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Italia, nuove centrali a gas fanno aumentare le bollette: l’altolà degli esperti

Anche se le energie rinnovabili sono già più convenienti, l'Italia continua a puntare sul gas: le conseguenze pesano sul clima, ma anche sulle nostre bollette

L’Italia si è impegnata a chiudere le ultime centrali a carbone entro il 2025, e mentre si progetta la realizzazione, nel prossimo decennio, di nuove centrali a gas gli esperti avvertono che l’impatto sarebbe negativo sia per il clima che per il costo dell’energia.

L’Italia dovrebbe investire nel settore dell’energia pulita, affermano gli esperti di Carbon Tracker Initiative, un think tank finanziario indipendente che ha confrontato il costo delle centrali a gas con quello di un portafoglio di rinnovabili in grado di offrire gli stessi servizi. Come emerge dal report pubblicato da Carbon Tracker, i piani per la realizzazioni di nuove centrali a gas in Italia potrebbero mettere a rischio gli obiettivi climatici del paese, comportare perdite fino a 11 miliardi di euro in investimenti e perdere l’occasione di ridurre i consumi domestici di energia elettrica.

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Foto Pexels

In termini di costo – avvertono gli esperti -, gli impianti a gas non sono più competitivi rispetto alle fonti di energia pulita, perché i costi delle rinnovabili sono in rapida diminuzione. Il rapporto rileva che, al contrario, il portafoglio di rinnovabili (Clean Energy Portfolio) è già più economico rispetto alla costruzione di nuove centrali termoelettriche a ciclo combinato (CCGT), pur fornendo la stessa quantità mensile di energia:

Confronto tra il costo livellato dell’energia (LCOE) per CEP e nuove CCGT. Crediti: Carbon Tracker Initiative

Il costo più elevato si rifletterebbe anche sulla nostra bolletta, avverte lo studio: «se l’Italia proseguirà la generazione di energia elettrica tramite le centrali a gas anziché la soluzione basata su energia pulita a basso costo, i consumatori vedrebbero un aumento in bolletta. Questa strada renderebbe inoltre più difficile conseguire il nuovo l’obiettivo dell’Italia di tagliare le emissioni del 60% entro il 2030. Le nuove centrali a gas produrrebbero 18 milioni di tonnellate di CO2 all’anno, equivalenti al 6% delle emissioni di gas serra totali dell’Italia nel 2019».

Secondo gli esperti, il mercato italiano della capacità falsa il mercato dell’energia a favore di centrali a gas preesistenti e nuove, e a svantaggio di rinnovabili a costo basso e zero emissioni

Secondo lo studio, in Italia c’è stata una vera e propria corsa alla costruzione di nuove centrali a gas causata dai contratti di approvvigionamento aggiudicati sul mercato delle capacità, che hanno premiato in modo sproporzionato questa fonte di energia. Come sottolinea Carbon Tracker, per consentire alle tecnologie a zero emissioni di competere in modo equo sono necessarie riforme di mercato: «lo studio invita il governo a fissare criteri identici per le varie fonti di energia – afferma il think tank – affinché quelle rinnovabili, appoggiandosi all’immagazzinamento tramite batterie e alla demand response, possano giocare ad armi pari».

Lo studio è disponibile a questo link.

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Valeria Capettini

Nata a Milano nel 1991, mi sono laureata in Lettere moderne per poi conseguire una laurea magistrale in Comunicazione. Sono iscritta all'Albo dei Giornalisti della Lombardia. Nel 2016 sono entrata a far parte della squadra di Meteo Expert, allora conosciuto come Centro Epson Meteo: un'esperienza che mi ha insegnato tanto e mi ha permesso di avvicinarmi al mondo della climatologia lavorando fianco a fianco con alcuni dei maggiori esperti italiani in questo settore.

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