che distrugge pietre miliari dell’arte moderna.

“Hot Art Exhibition”. Alper Dostal
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Stefania Andriola

Lavoro in redazione da febbraio 2010. Mi piace definirmi “giornalista, scrittrice e viaggiatrice”. Adoro viaggiare, conoscere culture diverse; amo correre, andare in bicicletta, fare lunghe passeggiate ma anche leggere un buon libro. Al mattino mi sveglio sempre con un’idea: cercare di aggiungere ogni giorno un paragrafo nuovo e interessante al libro della mia vita e i viaggi riempiono le pagine che maggiormente amo. La meteorologia per me non è solo una scienza ma è una passione e un modo per ricordarmi quanto siamo impotenti di fronte alle forze della natura. Non possiamo chiudere gli occhi e dobbiamo pensare a dare il nostro contributo per salvaguardare il Pianeta. Bastano piccoli gesti.

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