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Dennis nella storia: è la seconda tempesta più forte degli ultimi 150 anni

Allerta rossa oggi in Galles, arancione in Inghilterra, Islanda, Irlanda e Francia

Dennis è entrato nella storia: è la seconda tempesta più intensa degli ultimi 150 anni formatasi sul Nord Atlantico. Come previsto la pressione interna è crollata velocemente nella giornata di ieri, scendendo di 50 millibar in sole 24 ore, fino a raggiungere i 920 millibar. Dennis ha quindi superato la tempesta del dicembre 1986 (920.2 mb) e quella del febbraio 1970 (921.1 mb). Resta saldo, invece, il record assoluto della tempesta del gennaio 1993 con 913 millibar.

La metà del mese di febbraio è il periodo più favorevole alla formazione di tempeste così forti sul Nord Atlantico. Si tratta di tempeste i cui venti talvolta raggiungono una intensità pari a quella generata da un uragano. Nella giornata di venerdì la stazione meteorologica di Hafnarfjall, nel sud-ovest dell’Islanda, ha registrato una raffica  di vento che ha raggiunto i 255 km/h. Un valore che ha sfiorato il record della raffica di 267 km/h del 16 gennaio 1995.

Forti piogge, venti oltre i 100 km/h e onde alte fino a 10 metri

Per fortuna, contrariamente a quanto successo con la tempesta Ciara, gli effetti di Dennis sull’Europa saranno meno diffusi. Le maggiori criticità si avranno, infatti, sull’estremo nord dell’Europa: oggi è stata diramata allerta arancione in Irlanda, Regno Unito e nel nord della Francia. Allerta rossa, invece, nel Galles, tra Cardiff e Swansea, per rischio di forti piogge e allagamenti.

Il vento sarà ancora molto forte in Irlanda, Regno Unito, Islanda e nel nord di Francia, Germania, Paesi Bassi e Belgio. Le raffiche potrebbero ancora superare i 90-100 km/h con punte fino a 120 km/h. Le criticità sono legate anche alle mareggiate: a largo delle coste più esposte ai venti, le onde arrivano addirittura a sfiorare i 10 metri di altezza.

La danza della tempesta Dennis

Dennis, nelle prossime ore, inizierà a “danzare” per effetto Fujiwhara con una bassa pressione in arrivo da ovest. Fujiwhara è il nome del meteorologo giapponese che ha studiato la convergenza dei vortici. L’effetto Fujiwhara  si verifica quando due vortici ciclonici orbitano uno intorno all’altro. Questo tipo di interazione si innesca solamente quando due cicloni si trovano ad una distanza inferiore ai 1.400 chilometri.

I due cicloni interagiscono in una sorta di “balletto”, piroettando uno intorno all’altro in rotazione antioraria nell’emisfero nord, oraria in quello sud. Il movimento dei due potrebbe poi trasformarsi in una spirale: i cicloni verrebbero così attratti l’uno verso l’altro al centro.

A questo punto si tratta di un gioco di forza: il ciclone più intenso tenderà ad assorbire quello più debole, ma quello che avviene dopo è tutt’ora oggetto di studio. In alcuni casi, quando i due sono di pari intensità, si può formare un ciclone più intenso, in altri l’interazione caotica tra i due potrebbe far affievolire e quindi far dissipare tutto, in altri ancora i due cicloni potrebbero allontanarsi di nuovo “rimbalzando via” in diverse direzioni.

 

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Redazione

Redazione giornalistica composta da esperti di clima e ambiente con competenze sviluppate negli anni, lavorando a stretto contatto con i meteorologi e i fisici in Meteo Expert (già conosciuto come Centro Epson Meteo dal 1995).

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